QUARTO GRADO/ Lassassino di Yara era mancino? Sarah Scazzi: Sabrina Misseri pronta a rilasciare dichiarazioni spontanee

- La Redazione

La sintesi della puntata del programma di cronaca condotto da Sabrina Scampini e Salvo Sottile. Importanti novità sul delitto di Avetrana e di Brembate Sopra

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Salvo Sottile

Quarto Grado i casi di Melania Rea, Sarah Scazzi e Yara Gambirasio. Quarto Grado è andato in onda su Rete 4 con la settima puntata. Ancora importanti rivelazioni sui delitti di Brembate e Avetrana, ma la novità più rivelante riguarda proprio il caso di Yara. Il suo assassino potrebbe essere mancino, come rileva la conclusione dellanatomopatologa Cristina Cattaneo. Il medico legale dell’Università di Milano afferma di aver accertato che le ferite riscontrate sul corpo di Yara sono state inferte da qualcuno che impugnava con la mano sinistra un’arma da taglio molto affilata, forse un taglierino. La trasmissione condotto da Salvo Sottile con Sabrina Scampini si apre con il caso dell’omicidio di Sarah Scazzi, caso per il quale vi è stata l’udienza preliminare. In studio il fratello di Sarah, Claudio. Quella di oggi è stata un’udienza tecnica in cui sono state presentate le eccezioni degli avvocati e stabilite alcune date come quella di lunedì 17 ottobre in cui Sabrina rilascerà delle dichiarazioni spontanee o quella di giovedì in cui verrà affidato ad un esperto l’incidente probatorio sull’auto della zia di Sarah, Cosima. Dopo questa premessa vengono mandate in onda le dichiarazioni della madre di Sarah che invita la nipote a parlare e dire finalmente la verità sull’omicidio. Ella inoltre sottolinea la propria incredulità e il proprio sgomento davanti alla partecipazione al delitto della sorella e della nipote. Remo Croci dall’esterno del Tribunale di Taranto (l’udienza si è svolta a porte chiuse) racconta di come non sia stato possibile vedere le due imputate e lo stesso Misseri che, al contrario di altre volte, si è tenuto defilato e in aula non ha tentato di salutare moglie e figlia, ma solo di incrociarne lo sguardo che queste hanno immediatamente distolto. In studio si affronta il tema dell’imminente scadenza dei termini di custodia cautelare di Sabrina e della possibilità che la stessa possa essere scarcerata. Possibilità che sembra avvallata dalle considerazioni della Cassazione che sottolinea la presenza di numerosi indizi, ma l’assenza di una prova regina. Barbara Palombelli evidenzia come in effetti le due ordinanze di cattura nei confronti di Sabrina siano di fatto contraddittorie tra di loro in quanto Sabrina in una viene accusata di omicidio in concorso con il padre, nell’altra con la madre. Del resto i limiti dell’inchiesta non sono solo questi. Non è chiara l’ora del delitto, nè il luogo. Infatti la testimonianza di un fioraio riporterebbe Sarah fuori da casa Misseri costretta a salire in macchina dalla zia Cosima. Anche alcune scelte della procura, come quella di privilegiare le intercettazioni ambientali, rinunciando a sequestrare casa Misseri, vengono presentate come opinabili. Melluzzi si dichiara pessimista sull’esito del processo, sicuro che non sarà in grado di svelare la verità e accusa la procura di aver completamente ignorato le informazioni raccolte dai primi avvocati di Misseri, poi incriminati. Con veemenza sottolinea come si siano ostinati a credere che il delitto si sia consumato all’interno della casa, dove per altro non sono state ritrovate tracce, senza neanche verificare altre ipotesi come quella da lui proposta e cioè che l’omicidio della piccola Sarah sia avvenuto sotto l’albero di fico, in prossimità del luogo dove sono poi stati bruciati gli abiti e gli oggetti della vittima. Prima di mandare la pubblicità Sottile annuncia un video inedito su Misseri che conduce gli inquirenti sul luogo in cui afferma di aver distrutto gli oggetti di Sarah. Alla visione del video viene evidenziata la precisione della descrizione di Misseri e contrapposta alle tante incertezze e contraddizioni relative al delitto, come se questo potesse dimostrare che sia stato presente all’uno e non all’altro. Questa parte si conclude con un intervista all’ex badante di casa Scazzi, un ricordo della piccola Sarah, spesso lasciata in ombra o tirata in ballo solo per descrivere macabri particolari come lamenta il fratello. La seconda parte della trasmissione si occupa del caso di un’altra ragazzina Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate scomparsa lo scorso novembre e ritrovata il 26 febbraio di questanno. Viene intervistato il pubblico ministero che però si mantiene sul vago circa l’evoluzione delle indagini. Importanti novità presentate in trasmissione: la durata dell’agonia della ragazzina e il fatto che a colpirla sia stato probabilmente un mancino. E’ la conclusione a cui è giunta l’anatomopatologa forense Cristina Cattaneo che ha eseguito l’autopsia sul corpo della ragazza. I risultati delle analisi che segnalano la presenza di residui di calce e riportano al cantiere di Mapello o ad un furgone utilizzato da qualcuno che lavora nel campo edile. In studio è presente uno dei cani molecolari che hanno segnalato la presenza di Yara al cantiere con il suo addestratore che offre una simulazione efficace di come venga effettuata la ricerca di una persona. Il generale Luciano Garofalo, pur ammettendo l’importanza della collaborazione dei cani sottolinea come solo il Dna sia risolutivo in questi casi. (continua alla pagna seguente)

Il terzo caso presentato è quello di Melania Rea la cui madre è stata oggi ascoltata in Procura, sembra relativamente ad una lavatrice fatta da Salvatore Parolisi la notte della scomparsa della moglie. Viene mostrato il video dell’interrogatorio di Parolisi sul luogo del ritrovamento del cadavere e sottolineata la sua abilità a narrare bugie. In studio si discute anche su alcune illazioni fatte sull’abbigliamento consegnato dal Parolisi agli inquirenti seccamente smentite dal suo avvocato difensore, in diretta telefonica, che mette il luce la volontà di alcuni di screditare Parolisi, affermando di svelare ulteriori dettagli appena avrà occasione di essere presente in trasmissione.

Dopo il caso di Melania Rea si parla del caso del piccolo Gabriel Petersone un bambino di 17 mesi, morto a causa dei gravissimi maltrattamenti subiti. Oggi nel processo di appello la madre e il suo compagno sono stati condannati a 17 anni di reclusione. Anche il piccolo Jason Pruscino era un bambino di soli due mesi quando è scomparso nel nulla. Per la sparizione sono accusati i genitori (una coppia dissennata li definisce Alessandro Meluzzi) e per la prima volta possiamo vederne un’immagine.

Ultima caso presentato quello di Lucia Manca, la donna scomparsa da Marcon, in Veneto, lo scorso 7 luglio 2011, mentre andava al lavoto.  E’ stato ritrovato un cadavere in quella zona, che non è da escludere possa essere il suo.

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