Cina: UE punta a collaborazione tra Università/ 007 italiani: “Rischio spionaggio”

- Lorenzo Drigo

L'Unione Europea apre gli atenei alla Cina: un progetto per la "collaborazione strategica" tre le università. Gli 007 avvertono, però, del rischio spionaggio da parte della Cina

ursula von der leyen 2020 youtube 640x300 Ursula von der Leyen agli Stati Generali (foto Youtube)

L’UE apre le Università alla Cina

Dall’Unione Europea, secondo quanto racconta il quotidiano La Verità, è arrivato un progetto di apertura nei confronti della Cina. In particolare, l’idea di Ursula von der Leyen, promotrice del progetto, è di aprire una collaborazione tra gli atenei universitari italiani e quelli cinesi, attraverso borse di studio finanziate dell’Europa. Il problema, però, è che da almeno un anno tutti i Servizi segreti mondiali avvertono dei possibili rischi di spionaggio da parte del governo cinese.

Procedendo per ordine, però, l’idea promossa dalla von der Leyen è di aprire gli atenei europei agli studenti provenienti dalla Cina, a patto che venga fatto anche il contrario. Le borse di studio promosse punterebbero ad una “cooperazione strategica” tra Strasburgo e Pechino, con “l’obiettivo di attingere a competenze approfondite, ampliando la base di conoscenze cinesi” sull’UE. Di fatto, verrà messo assieme un gruppo di accademici provenienti da tutto il mondo e “specializzati in questioni politiche, sociali, economiche, digitali, ambientali e climatiche, di sicurezza o storiche relative alla Cina”. Tutto, inoltre, passerà nella mani dell’organi nominato Idea che all’interno dell’Unione Europea risponde direttamente alla presidentessa von der Leyen.

Gli 007 avvertono del rischio spionaggio dalla Cina

Insomma, il progetto messo in piedi dall’Unione Europa per la collaborazione con le Università della Cina sembra muovere in direzione di un riavvicinamento tra Pechino e Occidente. Tuttavia, contestualmente è anche vero che da tempo gli 007 di tutto il mondo hanno messo in guardia i governi in merito al rischio di spionaggio da parte della governo cinese. Infatti, i casi di spionaggio rilevati sono passati, la maggior parte delle volte, attraverso le Università o le aziende.

Il primo organo a parlare del rischio spionaggio da parte della Cina è stato l’FBI americano, tramite le parole del suo direttore Christopher Wray. Aveva parlato, circa un anno fa, del fatto che il governo cinese puntasse a “saccheggiare” la proprietà intellettuale degli altri paesi, al fine di diventare la più forte superpotenza. Similmente, anche i servizi segreti italiani avevano avvertito il Parlamento del rischio spionaggio da parte della Cina, come dimostra l’ultima relazione (di febbraio 2022) del Copasir, allora guidato da Adolfo Urso. “Un ambito rispetto al quale si è evidenziata la necessità di intervenire al fine di introdurre apposite tutele e meccanismi di protezione dell’interesse nazionale è quello dell’università”, si legge nella relazione citata da La Verità, “è risultato infatti crescente l’interesse da parte di attori statali stranieri, in particolare cinesi, nei confronti del mondo accademico italiano, in special modo per quegli ambiti nei quali più avanzata risulta l’attività di ricerca da questi condotta”.







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