FESTIVAL DI VENEZIA/ I film italiani in gara, le schede di presentazione

- La Redazione

I tre film italiani in gara al prossimo festvial del cinema di Venezia. Si tratta di “Quando la notte”, “Terraferma” e “L’ultimo terrestre”. Ecco la presentazione della trama

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Immagine d'archivio

Sono tre i film italiani in gara al prossimo festival del cinema di Venezia: “Quando la notte”, “Terraferma” e “L’ultimo terrestre”. Vediamoli nel dettaglio

La scrittrice e regista Cristina Comencini, figlia del famoso Luigi, padre della commedia all’italiana, presenta un film tratto da un suo omonimo libro. Cristina Comencini, scrittrice, sceneggiatrice e regista, ha già una lunga e brillante carriera alle spalle: la sua prima regia è del 1988, con Zoo. Tra i tanti lavori da lei diretti, anche Va’ dove ti porta il cuore tratto dall’omonimo libro di grande successo di Susanna Tamaro. Con il film La bestia nel cuore, ha rappresentato l’Italia agli Oscar del 2006. Questo suo ultimo lavoro, in gara al 68esimo festival del cinema di Venezia, è appunto tratto dal suo libro del 2009 “Quando la notte”. Nel cast appaiono nomi noti come Claudia Pandolfi e Filippo Timi, quest’ultimo più conosciuto per il suo lavoro teatrale che cinematografico.

E’ la storia di una madre, Marina, ambientata a metà degli anni 90, che ha un figlio di 3 anni. Il suo rapporto con il figlio e il suo stesso essere madre non è facile, anzi. Decide allora di andare a vivere per un po’ di tempo lontano dalla città e dalla routine, in una baita di montagna, il cui proprietario ha anche lui problemi psicologici. E’ un uomo chiuso e schivo, che ha sofferto un trauma nell’infanzia che lo ha portato a stare lontano dalle donne in generale e ancor più dalle madri. La convivenza non sarà facile per niente, anzi arrivando fino allo scontro. Quindici anni dopo Marina torna in quella baita e ritrova l’uomo: sarà forse l’inizio di un rapporto diverso e meno difficoltoso. Le possibilità di vittoria finale al concorso non sono da sottovalutare: la Comencini è regista esperta e la storia ha le carte in regola per piacere a critica e pubblico.

Un giovane regista, Emanuele Crialese, alle prese con una storia dedicata al problema dell’immigrazione. Crialese ha studiato alla New York University e ha debuttato come regista nel 1997 con un lungometraggio, “Once we were strangers”. Crialese si è creato un buon seguito in Francia, dove il suo film “Nuovomondo” ha ottenuto notevole successo di critica e di pubblico. Il film, nel 2006, verrà presentato alla mostra del cinema di Venezia: vincerà il Leone d’Argento ottenendo la candidatura italiana agli Oscar per il miglior film straniero. “Terraferma”, con evidenti riferimenti a Lampedusa e al problema dell’immigrazione, racconta la storia di tre persone ambientata in una piccola isola siciliana ancora lontana dal turismo di massa, ma investita dall’arrivo di barconi di immigrati.

Al centro ci sono un anziano pescatore, sorta di autorità morale, una ragazza che sogna di fuggire e un giovane che cerca la sua strada. Ognuno di loro dovrà prendere una decisione che cambierà la loro esistenza. Protagonisti del film sono Donatella Finocchiaro, Giuseppe Fiorello e Mimmo Cuticchio. Domatella Finocchiaro, da avvocato che era, ha deciso di darsi alla recitazione verso il 2001 con il ruolo da protagonista nel film “Angela”: vincerà subito diversi premi per la sua interpretazione. Mimmo Cuticchio è un volto noto del cinema italiano, ma non solo: nel 1990 infatti recitò nel Padrino III di Coppola. E’ anche il più importante erede della tradizione dei centisti siciliani, i cantastorie, nonché dei pupi siciliani. Infine Giuseppe Fiorello, fratello del noto Rosario, una carriera da attore ormai di primo piano cominciata nel 1998 con un ruolo nel film L’ultimo capodanno di Marco Risi. Un film di estrema attualità e che ha dunque molte chance di conquistare la vittoria finale.

Molta aspettativa e curiosità invece per il film del giovane Gianni Pacinotti, noto con lo pseudonimo Gipi nel mondo dei fumetti come illustratore e autore di storie, sua opera prima. Prodotto da Fandango, “L’ultimo terrestre” è una sorta di film di fantascienza avveniristico ambientato tra Pontedera e Tirrenia, in Toscana. Si svolge tutto in una settimana, l’ultima del pianeta Terra prima dell’arrivo, annunciato, di misteriosi alieni. Il protagonista è un uomo solo che odia le donne e non ama imprevisti e avventure, anzi: il suo sogno è una vita fata di routine e solitudine. La storia è tratta dalla raccolta di racconti “Nessuno mi farà male” di Giacomo Monti. Del suo libro, da cui è tratto il film, l’autore diceva: “Alieni e alienazione per un analisi spietata dell’umanità del contemporaneo”. Ovviamente il più emozionato è lui, che ha così commentato la candidatura del suo film: “Sapere di andare in concorso a Venezia è come se mi dicessero di salire stasera sul ring per andare a fare un pugni con Tyson”. Il protagonista del film è Gabriele Spinelli. Giovane attore che ha esordito a 22 anni nel lungometraggio “Skarr”, primo film indipendente italiano digitale, attualmente lavora con un duo comico insieme a carlo D’Arrigo. Il suo ultimo film è il cortometraggio “Zerosigma”. Ovviamente per un film così sperimentale, opera prima, le chance di vittoria finale non sono molte, anche se non è mai detto.

Filippo Timi e Claudia Pandolfi, foto Ansa

Donatella Finocchiaro, foto Ansa

Gianni Pacinotti, foto Ansa

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