CHI L’HA VISTO?/ La madre di Elisa Claps e il destino di Salvatore Parolisi, ma non solo…

- La Redazione

La condanna di Danilo Restivo, l’attesa per importanti decisioni sul caso Rea, le bugie del marito di Lucia Manca e le novità sul caso di Yara Gambirasio: ecco i temi di Chi l’ha visto?

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Federica Sciarelli, Chi l'ha visto

Chi l’ha visto? – La condanna di Danilo Restivo, l’attesa per importanti decisioni sul caso Rea, le bugie del marito di Lucia Manca e le novità sul caso di Yara Gambirasio: questi i temi della puntata odierna di Chi l’ha visto? Un lungo applauso saluta la madre di Elisa Claps in collegamento da Potenza con il fratello della ragazza Gildo. Si è appena concluso il processo per l’omicidio della ragazza con una condanna di 30 anni a carico di Danilo Restivo. La madre, sostenuta da Federica Sciarelli, chiede che dopo la condanna di Danilo si faccia chiarezza sull’intera vicenda, In particolare la madre di Elisa chiede che si sveli chi sapeva e non ha parlato, specie tra gli uomini di Chiesa. Viene mostrata per la prima volta un documento del 2010 in cui viene chiesto di prorogare le intercettazioni telefoniche sulle utenze di alcune persone. Oltre l’utenza dell’amica Eliana, vengono intercettate tra le altre le utenze del sacerdote brasiliano che ha ritrovato il cadavere, della donna delle pulizie della Chiesa della Trinità, di Don Superbo, Arcivescovo di Potenza e di Don Pierluigi Vignola, il parroco che sostituiva Don Mimi e che ha rapporti con un tale Viscardi un pregiudicato. 
Don Pierluigi celebrò la Messa nella Chiesa della SS Trinità proprio il giorno stesso della scomparsa di Elisa, ma che ha sempre negato, contro ogni evidenza, di aver saputo della scomparsa della ragazza quando a Potenza non si parlava d’altro. Addirittura afferma di non averne parlato neanche con la sorella con la quale viveva, che pure era stata molestata da Danilo e aveva testimoniato al processo che lo vedeva imputato di falsa testimonianza. Federica Sciarelli racconta della testimonianza di un ex agente del Sisde che affermerebbe che nel 1997 era stata fatta un’informativa nella quale veniva esplicitamente accusato Danilo Restivo dell’omicidio e si affermava che il cadavere era occultato nella Chiesa.
La fonte di questa informativa sarebbe proprio Don Pierluigi. L’informativa è scomparsa. Gli inviati della trasmissione non riescono a trovare il prete, scoprendo poi che è stato trasferito in una località lontana da Potenza. Su questo prete aleggia una storia inquietante, tempo fa una donna di Potenza aveva subito pesanti molestie telefoniche da un’utenza appartenente al prete. La conduttrice ci fa ascoltare anche delle intercettazioni tra il padre di Danilo Restivo e la sorella relative alla prima perizia sul cadavere di Elisa e quella tra lo stesso e il suo avvocato dopo il primo interrogatorio con il magistrato Felicia Genovese subito dopo la scomparsa di Elisa, nella quale l’uomo sottolinea la gentilezza del magistrato, del quale è stato ritrovato il numero su un post-it in casa Restivo.

La madre di Elisa accusa ancora una volta il padre di Danilo di non essersi mai comportato da padre e, soprattutto si dichiara disgustata dalle dichiarazioni fatte da questi durante il processo. Il secondo caso riguarda la scomparsa di Francesco Rigoli, un ragazzo che si è allontanato da casa la notte di Halloween e la cui macchina è stata trovata bruciata. La madre, invalida, a cui il ragazzo era molto affezionata, ce ne parla come di un ragazzo da un percorso di vita lineare che non ha mai dato problemi. 
Nel corso delle ricerche si scopre che non ha sostenuto gli esami universitari come invece aveva detto ai genitori che pensavano dovesse laurearsi alla fine di questo mese. Il ragazzo sarebbe stato visto alla stazione di Milano, dormire su un treno fermo la notte dell’8 novembre. Dopo l’intervento del fratello di Emanuela Orlandi che chiede agli spettatori di sottoscrivere una petizione al Papa perché faccia quanto è in suo potere per far luce sul caso della sorella, l’attenzione si sposta sul fratello e la zia di Melania Rea, presenti in studio, Il 28 novembre il giudice valuterà l’opportunità di scarcerare Salvatore Parolisi, mentre il 2 dicembre si attende risposta per la richiesta di affido fatta dai nonni della piccola Vittoria. 
Dal carcere Salvatore lamenta di non poter vedere la figlia e accusa i familiari della moglie di aver pensato agli assistenti sociali prima ancora che lui venisse incriminato. Il fratello di Melania nega questa circostanza affermando che gli unici contatti presi con i servizi sociali erano per chiedere aiuto nel gestire il difficile momento che viveva la bambina dopo la perdita della madre. Vengono fatte ascoltare delle intercettazioni ambientali in cui Salvatore parla con lo zio di Melania che gli domanda perché è andato in caserma mentre tutti cercavano la donna a Colle San Marco ed è inquietate sentire la sua risposta quando afferma che invece di star lì a perdere tempo era andato in caserma a verificare chi fosse presente e chi non lo fosse, ritenendo potesse essere utile agli inquirenti. Nelle altre intercettazioni viene in luce la sua capacità di raccontare bugie con naturalezza. E di un altro marito bugiardo si occupa il servizio successivo, si tratta del marito di Lucia Manca. 

Oltre le bugie raccontate alla moglie e all’amante alla quale aveva fatto credere di essere separando arrivando a farle leggere presunti messaggi di Lucia da lui creati ad hoc, l’uomo, un informatore farmaceutico, raccontava a tutti di essere laureato in medicina, arrivando a scriverlo persino sulla carta d’identità. Prima di affrontare le novità sul caso di Yara, si parla del caso di una sedicenne scomparsa Simona Floridia avvenuta nel 1992. Relativamente al caso Gambirasio si torna a parlare del furgone bianco che si trovava nella zona del cantiere Mapello e all’interno del quale, come più volte è stato mostrato in trasmissione, si trovava un letto da campeggio dal quale spuntava una coperta di colore rosso, lo stesso colore delle fibre di tessuto ritrovate sul corpo di Yara. 
Il furgone sarebbe stato in uso del marocchino prima indagato e poi sgagionato dal caso. Pur non volendo creare sospetti sul ragazzo, l’inviata della trasmissione contatta telefonicamente il giovane che nega di aver mai guidato quel furgone. La Sciarelli chiude il servizio chiedendosi se su quel furgone siano stati effettuati rilievi dopo i risultati dell’autopsia sul cadavere di Yara.

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