ROMAN POLANSKI/ Svizzera: niente estradizione per il regista americano

- La Redazione

La Svizzera rifiuta l’estradizione di Roman Polanski. Il regista ricercato negli Stati Uniti per lo stupro di una tredicenne torna libero

romanpolanski_R375

Roman Polanski, il regista americano condannato negli Stati Uniti per stupro di minorenne, non verrà estradato dalla Svizzera dove si trova attualmente. Il ministro elvetico della giustizia ha diramato il seguente comunicato: Il regista 76enne non sarà estradato negli Stati Uniti. Le misure restrittive della libertà nei suoi confronti sono state revocate. Dal 4 dicembre Polanski si trova nel suo chalet a Gstaad, Svizzera, adesso sono stati revocati anche gli arresti domiciliari. Polanski torna dunque libero. Il regista era stato arrestato a Zurigo nel settembre del 2009 per via di un mandato di arresto partito dagli Stati Uniti per rapporti sessuali illegali con una tredicenne.

Lepisodio risale al 1977. Il comunicato del ministero svizzero prosegue così: Nemmeno dopo intensi accertamenti è stato possibile escludere con la necessaria certezza la presenza di un vizio nella domanda di estradizione statunitense. Gli Stati Uniti potranno però presentare appello contro la decisione. La Svizzera ha motivato il “no all’estradizione di Polanski sottolineando la “situazione di fiducia” che si era creata per il regista in Svizzera. “Roman Polanski non avrebbe deciso di partecipare, nel settembre del 2009, al Festival del film di Zurigo se non fosse stato convinto che il viaggio non gli avrebbe comportato alcuno svantaggio legale”, spiega il comunicato. Occorre “tenere conto del fatto ben noto che Roman Polanski ha, sin dall’acquisto della sua casa di Gstaad nel 2006, per anni soggiornato regolarmente in Svizzera senza che le autorità statunitensi avessero mai presentato una domanda formale di estradizione.

Inoltre – aggiunge il comunicato – "Polanski non é mai stato controllato dalle autorità elvetiche nonostante la sua iscrizione nel sistema di ricerca svizzero. Tali circostanze hanno creato una situazione di fiducia". Il ministero della giustizia americano al momento ha rilasciato solo un “no comment” alla faccenda.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori