QUARTO GRADO/ “La paura”: il terremoto e i casi Melania Rea, Sarah Scazzi, Emanuela Orlandi. Puntata 1 giugno

- La Redazione

Nella puntata andata inonda ieri sera di Quarto grado si è ricordato il terremoto in Emilia Romagna e si è parlato dei casi di Melania Rea, Sarah Scazzi ed Emanuela Orlandi

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Salvatore Parolisi, foto Infophoto

La puntata di Quarto Grado di ieri 1 giugno – La paura è il tema di questa sera a Quarto Grado, che si apre proprio con un applauso da parte di tutto lo studio ai terremotati dell’Emilia Romagna. C’è spazio dunque per il sisma, ma anche per gli omicidi di Melania Rea e Sarah Scazzi, per il caso della scomparsa di Emanuela Orlandi e infine per quello di Valentina Salamoni. A Concordia, in provincia di Modena, si è recata l’inviata di Quarto Grado, Alessandra Viero, che questa sera è in collegamento dalla tendopoli e parla con alcuni degli sfollati. Una maestra ricorda ad esempio di come ha portato in salvo i bambini della sua scuola, che erano tutti fortemente aggrappati alle sue gambe, tanto che le hanno lasciato dei lividi. Sotto le tende dormono anche tante mamme insieme ai loro bambini. Una di loro mostra alle telecamere come si sono organizzati e le poche cose che gli è stato concesso di recuperare nella propria abitazione. Vivere in tenda non è facile, dice la signora, ma per fortuna hanno l’aiuto di tanti volontari. Per quanto riguarda l’omicidio di Melania Rea, si è deciso di aggiungere un altro perito, un entomologo, per l’esattezza. In aula, intanto, Salvatore Parolisi e i familiari di Melania non si sono neanche guardati. In un nuovo servizio si è cercato di rimettere ordine in quel pomeriggio della scomparsa di Melania. Ha parlato anche la signora Giovanna, proprietaria del ristorante presso il quale si era rivolto Salvatore per andare a cercare sua moglie. Alessandra Borgia è in collegamento direttamente da Colle San Marco e spiega che al cane Pier Giorgio sono stati fatti fiutare alcuni indumenti con lo scopo di simulare la ricerca di un soggetto che però non è stato trovato. Il video è stato mostrato in tribunale e ci sono state polemiche da parte della difesa di Parolisi perché nel filmato mancherebbero otto minuti fondamentali. Peruzzi è chiamato a spiegare dal punto di vista medico perché si mente. Le bugie sono di due tipi: c’è quella sadica e quella masochista, spiega l’esperto, e in Parolisi si ritroverebbero entrambe le tipologie. Egli mente sempre, alla moglie quando parla dell’amante e viceversa, ma queste menzogne possono influire sulla valutazione finale dell’imputato? Ogni imputato ha diritto di difendersi mentendo, ma questo non ha influenza sulla decisione definitiva del giudice. Di certo ci vogliono le prove, ma il racconto di quel pomeriggio fatto da Parolisi, dice Barbara Palombelli, fa acqua da tutte le parti. La paura è anche quella di scoprire cosa sia successo nella chiesa di S. Apollinare a Roma. La domanda che ci si pone è se Emanuela Orlandi fosse venuta a conoscenza di qualcosa che non avrebbe dovuto sapere. Un mistero è anche quello delle ossa recenti trovate nella chiesa. Ospite in studio c’è anche Pietro Orlandi che dice di non condividere la scelta della Chiesa ed in particolare il fatto che venga impedito al Pontefice di parlare della vicenda. Ormai Don Vergari, il prete dello scandalo, non vuole parlare ed è andato a rifugiarsi lontano da occhi indiscreti. Intanto vengono esaminati i frammenti ossei prelevati dalla cripta e i risultati si avranno entro la prima metà di luglio. Quarantacinque giorni prima di Emanuela Orlandi era scomparsa anche un’altra ragazza, Mariella Gregori, e questa sera in studio c’è sua sorella che pensa che ci possa essere un collegamento con il caso di Emanuela. In quegli anni infatti proprio i genitori delle due ragazze si erano presentati insieme ad una sorta di conferenza stampa dallo studio del loro avvocato comune. Di Mariella però si è parlato meno in questi anni. E’ paura anche quella dell’attentato a Brindisi, di cui si sente l’eco ancora a distanza di 15 giorni. Gli inquirenti hanno fatto sapere che l’indagine è delicata, che ci vorrà del tempo e che al momento niente è escluso. Di certo l’attentato non può essere stato opera di una persona che si sia improvvisata, ma di qualcuno che doveva avere delle competenze in merito agli esplosivi. Barbara Palombelli chiede se sia stata messa una taglia su questa persona. La taglia non c’è ma ci si pongono tantissime domande. Dalle immagini sembra che passeggi come fanno i detenuti quando hanno l’ora d’aria. Picozzi dice che dalle sole immagini che abbiamo non possiamo tracciare un profilo dell’attentatore, però è importante che le immagini siano diffuse, perché qualcuno potrebbe riconoscere l’uomo. Si parla anche dell’omicidio di Sarah Scazzi, questa sera, e ci si sofferma sul fioraio che disse di aver visto Cosima e Sabrina rapire Sarah facendola salire sulla loro macchina. Poi però l’uomo ritrattò tutto dicendo che si era trattato solo di un sogno. La procura però non gli ha creduto ed ha incriminato Sabrina e Cosima non solo per omicidio, ma anche per sequestro di persona. Forse il fioraio adesso nega per paura. Intanto Cosima e Sabrina sono in carcere da mesi. L’avvocato Ottavio Martucci spiega che la custodia cautelare nei loro confronti durerà 18 mesi a partire da novembre ed è dunque importante che il processo si concluda entro questo termine. Ma dove è stata uccisa Sarah? Tracce della ragazza non sono state trovate neanche nella macchina e comunque su quell’auto Sarah poteva esserci salita anche altre volte e questo rende più complicate le indagini.

 In chiusura si dedica uno spazio anche al caso dello strano suicidio di Valentina Salamoni, trovata impiccata in una villetta nel 2010. Si è parlato subito di suicidio, ma su questa storia ci sono mille dubbi e i genitori sono convinti al 100% che la figlia sia stata uccisa. In effetti i nodi della corda alla quale è stata trovata impiccata sembrano essere fatti da un esperto in nodi di barche e quella sera nella villa c’erano diversi amici di Valentina. Forse si è trattato di un’aggressione finita male.



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