NCIS/ Il segreto di una serie Tv dalla sceneggiatura che fa innamorare

- Maria Luisa Bellucci

Dopo tante stagioni NCIS continua a catturare l’affetto del pubblico in Italia come negli Usa. MARIA LUISA BELLUCCI ci spiega come mai

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Esiste una regola doro per il successo di una serie tv: una buona sceneggiatura. Un prodotto televisivo nasce con il fine di replicarsi in infinite stagioni e infinite puntate: se si sbaglia colpo, lo spettatore cambia canale e tu, che sia sceneggiatore o produttore, affondi insieme alla tua serie.

I telefilm americani che arrivano sui nostri schermi sono frutto di unaccurata selezione sui palinsesti doltreoceano, che fa spiccare proprio la qualità della scrittura. E questa la discriminante che, nella maggior parte dei casi, distingue brutalmente un prodotto made in USA da uno nostrano.

Un esempio su tutti è, in questi giorni, NCIS (Naval Criminal Scene Investigation), in onda su Rai Due la domenica alle 21 e che da ieri sera, ma solo per due settimane, manderà in replica i primi episodi della stagione corrente. Questo per un motivo molto semplice: la rete non ha voluto sprecare, in un periodo in cui lattenzione televisiva cala a causa delle festività, le prossime due puntate, che regaleranno anche agli spettatori italiani il lancio dellattesissimo spin off NCIS Los Angeles (previste per il 10 gennaio 2010).

Giunta alla sua sesta stagione in Italia negli USA è già in onda la settima la serie che racconta le indagini sui crimini che coinvolgono membri della Marina Militare americana deve la sua fortuna anche a un avvedutissimo produttore, Donald Bellisario lo stesso, per chi non lo sapesse, che ha firmato altri ben noti telefilm come Battlestar Galactica, la serie originale, Magnum P.I. e Jag Avvocati in divisa, di cui NCIS è una costola.

Dopo tante stagioni, né il pubblico americano né quello italiano sembrano essersi stancati dellappuntamento con la squadra NCIS dellautoritario Leroy Jehtro Gibbs. Il perché di questo successo è stato accennato: una buona sceneggiatura. Il che, da telespettatore, significa che ci si siede sul divano e non si vede lora che inizi lepisodio per gioire o soffrire con i propri eroi, per scoprire qualche cosa in più sul loro passato tormentato, sui loro nodi irrisolti, sui loro amori sfuggenti.

 

La struttura sempre uguale delle puntate – quella classica della detection – diventa solo una scusa per sentirsi, almeno per una sera, agente dell’NCIS. Perché la bellezza di questa serie sta nei suoi personaggi, elementi tutti diversi di un team che, come è stato variamente dimostrato, non potrebbe esistere se uno di loro mancasse. Una squadra che è una famiglia, prima di tutto, dove il burbero Gibbs, ex sergente tiratore scelto del corpo dei Marines, è il capo indiscusso che pretende ascolto e dispensa rispetto verso i suoi sottoposti.

 

La loro vita è il lavoro. E’ difficile vederli in azione in circostanze diverse dalle indagini. Sta di fatto che del team di Gibbs ci si innamora, e questo grazie all’opera di sceneggiatori che in un gesto o in una battuta racchiudono il lato squisitamente umano dei nostri personaggi, a dispetto della pistola che impugnano. Esiste un sottotesto di emozioni e relazioni presenti e passate negli sguardi, nelle azioni e nelle parole che evoca, ci fa sognare e crea una tensione, forte come una droga. Un esempio su tutti è proprio Gibbs. Apparentemente è glaciale, imperscrutabile. Di fatto questa è solo una scorza dietro cui vive un cuore sensibile, ancora ferito da tragedie personali che non è riuscito ad evitare, ma avrebbe potuto. Per questo non ammette errori, dai suoi sottoposti ma soprattutto da se stesso: sa che il suo compito resta difendere chi lo circonda, specialmente i suoi uomini – la sua nuova famiglia – restando devoto al motto Semper Fidelis con cui giurò fedeltà al corpo dei Marines.

 

Gibbs è l’emblema dell’eroe contemporaneo post 11 Settembre: forte, ma fragile; di ghiaccio, ma sensibile.

 

È questo un altro elemento vincente di NCIS: parla dei tempi che viviamo. I suoi personaggi sono tutti completamente calati nella nostra epoca, che, purtroppo, è il tempo del terrore, di Al Qaeda e degli attentati. Lo fa, però, con un tono leggero, talvolta ironico che è ben lontano da quello greve e dark di tanti film dello stesso genere.

 

Vedremo se NCIS Los Angeles sarà in grado di reggere il confronto. Per il momento non ci resta che attendere la messa in onda delle due puntate in cui saranno presentati i personaggi dello spin off. E per noi appassionati il countdown è già iniziato. Semper Fidelis.

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