RIS ROMA 2/ Tra colpi di scena e romanticismo, una lezione sulla “perfezione”

- Ilenia Provenzi

La fiction di Mediaset è iniziata con un colpo di scena per il pubblico. Occorrerà quindi vedere, spiega ILENIA PROVENZI, se la nuova serie saprà confermare il successo della prima

Ris_Roma_2_CastR400
Il cast di Ris Roma 2 - Delitti imperfetti (Foto Ansa)

Delitti imperfetti: sono le distrazioni (dei delinquenti) a permettere agli investigatori di risolvere i casi. Ma nemmeno i Ris sono perfetti, anzi i personaggi della longeva serie tv di Canale 5 si sono sempre distinti per commettere errori: per amore, per orgoglio, per testardaggine. Cadono e si risollevano, con il coraggio e la lealtà che li caratterizza, sostenendosi lun laltro come una vera famiglia. I rapporti interpersonali tra gli investigatori sono sempre stati un punto forte della fiction, che rispetto al più freddo e scientifico modello americano di CSI ha puntato anche sui sentimenti e sulle storie personali (come richiede il pubblico italiano).

Insomma, anche i Ris televisivi hanno qualche defiance, anche se alla fine trovano sempre la soluzione. A chi si lamenta che nella realtà non succede così, va ricordato che questa è fiction. Nella nuova stagione (la seconda dello spin off romano), il nemico numero uno non è più un serial killer, ma una banda di criminali nascosti dietro delle maschere da animali. In realtà sono rapinatori di lusso, ovvero criminali che sbancano ville e si infiltrano nelle famiglie più abbienti, ma scordatevi la leggenda di Robin Hood: questi promettono di uccidere senza pietà. Il colpo di scena arrivato alla fine della seconda puntata ha dato limpronta alla serie, che promette di non essere allacqua di rose.

Chi segue Ris fin dallinizio, quando ancora era ambientato a Parma, forse avrà nostalgia del capitano Venturi (Lorenzo Flaherty), tanto bravo sul lavoro quanto sfortunato in amore. Nella versione romana, il capitano Lucia Brancato (Euridice Axen) è la sua degna sostituta, visto che alla seconda stagione ha già perso il fidanzato (assassinato da una serial killer) e ha dimostrato di nascondere un animo generoso e sensibile sotto laustera facciata da donna in carriera. Punto di raccordo tra le due città è stato il tenente Daniele Ghirelli, Ghiro, che si distingue per la simpatia e la dissacrante ironia, in grado di smorzare la drammaticità di fondo delle puntate. Ora è cresciuto e viene nominato capitano, ma il carattere resta lo stesso di sempre. I suoi scambi di battute con Flavia, lentomologa italo-giapponese che era subito riuscita a conquistare le simpatie del pubblico, erano uno degli elementi migliori della passata stagione.

La (spiacevole) sorpresa dell’esordio di Ris Roma 2 riguarda però proprio Flavia, che finisce contro l’auto dei rapinatori mascherati e muore tra le braccia di uno sconvolto Ghiro. Una svolta tragica che forse nessuno si aspettava e che priva la serie di un personaggio interessante e amato: Flavia era un personaggio profondo, sensibile e tosto allo stesso tempo, e aveva permesso di affrontare il complicatissimo tema dell’amore lesbico in modo soft e non ostentato. Aveva portato un tocco di multiculturalismo nell’altrimenti piatto scenario della fiction italiana, dove l’elemento straniero è spesso trattato in modo folkloristico e banale (vedi l’improbabile famiglia indiana de Il medico in famiglia).

Non è facile per una new entry prendere il suo posto: sarà interessante vedere come reagirà il pubblico alla sua scomparsa. Per ora, gli altri nuovi personaggi non spiccano per orginalità: è arrivato un nuovo poliziotto, Orlando Serra, biologo che – manco a dirlo – si prende una cotta per Lucia Brancato. Ma lei è ancora in lutto per la morte del fidanzato: cederà o non cederà? Alle prossime puntate l’ardua sentenza.

In realtà, l’attenzione ai sentimenti era andata un po’ persa nelle ultime stagioni (fedeli alla triste tendenza di molte serie tv, più sesso e meno amore), perciò sarebbe bello ritrovare tra le asettiche mura del laboratorio, tra vivisezioni e interrogatori, un po’ di romanticismo. Senza esagerare, naturalmente, perché Ris si è sempre distinta per i toni action e il ritmo elevato, quasi americano, e non sia mai che si trasformi in melò. Tra alti e bassi, la serie ha avuto il merito di coinvolgere anche un pubblico giovane, abituato ai modelli stranieri: resta da vedere se, in questa nuova stagione, sarà in grado di mantenere alta la tensione e la credibilità, che di recente hanno rischiato di perdersi per strada.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori