QUALCHE NUVOLA/ Quel “bivio” della vita che chiama in causa la felicità

- Ilenia Provenzi

Il film di Saverio Di Biagio racconta una storia semplice in cui uno scherzo del destino diventa uno spunto per parlare della felicità. La recensione di ILENIA PROVENZI

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Una scena del film Qualche nuvola

Qualche nuvola offusca il firmamento degli amori assoluti in stile Twilight. Nella vita reale, invece di un vampiro romantico e propenso alle dichiarazioni appassionate è più facile trovare un ragazzo carino che accetta di sposare la fidanzata di sempre, ma che perde la testa per una fotografa affascinante a cui sta ristrutturando la casa. Il film di Saverio Di Biagio racconta una storia semplice che ha il sapore della realtà, ambientata in un quartiere popolare di Roma dove le scelte individuali diventano in fretta gli affari di tutti.

Diego (Michele Alhaique) e Cinzia (Greta Scarano) si conoscono da una vita, condividono lo stesso pianerottolo e presto abiteranno nella stessa casa, lappartamento ereditato da Cinzia dopo la morte della nonna. Hanno deciso di sposarsi e, mentre lei si occupa dei dettagli per cui impazziscono le donne (il vestito, gli inviti, il ristorante, il letto comodo, la biancheria fine), lui si trascina stancamente tra un preparativo e laltro, lasciandosi vivere. Da bravo ragazzo qual è, lavora sodo come muratore e conquista la stima del datore di lavoro, che gli affida un compito extra: ristrutturare la casa di sua cugina, nel centro di Roma.

Diego accetta per arrotondare lo stipendio, ma il destino gioca strani scherzi e nellappartamento da sistemare trova Viola (Aylin Prandi), una ragazza affascinante, fotografa per passione, che gli dà da leggere un libro e gli chiede un parere su tutto. Diego, che nella vicenda del matrimonio sembra un peso morto, come travolto da un futuro che non rifiuta ma nemmeno insegue, con Viola trova una nuova dimensione.

Esiste un altro mondo, un altro modo di stare insieme e di condividere le giornate. il mondo delle terrazze affacciate sul centro storico con la sua commovente bellezza, degli aperitivi nei locali alla moda, dei romanzi e delle fotografie che mirano a suscitare unemozione.

Qual è la felicità? Restare al sicuro sulla strada già tracciata, circondati dallaffetto invadente delle famiglie e degli amici, scegliendo il futon migliore sul mercato e i rubinetti più lucidi, oppure lanciarsi nel vuoto e mettersi alla prova, sperimentando una vita che non si conosce? il tema del film, che lo rende così attuale e sincero, anche se lo scontro tra classi sociali per rappresentare due diversi, possibili futuri risulta un po scontato.

Cinzia insegue un suo modello di felicità, ispirato dalla televisione e dalle riviste, nutrito dallattesa del grande giorno, condiviso con la migliore amica. Diego appare meno contento, avvertiamo una sottile inquietudine in lui, una scintilla di ribellione che, se anche si accende, non produce però un incendio.

Il regista ci racconta con tenerezza le vite comuni dei ragazzi cresciuti tra l’oratorio, le partite di calcetto e i pomeriggi con gli amici, delle madri che si trovano a spettegolare davanti a un caffé, dei muratori che difendono il loro lavoro. Personaggi teneri e credibili, non stereotipati, alle prese con i problemi di tutti i giorni. Tratteggia un rapporto, quello tra Diego e Cinzia, che alterna momenti di passione, di noia, di stanchezza, di gelosia, di serenità. Un rapporto normale, in cui si scende a compromessi e si tacciono i segreti scomodi in nome di un affetto che affonda nel passato.

Poi mostra un legame diverso, quello tra Diego e Viola, che si nutre invece di novità, di sogni, di ideali e di una divorante attrazione. Viene spontaneo credere che Cinzia lascerà il fidanzato fedifrago e troverà conforto altrove, mentre Diego sperimenterà una vita diversa e un amore fresco ma, forse, volubile come le nuvole.

E invece no. Il finale del film si fa beffe del romanticismo assoluto e scende a patti con la realtà, nella quale non sempre il cielo è drammaticamente tempestoso o meravigliosamente blu. Il più delle volte è attraversato da qualche nuvola, un cielo mutevole che rende necessario munirsi di ombrello, per ripararsi dai sogni troppo grandi che non tutti hanno il coraggio di perseguire.

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