FABRIZIO CORONA/ Cambia carcere e finisce sotto processo per lirruzione in casa Scazzi

- La Redazione

Fabrizio Corona è stato trasferito dal carcere di Busto Arsizio a quello di Opera, ma a luglio dovrà presnetarsi in tribunale per l’irruzione in casa di Sarah Scazzi nel 2011

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Fabrizio Corona
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Ieri, domenica 17 marzo, Fabrizio Corona, condannato a cinque anni di prigione per estorsione ai danni del calciatore David Trezeguet, è stato trasferito nel carcere di Opera (Milano). L’ex re dei paparazzi era in cella a Busto Arsizio dalla sera del 25 gennaio, dopo quattro giorni di latitanza seguiti alla condanna definitiva in Cassazione. Il trasferimento rientra in un normale spostamento collegato alla lunghezza della pena detentiva e alla necessità di una struttura carceraria adeguata: nel carcere di Opera nelle celle vivono uno o due carcerati al massimo. Secondo quanto dichiarato da Nina Moric, durante l’intervista rilasciata a Silvia Toffanin nella puntata di Verissimo di sabato 16 marzo, Corona a Busto Arsizio era il boss del carcere: Fabrizio sta anche meglio di me, sta bene, è combattivo. Mi ha detto che lui è il boss del carcere, ha rivelato l’ex moglie del paparazzo con tono ironico. Nello stesso giorno in cui arriva la notizia del trasferimento di Corona da Busto Arsizio a Opera, giunge anche la conferma che il fotografo finirà sotto processo per lirruzione in casa Scazzi. Il 26 febbraio 2011, Corona era entrato in casa della famiglia di Sarah Scazzi passando da una finestra. Concetta Serrano, madre di Sarah, aveva sporto denuncia dichiarando che Corona si era introdotto in casa in modo furtivo, spaventandola. Diversa la versione dei fatti fornita da Corona in una trasmissione tv, poco dopo la visita ad Avetrana: il fotografo raccontò di essere rimasto nellabitazione degli Scazzi a chiacchierare per 30 minuti e ha chiesto scusa alla donna per averla spaventata. L’obiettivo di Corona era realizzare una serie di interviste esclusive ai protagonisti della tragica vicenda da rivendere poi ad alcuni settimanali.

Nonostante le scuse pubbliche, la denuncia è rimasta e ora il pm Maurizio Carbone ha disposto la citazione in giudizio dellimputato che dovrà comparire il 2 luglio 2013 davanti al giudice del tribunale di Manduria, con l’accusa di violazione di domicilio, per cui rischia fino a tre anni di prigione.

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