CI VEDIAMO DOMANI/ Enrico Brignano in un “passo teatrale” verso linfinito

- Claudia Cabrini

Un bel film, dalla sceneggiatura semplice, ma dal coinvolgimento totale. Molto teatrale, ricco di monologhi quasi fosse uno spettacolo su un palco. La recensione di CLAUDIA CABRINI

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Una scena del film

«Chi dice Ci vediamo domani, a domani ci è già arrivato, e quindi è infinito. La vera libertà è il non avere niente. Oppure il non esistere neanche. Il nuovo film di Andrea Zaccariello non è una pellicola come le altre; fa ridere, perché di film comico si tratta, ma fa anche e soprattutto riflettere. Lo ha raccontato anche Enrico Brignano agli studenti IULM durante la puntata, condotta dal critico e professore universitario Gianni Canova, di A lezione da: «I film unicamente comici non mi piacciono. O meglio, non mi soddisfano. Tu spettatore devi sì ridere, ma devi anche riflettere. Altrimenti non sei contento. Provate a pensarci! La felicità apparente dopo un poco scompare. Così Ci vediamo domani è un bel film, un film comico-intelligente, che ti fa pensare.

Lattore romano veste stavolta i panni di un cuoco mancato, Marcello Santilli, che cercando di riparare ai problemi economici che caratterizzano il suo conto in banca, combina irreparabilmente un danno dopo laltro. Poi, un giorno, seduto al tavolino di un bar, la lampadina si accende: la gente, a oggi, mangia e muore. Se non si trova lavoro come chef, lalternativa è quella di fare il becchino. Trasferitosi in uno sperduto paesino tra le montagne pugliesi, apre unagenzia di pompe funebri, perché proprio quello è il comune più longevo dItalia. Per sua (s)fortuna, però, sarà laria buona, o il vino nostrano, qui la gente non muore affatto. E non si celebrano funerali oramai da qualche anno.

Un cast tutto da (sor)ridere quello che porta sul grande schermo una storia non banale ma divertente, che sottolinea limportanza di vivere col cuore. Passa dai gangster alla regia italiana anche Burt Young, che interpreta qui il ruolo di un anziano pugliese, Mario Palagonia, padre adottato di Marcello che, mal amato dalla figlia che gli ruba la pensione, riuscirà a farsi voler bene dallo sfortunato Santilli, orfano sin da bambino, che proprio in quellamico anziano riscopre la famiglia che mai ha avuto, o che ha perso. Perché sono quegli odiati mal affari, e i conti corrente in rosso, a far perdere allindebitato Marcello moglie, figlia, e nonna, alla quale limpostore Gabriele Camicioli, un brillante ma meschino Ricky Tognazzi, direttore di banca strozzino, ipoteca casa per rimediare ai debiti del nipote.

«Mi sono innamorato di tutte le vecchiette che hanno recitato con me», ha detto Brignano. «È bello ricordare che in stragrande maggioranza gli attori di questo film sono improvvisati. Gli anziani pugliesi, soprattutto, erano abitanti del luogo che con passione e libertà hanno deciso di prendere parte al film, recitando come comparse, senza mai averla vista prima, una telecamera».

Sarà proprio la longevità di questi abitanti a conquistare il cuore di Marcello che, persi tutti i suoi risparmi, assisterà all’unico funerale che mai avrebbe voluto si celebrasse; quello della nonnina (Liliana Vallasciani) che gli ha fatto da padre e madre, e che per lui si è fatta portare via tutto. Disperato, il nullatenente Santilli cade in depressione, rischiando la morte.

Proprio l’amore e le cure dei vecchietti concittadini, che dapprima si facevano da lui sanare con medicinali e cene buone, lo riporteranno a vita nuova, diventando stavolta, loro, fondamentali per la sopravvivenza di Marcello, riuscendo, con un emozionante colpo di scena, a ristabilire, anche e soprattutto, il suo conto corrente, permettendogli così di risanare ogni debito.

Un bel film, dalla sceneggiatura semplice, ma dal coinvolgimento totale. Molto teatrale, ricco di monologhi quasi fosse uno spettacolo in scena su di un grande palco, anziché su di un grande schermo, Ci vediamo domani è come Enrico Brignano diceva «un bel film, comico-intelligente», di cui tutto si può dire, tranne che i soldi del biglietto non siano ben spesi. Molto interessanti anche alcuni dei monologhi proposti, che davvero chiarificano quanto sia bella la strada che porta a casa, che porta al domani.

Perché «se dici “Ci vediamo domani” significa che sei immortale, non ci pensi che a domani ci puoi non arrivare. Se dici “Ci vediamo domani” sei infinito, e a domani ci arrivi sicuro, ci sei già arrivato. […] Quindi dillo! Dillo! Ci vediamo domani».

Complimenti a tutto il cast, e a Enrico Brignano che, ancora una volta, dimostra quanto valga, come attore e persona. Ci vediamo domani.

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