BALLARO’/ La copertina di Luca e Paolo (video). In studio Alfano, Casini e Ambrosoli. Puntata 17 febbraio 2013

- La Redazione

E andata in scena ieri sera lultima puntata di Ballarò prima delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio, condotta come di consueto da Giovanni Floris. Vediamo cos’è accaduto

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Giovanni Floris

E andata in scena ieri sera, domenica 17 febbraio 2013, lultima puntata di Ballarò prima delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio, condotta come di consueto da Giovanni Floris: al centro del dibattito ci sono ovviamente i maggiori temi affrontati anche in questa campagna elettorale, quindi economia, pressione fiscale, scenario politico e sociale. In studio intervengono come ospiti il segretario del Popolo della Libertà Angelino Alfano, il candidato alla Regione Lombardia per il centrosinistra Umberto Ambrosoli, il presidente dellUnione Di Centro Pierferdinando Casini, leconomista Marina Brogi, il direttore dellEspresso Bruno Manfellotto e il direttore di Panorama Giorgio Mulè. La novità di questa puntata è nella consueta copertina satirica che, vista lassenza di Marurizio Crozza (impegnato nei giorni scorsi al Festival di Sanremo), vede protagonisti Luca e Paolo: i due comici e attori, per loccasione, presentano un particolare sketch in cui le varie battute vengono proposte attraverso messaggi scritti su fogli, come si usava ai tempi del cinema muto. Luca e Paolo, nel proprio intervento toccano diverse tematiche tra cui le dimissioni di Benedetto XVI, la più che probabile ingovernabilità dellItalia dopo le elezioni politiche (evidenziando come non vincerà nessuno e ironizzando su alcuni candidati come gli stessi Alfano e Casini presenti in studio). In ultima pagina è possibile gustarsi il video della copertina.

La discussione in studio parte invece con Ambrosoli, il quale prende la parola dopo un servizio in cui viene evidenziato quanti scandali siano scoppiati nelle ultime settimane, tra cui quello che ha travolto i vertici del Monte dei Paschi di Siena, della Regione Lombardia, di Finmeccanica e altro ancora. Ambrosoli sottolinea quanto non siano però credibili i cosiddetti scandali a orologeria, da far quindi esplodere proprio in un momento delicato e importante come le elezioni politiche. Daltra parte, però, molti di questi episodi sono già ben noti, spiega Ambrosoli, e tornano alla ribalta perché al termine di un iter giudiziario, come del caso della Regione Lombardia. Mentre il candidato di centrosinistra ritiene di poter far tornare alla normalità la Regione, Alfano si dice sicuro della vittoria di Roberto Maroni e spiega che probabilmente tutti gli scandali emersi recentemente sono soli il frutto di un eccesso di protagonismo della magistratura che vuole evidentemente mettere in secondo piano lo scandalo Mps.

Il direttore dellEspresso Manfelotto, ritiene che sia un consueto cattivo costume quello di gettare sempre la colpa sugli altri e che se da una certa parte politica, e nello specifico il Pdl, si crede che ci sia una certa volontà della magistratura di screditarli, allora perché non fanno nomi e cognomi? Poi è il turno di Casini che per prima cosa trova impensabile collegare gli scandali Eni, Mps e Finmeccanica allo Ior e alle dimissioni del Papa, ricordando poi quanto sia incredibile che proprio il centrodestra, che ha governato per otto lunghi anni degli ultimi dieci, si faccia promotore di un necessario cambiamento di alcuni aspetti della giustizia. Secondo Casini, il problema è che il Pdl per anni, invece che pensare a una riforma che consentisse la diminuzione della durata dei processi e quantaltro, si è sincerato soltanto di intavolare leggi ad personam per congelare alcune situazioni.

Leconomista Brogi, invece, pone laccento sul peso economico che ha la corruzione in Italia e a livello internazionale. Per prima cosa evidenzia come servano delle regole condivise a livello internazionale per evitare il proliferare di tangenti a questi livelli, in maniera tale che i manager onesti siano tutelati e non schiacciati dal sistema. Inoltre, sottolinea, la corruzione agli italiani costa qualcosa come 60 miliardi di euro lanno, che rapportati ai 4 miliardi recuperati dallImu sulla prima casa rendono bene lidea di quale sia la portata del problema.

Si torna poi a parlare di tasse, un tema che trova tutti concordi nel ritenere che debbano essere abbassate, partendo dall’Imu, fino ad arrivare ad impedire che nel prossimo mese di luglio possa essere aumentata di un punto percentuale l’aliquota Iva. Casini etichetta come irresponsabili le promesse fatte da Berlusconi di rimborso dell’Imu e del condono tombale che peraltro la stessa Lega Nord, alleata del Pdl, ha ampiamente bocciato. Si parla quindi di redditometro e dell’uso del contante che ovviamente aiuta l’evasione fiscale. E’ infine il momento di mandare in onda i tre appelli al voto dei tre maggiori leader, quindi Silvio Berlusconi, Pierluigi Bersani e Mario Monti.

 

 



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