MADAGASCAR 3/ Un viaggio tra gag e risate per ritrovare “casa”

- Ilenia Provenzi

ILENIA PROVENZI commenta il terzo capitolo della saga di Alex, Marty, Melman e Gloria. Il trio Vernon-Darnell-McGrath introduce una cattivissima francese (DuBois). C’è anche la tigre Vitalj

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(Infophoto)
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Gli animali, come gli uomini, sono eternamente insoddisfatti. Quando sono allo zoo sognano la libertà della savana, una volta in mezzo al nulla vogliono tornare nelle confortanti gabbie della metropoli. Alex il leone, uno dei protagonisti di Madagascar 3, non sembra soffrire del mal dAfrica. Nelle distese sconfinate della savana si esalta per un modellino di terra che riproduce i grattacieli di New York, dove due film fa viveva in uno zoo con Melman la giraffa, Marty la zebra e Gloria lippopotamo. Inquieto e nostalgico, aspetta con ansia che i pinguini con il loro aeroplano vengano a riprendere lui e i suoi amici per riportarli a casa. Ma vatti a fidare dei pinguini. Se ne stanno beati a Montecarlo, a sbancare il casinò con astuti stratagemmi e sotto mentite spoglie. E quando la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna, perciò Alex and company decidono di prendere liniziativa e di raggiungere i compagni in Francia, per organizzare la traversata atlantica verso gli Stati Uniti. Come in ogni cartone che si rispetti, è a questo punto che si aprono le danze, ovvero che cominciano i problemi e le avventure. Il nemico compare nei panni di una donna terribile, unagente francese di nome DuBois che colleziona teste di animali e anela a conquistare quella del re della foresta. Spietata super woman in uniforme, salta come Tarzan, corre in moto come una centaura, è indistruttibile come il cemento e odiosa quanto la puntura di unape. Per salvarsi dallinseguimento i nostri eroi devono contare sullingegno dei pinguini, che si rivelano una miniera di sorprese.

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Il nemico, però, stavolta è un osso duro e rende necessario ricorrere ai rimedi estremi. Fingendo di essere un gruppo di circensi, Alex e compagni riescono a salire a bordo di un treno che ospita un circo, un tempo famoso per lo straordinario numero del suo fiore allocchiello, la tigre Vitalj. Sfidando le leggi della materia, riusciva a infilarsi in un anello sempre più piccolo (dallinquietante somiglianza con quello di Sauron del Signore degli Anelli), lisciandosi il pelo con dellolio. Un incidente infuocato ha messo fine alla carriera di Vitalj e alla fortuna del circo, che adesso conta sui nuovi arrivati per risalire la china. Ma le bugie hanno le zampe corte e tendono a complicare la vita, soprattutto se ci si mettono di mezzo i sentimenti. Man mano che il legame tra Alex, i suoi amici e i circensi si rafforza, diventa sempre più difficile nascondere la verità, che quando finalmente viene svelata rischia di rovinare tutto.

Tra fughe rocambolesche, amori bizzarri, numeri incredibili e una lenta riconquista della fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, la prova finale si avvicina e riconduce i protagonisti là dove tutto è cominciato, a New York, dietro le sbarre dello zoo. Ma è proprio questo che vogliono Alex e i suoi amici? Durante il viaggio, qualcosa è cambiato e i nuovi legami non si possono ignorare.

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Il terzo capitolo di Madagascar (firmato dai registi Eric Darnell, Tom McGrath e Conrad Vernon) offre un ottimo mix di intrattenimento e azione, accentuando il tono dissacrante che rende il cartoon appetibile anche per un pubblico adulto. La colonna sonora diventa un mezzo privilegiato per divertire, reinterpretando i brani famosi in modo ironico e originale: ecco allora che un romantico brano di Enja accompagna l’innamoramento più folle della storia, tra il re dei lemuri Julien e un orso in bicicletta col tutù.

Coerentemente forse con l’idea del circo, nel film emerge il gruppo rispetto agli individui, rendendo indispensabile una conoscenza pregressa di Melman, Marty e Gloria per apprezzarne le battute. Aumenta lo spazio riservato alla comicità surreale, grazie alla squadra dei pinguini, alla cattivissima DuBois e al piccolo Julien, folle e imprevedibile come sempre. Le città rappresentate, Montecarlo, Roma, Londra e New York, sono ricche di dettagli, rivelando uno studio accurato da parte dei tre registi che ci regalano un prodotto divertente, tenero e con un messaggio rassicurante. Alla fine non conta il luogo, ma la presenza degli amici e, soprattutto, la condivisione di un sogno, di un obiettivo, lottare insieme per rendere intensa e felice la propria vita.

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