RIO/ Tra ritmo e colori, un cartoon che parla della sfida per diventare grandi

- Ilenia Provenzi

Premiato a Cartoons on the bay, domani arriva nei cinema italiani il film di animazione Rio, diretto da Carlos Saldanha. La recensione di ILENIA PROVENZI

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Foto Ansa

Un pappagallo blu di Rio de Janeiro sgranocchia i biscotti e beve la cioccolata con i marshmallow in una libreria del Minnesota, mentre fuori nevica. felice e contento e non rimpiange la foresta in cui vivono gli altri volatili tropicali nel Paese del sole e del carnevale. Un bel giorno dinverno, però, la vita prende una direzione inaspettata ed eccoci catapultati in Rio, il nuovo film in animazione di Carlos Saldanha, il regista brasiliano trasferito a Hollywood che vanta una luminosa carriera alle spalle e che ha firmato il secondo e il terzo capitolo de LEra Glaciale.

Il protagonista è Blu, un macao dalle piume cerulee che, catturato appena nato dai bracconieri, si ritrova nel gelido Minnesota. Per fortuna arriva Linda, una bambina dai grandi occhiali rotondi che si prende cura di lui come se fosse un fratellino. Passano gli anni e Linda, che ama i libri ed è anche un po secchiona, apre una libreria, mentre Blu si trasforma in un perfetto pappagallo domestico, che non sa volare e adora il mondo ovattato della gabbia. Larrivo di un ornitologo che insiste per portare Blu in Brasile, farlo accoppiare con una pappagallina e salvare così la specie dallestinzione, trascina i due amici in una nuova avventura lontano da casa.

Rio è una classica storia di formazione, che racconta il passaggio dallinfanzia alletà adulta, dalla protezione della famiglia allincontro con lamore, dalla paura al senso di responsabilità. Per la prima volta Blu deve affrontare il mondo fuori dalla gabbia, lasciarsi alle spalle la realtà comoda e rassicurante che gli è familiare e trovare la fiducia e il coraggio necessari a buttarsi in una nuova vita.

Premiato la settimana scorsa a Cartoons on the Bay (il festival dedicato al mondo dell’animazione, che quest’anno ha reso omaggio proprio al Brasile), durante la conferenza stampa Saldanha ha spiegato di avere scelto il mondo dei pappagalli perché sono uccelli intelligenti, in grado di interagire con gli esseri umani. In questo modo, diventa più facile per il pubblico identificarsi con Blu e i suoi amici. Ma la storia gli ha permesso anche di affrontare un problema che forse non tutti conoscono: il traffico illegale di volatili tropicali, catturati e venduti dai bracconieri a scopo di lucro.

L’amore di Saldanha per la sua città emerge nella cura riservata alle scenografie e alla colonna sonora, che richiama le melodie e i ritmi della musica brasiliana, ma non solo. Il film è un trionfo di colori e di paesaggi mozzafiato, ma non dimentica di mostrare anche la parte “oscura” delle favelas e della povertà, dove vive un ragazzino di strada che aiuta Blu e i suoi amici a uscire dai guai. Certo, l’idea di un protagonista che deve imparare a volare non è nuova, basti pensare a La gabbianella e il gatto. Anche il tema del ritorno alla natura, con l’animale addomesticato che ritrova il suo istinto e conquista la libertà, richiama un altro cartoon, Madagascar. I due elementi combinati danno vita a un film dalla struttura classica, con una comicità fatta di gag e battute divertenti anche se non sempre originali.

In fondo Rio è una favola ambientalista che vuole trasmettere un messaggio di speranza, incatenando il pubblico con un’ambientazione splendida e un ritmo elevato, senza un attimo di noia. Un bel film per la famiglia, che conferma l’ottima salute dell’animazione “made in Usa”.

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