BEASTLY/ La favola de La Bella e la Bestia vittima di un film “buonista”

- Ilenia Provenzi

Dalla penna della scrittrice Alex Flinn è nato nel 2007 il romanzo Beastly, ora trasformato in un teen movie diretto da Daniel Barnz. La recensione di ILENIA PROVENZI

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Una scena del film Beastly
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Dopo Alice in 3D, Cappuccetto Rosso a tinte horror e la saga dei vampiri, arriva sugli schermi la versione teen della nota fiaba francese de La Bella e la Bestia. Che cosa succederebbe se Bella fosse unadolescente carina e intelligente ma dalla vita difficile, la Bestia avesse il volto coperto di cicatrici e di tatuaggi e la strega prendesse le sembianze di una dark emarginata che vuole punire il bello della scuola per la sua superficialità?

Dalla penna della scrittrice statunitense Alex Flinn è nato nel 2007 il romanzo Beastly, ora trasformato in un teen movie diretto da Daniel Barnz. Prendendo le distanze dal modello disneyano, dai musical e dalla serie televisiva degli anni Ottanta, la storia si sposta al liceo, il regno degli adolescenti, il palcoscenico perfetto per affrontare il tema della bellezza, del suo valore e della sua assenza.

Il diciassettenne Kyle (linglese Alex Pettyfer, già protagonista di Sono il numero quattro) di fascino ne ha da vendere. Il padre gli ha insegnato che lapparenza conta e Kyle misura il mondo con il metro della prestanza fisica, frequentando solo chi ritiene allaltezza e offendendo chi non ha avuto da Madre Natura il dono della bellezza e dello stile. Peccato che un giorno prenda di mira la persona sbagliata. Ovvero una strega.

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Kyle si trova vittima di un incantesimo che lo trasforma in una sorta di punk dal volto devastato dalle cicatrici e coperto di rovi tatuati. Se non farà innamorare qualcuno di sé entro un anno, resterà una bestia per sempre. Rifiutato dal padre, costretto a vivere con un insegnante cieco e una governante giamaicana, Kyle impara a osservare il mondo da unaltra prospettiva e si accorge di Lindy (Vanessa Hudgens, la star di High School Musical), una ragazza carina e intelligente con una famiglia borderline. E decide di farla innamorare di sé.

Prima di spezzare lincantesimo, però, lo aspettano altre sfide. Kyle non sa corteggiare una ragazza senza puntare sui suoi muscoli o sul suo bel viso. E per la prima volta nella sua vita deve fare i conti con la paura di mostrarsi agli altri, con lisolamento e con lincapacità di credere che lintelligenza e la sensibilità contino più di un fisico avvenente. Perché nessuno, diciamocelo, vuole essere una bestia.

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Parlare dell’irrilevanza dell’aspetto senza incappare nei luoghi comuni (a cui nessuno crede veramente) è difficile. Soprattutto in un teen movie. Il film è carino, romantico e con un cast azzeccato, ma fatica a risultare incisivo perché cade nella trappola degli stereotipi: il Kyle delle prime sequenze è talmente superficiale da sembrare ridicolo, la strega Kendra è troppo sexy nel ruolo dell’emarginata e il modo in cui il padre di Lindy cede la figlia alla Bestia è risolto in modo sbrigativo e poco plausibile. In un trionfo di buoni sentimenti, la nuova Bella non ha difetti, nessuno è davvero brutto e cattivo e persino la Bestia ha perso i tratti animaleschi e aggressivi dell’originale.

Alla stregua di Twilight (che non a caso si ispirava alla stessa fiaba), Beastly è un prodotto neo-romantico che scaglia una freccia a favore dei rapporti basati sulla conoscenza, sull’intesa profonda e sulla capacità di “guardare oltre”. Ma il messaggio passa meglio con il romanzo. Nonostante il tema della bellezza interiore sia inflazionato, le pagine della Flinn ci danno qualche spunto su cui riflettere.

Quando l’incantesimo si spezza e la Bestia torna Principe, Lindy si chiede se il loro rapporto riuscirà a sopravvivere al cambiamento oppure se Kyle andrà a cercare una ragazza più attraente di lei, più popolare, perfetta come lui. È un timore che nasce dall’insicurezza, dalla sensazione di non essere mai “abbastanza” nella società dell’apparire, dove il possesso (e il successo) è direttamente proporzionale al fascino.

Kyle risponde che non potrebbe mai trovare di meglio, perché Lindy l’ha guardato quando lui non riusciva nemmeno a specchiarsi e l’ha amato quando non sembrava quasi un uomo. Un vero amore fiabesco (in tutti i sensi) nella New York scintillante e superficiale di Gossip Girl.

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