AMICI 2013/ Chi sono i Dear Jack, la band di Alessio Bernabei

- La Redazione

Alessio Bernabei è il frontman dei Dear Jack, uno dei gruppi entrati a far parte della classe di Amici 13. Con lui Francesco Pierozzi, Riccardo Ruiu, Lorenzo Cantarini e Alessandro Presti

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Dear Jack
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L’apertura alle band, una delle novità più gustose della tredicesima edizione di Amici, è stata salutata con molto favore da critica e pubblico, proprio in considerazione della nuova linfa che i gruppi potrebbero apportare al talent show che ormai tradizionalmente viene trasmesso da Canale 5. Tra i gruppi che sono stati ammessi alla parte finale della trasmissione, vanno ricordati i Dear Jack, che si contenderanno con gli Exxtra e i Simons il favore di chi pensa che la musica non possa prescindere da ensemble numerosi e dalla carica di entusiasmo che questi sono soliti dispiegare nelle loro esibizioni. I Dear Jack sono in pista dal 2012 e sono composti da cinque amici che condividono un unico progetto, cui concorrono i più svariati influssi musicali, come il metal, la musica rythm & blues e quella classica. La loro unità di intenti si spinge a un sodalizio non solo artistico, ma che si esprime in un modo di vita portato avanti in stretta simbiosi. I brani da loro cantati nascono nei posti più strani e chi li redige è di solito Alessio Bernabei, mentre delegato alla composizione della musica è il chitarrista Francesco Pierozzi.

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Il frontman della band è Alessio Bernabei, un ventenne di Tarquinia che suona i più svariati strumenti, tra i quali vanno ricordati il pianoforte, la chitarra, il clarinetto e il basso. Ha lavorato in una serie di mansioni estremamente diverse come idraulico, parrucchiere e barista e non lo spaventa di conseguenza la fatica. Afferma con grande orgoglio di non riuscire gradito a persone sofisticate, per motivi legati all’invidia che genera. Il suo sogno è quello di poter fare della musica una professione del tutto appagante e tra i suoi pregi ricorda la determinazione, il romanticismo e la grande generosità. Perennemente distratto, ma non tanto da impedirsi di cogliere l’attimo giusto. Detesta il suo parrucchiere, ma questo aspetto è legato con ogni probabilità al suo precedente lavoro.

Francesco Pierozzi, ha ventuno anni, anche lui è nativo di Tarquinia e suona chitarra e batteria, quest’ultima da otto anni. Figlio di un insegnante di musica, si fa tatuare dalla madre, che svolge ormai da tempo la professione. Tra le cose che detesta i cattivi odori, soprattutto quelli provenienti dai piedi, le persone snob e viziate e le ragazze che mancano di simpatia umana. uscito da poco da un rapporto complicato, ma pensa spesso alla sua ex compagna.

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Riccardo Ruiu ha venticinque anni ed è nativo di Pescara. Sin da quando aveva soltanto cinque anni si diletta a suonare la batteria, con ottimi risultati, Presta la sua opera in qualità di usciere presso l’università della città in cui è nato. Tra le sue principali qualità, la estrema socievolezza, mentre tra i difetti ricorda l’attitudine alle bugie, anche se vorrebbe riuscire a dirne meno, proposito estremamente apprezzabile.

Lorenzo Cantarini ha ventitré anni ed è nato a Montefiascone. Il suo strumento è la chitarra, che suona ormai da dodici anni. Si dichiara pigro e permaloso, vive in compagnia di amici e soprattutto non sopporta la Tangenziale Est, come del resto molte altre persone che sono costrette a buttare ore della propria vita per spostamenti lentissimi.

Infine Alessandro Presti, ventitreenne di Viterbo, il quale suona il basso ormai da undici anni. Si dichiara pieno di ottime qualità, come la socievolezza, la simpatia, la precisione e la bontà. Le sue azioni sono sempre improntate da buoni propositi, anche se manca di precisare se ad essi facciano seguito risultati adeguati. Tra i difetti, non esita ad indicare la mancanza di decisione e di sicurezza, che però riesce a mettere da parte una volta salito sul palco.

Dopo essersi contesi il banco con i Poor Works, vincendo la contesa con “Anima gemella”, un brano scritto da loro, ora i cinque ragazzi sono attesi da una fase finale che come al solito si presenta densa di insidie, soprattutto per quanto concerne la tenuta mentale. Una fase finale nella quale dovranno dare seguito ai fieri propositi enunciati nel corso di una recente intervista, quando hanno affermato che il loro reale intento è quello di creare uno stile assolutamente personale, dando una vera e propria svolta alla scena musicale del nostro paese. Anche se il vero sogno è quello di sbarcare negli Stati Uniti per raggiungere il paese di quelli che sono i loro idoli. Propositi ambiziosi che sono una evidente dimostrazione di coraggio. Ora spetta a loro dimostrare che non si tratta soltanto di temerarietà o, peggio ancora, di semplice vanagloria.

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