SFOOTING/ Obama o Romney? A decidere saranno i voti dei super-eroi

- Comic Astri

Batman, lUomo Ragno, e Mr Fantastic: i COMIC ASTRI ci rilevano le simpatie elettorali e le preferenze programmatiche di alcuni tra i più famosi americani modello

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Foto Infophoto

Barack Obama o Mitt Romney? Oggi lAmerica sceglierà il suo nuovo presidente. La sfida è apertissima e molti Stati sono ancora in bilico. Il Massachussetts, per esempio: in Massa sostengono Romney, mentre in Chussetts fanno il tifo per Obama. I due candidati, del resto, hanno giocato una campagna elettorale allinsegna di slogan forti e diretti. Obama, che nel 2008 aveva vinto con il messaggio We can!, questanno – per assicurarsi la rielezione – ha voluto un più aggressivo e perentorio We orco can!. E Romney? Famoso per le sue gaffe, in base al detto La miglior difesa è lattacco, ha trasformato una sua recente figuraccia in un motto per volare alto: Abbassate gli oblò sugli aerei e fate entrare ossigeno puro: lAmerica ha bisogno di una ventata daria fresca!.

La sfida, dunque, si gioca fino allultima scheda e questanno potrebbero essere decisivi i voti dei super-eroi, che negli Stati Uniti sono numerosi e molto influenti. Già, ma come voteranno? Ecco un veloce sondaggio tra alcuni dei più famosi.

Capitan America. Da inguaribile ottimista qual è, questo super-eroe (diventato famoso in Italia per aver dato il nome a un dentifricio che tiene bene la cottura, lormai celeberrima Pasta del Capitan America) non sembra particolarmente interessato a questa sfida, tanto vince sempre un americano, e per me è quello che conta. Le tv di mezzo mondo vogliono comunque intervistarlo, perché di solito le sue opinioni politiche provocano sempre, in un modo o nellaltro, una levata di scudi.

Uomo Ragno. Le idee politiche di Peter Parker, ragazzo timido, nonché politicamente incerto, quando diventa Spiderman si schiariscono di colpo. Cresciuto negli anni della Guerra fredda, convinto anti-comunista, lUomo Ragno ha a cuore soprattutto la politica estera; per lui il Presidente degli Stati Uniti deve essere un vero e indiscutibile Chief in commander, con un solo, chiaro obiettivo: catturare Mosca, cioè conquistare lex Unione Sovietica. A motivo di ciò, lultimo presidente che ha votato con convinzione è stato Ronald Reagan. Oggi né Obama né Romney gli sembrano tagliati per portare a termine limpresa.

Mr Fantastic e la Donna Invisibile. Il leader dei Fantastici Quattro voterà comodamente dal salotto della sua fantastica casa. Verso le quattro del pomeriggio, dopo la consueta fantastica pennica (sempre che non siano stati avvistati in giro, durante la fantastica pausa post-prandiale, i soliti fantastici nemici), Mr Fantastic si stiracchierà alla sua fantastica maniera, allungandosi di quel chilometro-chilometro e mezzo che lo separa dal seggio. Al suo fantastico braccio allungabile, come da copione, l’immancabile e innamoratissima moglie Sue Storm (tanto per capirci, la Donna Invisibile), che come al solito uscirà di casa senza trucco e in vestaglia, tanto non se ne accorgerebbe nessuno. Giunti a destinazione, Mr Fantastic la presenterà al presidente di seggio e agli scrutatori: “Vedo di garantire io per lei: sapete, non ama molto farsi vedere in giro”. Al che, lo stesso presidente e tutti i componenti del seggio guarderanno alla sinistra di Mr Fantastic, salutando la signora Storm con fare sussiegoso, tentando di stringerle la mano. Peccato che la Donna Invisibile, come sempre, si metterà alla destra del marito. Ma tant’è… Dopo questa simpatica pantomima, Mr Fantastic allungherà la testa per vedere se c’è qualcuno in cabina. Quindi protenderà le braccia per prendere scheda e matita e avvolgerà con tutto il corpo il seggio per mantenere il proprio voto segreto. Alla fine, ripiegherà la scheda e ripegherà velocemente su se stesso. Nel contempo la Donna Invisibile, senza dare minimamente nell’occhio, avrà già votato (quasi sicuramente per Obama: non foss’altro per il fatto che, parole testuali, “…il nero, almeno di notte, dà meno nell’occhio. E io, come ben sapete, adoro tutto ciò che passa inosservato”) e sarà già rientrata a casa. Forse.

Thor. Di origine scandinava, ma americano di adozione, ha deciso di esercitare la sua attività di super-eroe proprio nel Paese a stelle e strisce. Chiamato così perché è forte come un Thor e quando si arrabbia diventa “Thor Scatenat”, al contrario della maggior parte dei colleghi super-eroi, è un tipo che dà facilmente confidenza: quando lo si incontra per le vie del centro città, se libero da impegni di lavoro, niente di più facile che, dopo un semplice scambio di battute, gli scappi un “Diamoci del Thor!”.

Convinto elettore moderato, meno interessato alla politica americana di quanto si pensi, nutre invece una certa attrattiva verso quella inglese, forse per via dei Tories, i conservatori inglesi (che egli preferisce confidenzialmente chiamare “Thories”). Recentemente, messo alle strette da un giornalista canadese del quotidiano progressista “Elk & Hammer” (letteralmente: “Alce & Martello”), che, pur di strappargli una dichiarazione sulla sfida Obama vs Romney, ha avuto la sfacciataggine di presentarsi in casa Thor alle 7 del mattino, svegliando persino il figlio Odino (chiamato così in onore del nonno), di professione guardiano notthorno, perciò ancora inthorpidito dal sonno. Nè Odino (peraltro fumantino come il nonno-guerriero), né tanto meno papà Thor amano menare troppo il thorrone, sicchè, per non menare il thorrone, hanno menato l’intrepido giornalista, che dopo essere stato rigorosamente preso a martellate e imballato in un armadio Ikea modello “Thorcibudellant”, è stato rispedito nel suo ufficio canadese. In questo modo, Thor ha voluto ribadire in maniera non conthorta la sua estraneità alla politica americana. Per ingannare l’attesa, anziché andare al seggio, si presenterà sul set per le riprese del suo secondo film, dal titolo “Thor come back” (in italiano “Il RiThorno”).

Torcia Umana. Johnny Storm, scintillante fratellino della Donna Invisibile, raramente si fa coinvolgere in discussioni politiche, essendo un tipo che si accende per un nonnulla.  Definito dal suo elastico cognato “una testa calda”, parteggia per i candidati che sanno infiammare le folle. Stavolta però l’indecisione lo sta consumando come un cerino acceso: tra Obama e Romney non sa proprio chi scegliere e teme che, una volta al seggio, la sua mente, per la titubanza, si surriscaldi in maniera eccessiva, accendendolo dalla testa ai piedi a temperature così alte da fonderlo. Del resto, i precedenti parlano chiaro: quattro anni fa in bilico tra Bush e Obama fino all’ultimo, toccò la parete in legno della cabina, costringendo suo malgrado il presidente di seggio a chiamare in fretta e furia Aquaman per spegnere il principio d’incendio.

La Torcia Umana provò anche a chiedere aiuto a La Cosa (il quarto dei Fantastici Quattro), ma neppure il roccioso amico gli è stato di grande aiuto: essendo una… cosa, infatti, non ha diritto di voto e gli agenti a presidio del seggio non lo hanno fatto entrare. 

Batman. L’eroe di Gotham City è un tipo taciturno e solitario, al quale l’elezione del nuovo presidente servirebbe non tanto come occasione per fare il punto sui destini dell’America e del mondo, quanto per porre al futuro inquilino della Casa Bianca la fatidica domanda: “Quando introdurrete, perlomeno a Gotham City, il registro delle unioni civili, così che io e Robin si possa smettere di far finta di essere solo due buoni amici?”. Obama lo ha rassicurato subito. Romney invece è riuscito a produrre l’immancabile gaffe. Durante un’intervista televisiva, si è appeso a una trave dello studio a testa in giù e, agitando convulsamente le braccia, quasi bofonchiando (come si sa, i pipistrelli hanno vista corta e udito finissimo) ha lasciato intendere la seguente frase: “Caro Bat, parlando da chirottero a chirottero, perché non lasci Robin e ti metti, che so?, con Catwoman, oppure con Wonder Woman o magari con una woman qualsiasi?”. A quel punto, Batman ha spento il televisore e, dando il bacio della buonanotte a Robin, gli ha sussurrato: “Tranquillo, Robin, non solo voteremo Obama, ma appena càpita l’occasione, ti porto in Puglia a votare Nichi Vendola”.  

DareDevil. Meglio conosciuto in Italia con il nome di Devil – ma chiamato negli Usa DareDevil per via di un debito mai estinto, di imprecisata natura, che la Marvel vanta nei suoi confronti – essendo cieco, si fa accompagnare al seggio da un cane super-eroe: Super-Pippo. Una volta entrato in cabina, è ovviamente Super-Pippo che vota per lui. Per DareDevil, infatti, la politica è qualcosa di oscuro e non vede di buon occhio né Obama, né Romney.

X-Men. Sono dei veri stakanovisti elettorali. Dove c’è da mettere una “X” su una scheda, loro non mancano mai. Dotati di straordinari poteri, sono chiamati X-Men proprio per l’assiduità con la quale si recano alle urneall over the world. Basti pensare che nel solo 2012 hanno partecipato – per citare gli esempi più eclatanti – alle elezioni in Grecia,  al ballottaggio per il Miglior barista dell’anno, al rinnovo delle cariche della Pro Loco di Grindenwalden Porkenvakken in Austria, all’elezione degli amministratori di condominio in 847.953 palazzine e villette a schiera, sparse in tutti i 50 Stati del territorio americano. La scorsa settimana, si sono spinti fino in Sicilia, dando un contributo decisivo alla vittoria di Rosario Crocetta (“Con quel nome, è uno di noi!”, ha esclamato Wolverine). Ospiti a “X Factor”, alla domanda di Arisa “Come finirà la sfida tra Obama e Romney?”, hanno risposto in coro: “Volete il pronostico vero degli X-Men? Finirà pari!”.

Incredibile Hulk. Essendo venuto a conoscenza – incredibile come abbia fatto… – delle nostre intenzioni di scrivere a riguardo dei super-eroi americani, l’Incredibile Hulk si era già incredibilmente incazzato nero (pardon, incazzato verde!), temendo che, a causa del suo incredibile disinteresse nei confronti della politica (per forza: lo fa incredibilmente arrabbiare!!!), noi ci dimenticassimo di lui. Beh, con queste poche righe – incredibile, vero? – problema risolto!

 

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