SERVIZIO PUBBLICO/ Vittorio Sgarbi: in Italia 13 milioni di cemento costruiti in 50 anni. Puntata 30 maggio 2013

- La Redazione

Ieri sera, giovedì 30 maggio, è andata in onda l’ultima puntat stagionale di Servizio Pubblico, la programma di Michele Santore. In studio: Vittorio Sgarbi e Diego Della Valle

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Michele Santoro (web)
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Nella puntata di giovedì 30 maggio che è anche lultima stagionale della trasmissione Servizio Pubblico condotta da Michele Santoro, sono presenti in qualità di ospiti oltre alla presenze fisse di Marco Travaglio, Giulia Innocenzi e Sandro Ruotolo, limprenditore Diego Della Valle, il docente dellUniversità di Oxford Emanuele Ferragina e Vittorio Sgarbi che interverrà soprattutto per parlare dello stato di abbandono di alcune opere darte presenti nel territorio italiano. La trasmissione si apre con il consueto monologo iniziale di Michele Santoro che ricorda Franca Rame, moglie del premio Nobel per la letteratura Dario Fo, poi parla di come la stagione televisiva di Servizio Pubblico sia stato un grandissimo successo ricordando in particolar modo il boom di ascolti ottenuto nella puntata nella quale è stato ospite il leader del Popolo della Libertà Silvio Berlusconi e come nonostante tutto ciò il futuro sia rappresentabile con un grosso punto interrogativo in quanto non cè ancora nessun contratto firmato per la prossima annata. Santoro parla del botta e risposta tra Grillo e Stefano Rodotà e di come a suo dire il Movimento 5 Stelle sia assolutamente necessario per il bene dellItalia per via delle sue proteste ma anche per le sue proposte. Quindi Santoro apre su alcune argomenti sui quali discutere e nello specifico il perché si continuano a costruire case se poi quelle già esistenti risultano non essere abitate, il problema di un popolo italiano che si riscopre ogni giorno più povero e come leconomica italiana cresca rispetto al resto dEuropa ben il 15% in meno. Inoltre, cè il pauroso e sconfortante dato che parla di ben 4 mila aziende fallite nel Nord del Paese, in una zona che fino a pochi anni fa veniva considerata come tra le più ricche non solo dEuropa ma del Mondo intero. Giulia Innocenzi commentando questi ultimi dati, asserisce come la drammatica situazione in cui si ritrova in questo momento lItalia è anche figlia di alcune colpe ascrivibili agli imprenditori italiani e alla forte evasione fiscale che esiste nel Paese. Della Valle non è completamente daccordo con la giornalista invitandola nel non generalizzare anche se ammette come soprattutto gli imprenditori vecchio stampo spesso e volentieri cercavano aiuto nella politica con qualche legge di supporto con la quale riusciva a superare momentaneamente le difficoltà della propria azienda. Si passa a parlare del caso di Giovanni Guarascio che in ragione delle difficoltà economiche insormontabili nelle quali si era venuto a trovare, ha deciso di suicidarsi dandosi fuoco. Viene realizzato un collegamento in diretta con la cittadina nella quale abitava e dove sono presenti i figli che parlano delle presunte responsabilità che avrebbe avuto nel suo gesto la banca con la quale aveva un mutuo. In pratica, sembra che Giovanni aveva proposto alla banca un pagamento in ununica tranche di 25 mila euro per estinguere il debito. La banca non ha accettato e incredibilmente la casa è stata venduta allasta per soli 26 mila euro. Prima dellintervento di Marco Travaglio, Ferragina fa presente come in Italia ci sia una tassazione troppo opprimente e come nel corso degli anni la classe dirigente non si sia accorta di come i ricchi lo siano diventati sempre di più a spese dei poveri. Travaglio incomincia il propri intervento parlando delle dichiarazioni di Squinzi che addossa la colpa della crisi principalmente ai precedenti Governi assolvendo di fatto da ogni responsabilità la stessa Confindustria. Travaglio fa notare però come siano stati davvero tanti gli imprenditori che hanno evaso le tasse. Parla del processo sui diritti tv che ha visto la condanna di Silvio Berlusconi per frode fiscale. Dopo Travaglio si torna a parlare del caso di Giovanni Guarascio con linviato che cerca di ricostruire le fasi dellasta che a quanto pare nelle prime due sedute è andata deserta. Mentre nella terza succedono un paio di cose che lasciano quanto meno perplessi ed ossia vengono presentate due offerte che riportano al centesimo la stessa cifra ma stranamente una dei due si ritira immediatamente. Si passa quindi al caso RCS e di come ci sia lauspicio da parte di Diego Della Valle che venga allontanato Bazoli che attualmente riveste il ruolo di presidente del consiglio di sicurezza del gruppo Banca Intesa Sanpaolo. Della Valle chiarisce che finalmente sembra che si sia presa coscienza di quello che occorre fare per venire incontro alle necessità del mercato mentre per quanto riguarda il discorso inerente al ruolo che dovrebbe avere le banche, ricorda quando negli anni ’50 suo padre avendo necessità di denaro pur non potendo presentare garanzie economiche, i direttori di banca di allora prestavano il denaro. Della Valle auspica che questo senso di solidarietà venga ristabilito magari con un sportello ad hoc nel quale il cittadino possa fruire di un aiuto fondamentale. In studio vengono presentate alcune persone che per problemi finanziari hanno dovuto rinunciare ai propri sogni. Gianni Dragoni ricostruisce la vicenda relativa allevasione dellILVA e di come la famiglia Riva abbia usufruito ad esempio del condono fiscale pur non avendone titolo in quanto non cittadino italiano per via delle residenza a Montecarlo. 

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Si passa quindi a dibattere delle priorità che attendono il Governo Letta e che tutti individuano essere il lavoro e l’inversione di tendenza relativo al continuo fallimento delle aziende italiane. Sul tema dell’uscita dall’euro tutti si dicono concordi nel ritenere che sia una soluzione non percorribile. Arriva il momento di Sgarbi che evidenzia come in Italia negli ultimi 50 anni si sia costruito in maniera sconsiderata evidenziando diversi errori di costruzioni indecorose sparse per tutta Italia e come sia inconcepibile che a L’Aquila non sia ancora iniziata la ricostruzione post terremoto. La trasmissione viene chiusa con l’assegnazione dei premi per i migliori tre reportage, valutati da una giuria presieduta da Carlo Freccero. Infine, le vignette di Vauro su Grillo e sui tanti illustri addii degli ultimi giorni come nel caso di Franca Rame e Don Gallo.

 



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