UNO DI QUEI GIORNI CHE/ Bernardini, Gentile e Lavezzi ricordano la strage di Piazza Fontana. Puntata 10 maggio 2013

- La Redazione

Uno di quei giorni che… su Rai Tre racconta cinque avvenimenti che hanno cambiato per sempre la storia del nostro paese. La prima puntata è dedicata alla strage di Piazza Fontana a Milano

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Cinque avvenimenti che hanno cambiato la storia dellItalia e di noi italiani. Come cinque sono le puntate che raccontano come eravamo prima che accadessero e come siamo poi diventati dopo. Questa sera, venerdì 10 maggio, alle 23.05 su Rai Tre comincia questa nuova avventura con tre conduttori: Massimo Bernardini, Federica Gentile e Mario Lavezzi, con la partecipazione di Antonio Di Bella a cui spetterà il compito di fotografare la percezione di quelle giornate e di quegli avvenimenti allestero. La prima puntata si apre con la strage di Piazza Fontana a Milano. Seguiranno, nelle settimane successive: il referendum sul Divorzio, il 12 maggio 1974; lassassinio di John Kennedy, il 12 novembre 1963; la finale Italia-Germania Ovest ai Mondiali di calcio in Spagna, l11 luglio 1982; il rapimento di Aldo Moro, il 16 marzo 1978.

Cinque puntate, realizzate dal Centro di Produzione Tv Rai di Milano, per ricordare non tanto levento in sé, ma per raccontare la nostra vita, prima che un giorno come tanti altri diventasse uno di quei giorni che: cosa facevamo, chi eravamo, comera lItalia in cui vivevamo? Cosa leggevamo, cosa ascoltavamo alla radio, quali erano le canzoni in Hit Parade, cosa cera al cinema, in televisione, in teatro?

Da una parte – dice Federica Gentile – ci sono delle date fondamentali del nostro Paese che sono arrivate come una lama di rasoio a tagliare la sua normalità e dallaltra la vita quotidiana che stava scorrendo in quel momento: quindi canzoni, cinema, televisione, la vita reale tagliata a metà da date che hanno, in qualche modo, cambiato il Paese. E un programma – aggiunge Mario Lavezzi – con il quale vorremmo ricordare che la memoria che ci portiamo dietro nella vita è per sempre. Senza memoria non saremmo nessuno. Per questo è bello rappresentarla.

Per raccontare la strage di Piazza Fontana dobbiamo tornare a quel 12 dicembre 1969 quando una bomba scoppiò nella Banca Nazionale dellAgricoltura.

Accompagnati dal tempo scandito di un grande orologio che, lentamente, si avvicina all’“ora X”, i tre conduttori raccontano il clima di quei giorni anche attraverso filmati, musica dal vivo e testimonianze per ricrearne l’atmosfera: scorrono così, nella prima puntata su Piazza Fontana, le immagini di repertorio, accompagnate dai ricordi di Fortunato Zinni, uno dei sopravvissuti alla strage, di Gino Paoli, Roberto Vecchioni, Massimo Ranieri, dalle canzoni di quel giorno eseguite in studio da Mario Lavezzi, e da tanti piccoli momenti e gesti quotidiani di quel 12 dicembre 1969.

Il giorno della strage di Piazza Fontana – ricorda Massimo Bernardini – ero a Milano, a scuola. Un ragazzino di quarta ginnasio. Quando arrivò la notizia, fu sconvolgente e forse ancora più sconvolgente fu il silenzio che ricordo in piazza Duomo il giorno dei funerali delle vittime. Un silenzio che poi non ho più sentito nelle piazze”.

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