TRA 5 MINUTI IN SCENA/ La bellezza del “dialetto” delle donne con un richiamo alla Madonna

Nel film di Laura Chiossone, racconta FEDERICO BASON, vanno in scena le preoccupazioni della vita, e la drammaticità dei rapporti tra madri e figlie, uomini e donne

26.06.2013 - Federico Bason
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Una scena del film

La bellezza delle donne. Non solo quella esteriore, ma quella del cuore, che sa accendere chi le guarda. Tra cinque minuti in scena è un capolavoro di grazia, dove sentimenti come lamicizia, il rapporto tra madre e figlia vengono affrontati per quel sono: raggi di luce che illuminano lo spettatore. Una strepitosa Gianna Coletti impersona Gianna, attrice teatrale, che tra lavoro e ansie quotidiane dovrà accudire la madre, novantenne bisognosa di cure. Intorno a Gianna la passione di una vita: il teatro, la recitazione, non vissuta come ambizione, ma opportunità di conoscere se stessa.

In una Milano candida e finalmente a misura duomo, le donne di teatro porteranno in scena le inquietudini del loro carattere. Nel costruire una commedia teatrale, da parte di diverse attrici, età e caratteri contrapposti, emerge la contraddizione dei sentimenti, che porta allegoismo di pensare alla propria felicità, tornando irriducibilmente a cercare laltra, perché bisognose di trovarsi nello sguardo di unamica. Donne anziane, giovani, bellissime, chi con talento, chi pronta per lennesima seduta dallo psicanalista, metteranno in scena le preoccupazioni della vita, non parlando di astratto, ma dichiarando la fame di amore, tra uomo e donna, madre e figlia, che in quel momento vogliono vivere.

Che figura straordinaria Anna, madre anziana non autosufficiente. Con una disabilità fisica e una difficoltà emotiva non accetta la vecchiaia, cercando nella figlia le mille emozioni che la vita non le concede più. Tra compassione e una graffiante autoironia il fragile stare davanti la macchina da presa emoziona: ciò che chiede Anna non è attenzione, ma essere stretta come una bambina, presa per mano, perché spaventata dalla nuova vita che lattende.

Intensissimo il richiamo alla Madonna, che la regista Laura Chiossone ha saputo valorizzare, con immagini di statue e icone. Quasi che lamore materno, terreno e celeste, diventasse indistruttibile attraverso il gesto semplice dellessere uniti, dentro un sorriso o un abbraccio.

Impossibile non volgere un pensiero a tutte le mamme anziane qui con noi, che hanno mandato avanti la famiglia. Bello scoprire attraverso un film quanto lo stare insieme sia prezioso, non scontato. Il dialetto forte delle donne, inconfondibile milanese, le racconta per quel che sono: spontanee e dirette. Prima di andare in scena quella voglia di affrontare la vita si accresce, sfidandosi l’una con l’altra: tante le battute e le provocazioni, che fanno divertire. Spesso parlano a se stesse, sfilano senza pubblico, piangono da sole.

Che importanza ha per una attrice guardarsi allo specchio se nessuno ti guarda più? Che senso ha per una attrice amare un uomo se quello neppure se ne accorge? Non esiste problema, ostacolo, dolore: tutte quante alla fine calcheranno il palcoscenico: lo spettacolo si fa, la vita non attende. In Tra cinque minuti in scena Milano è femmina, ed è bellissima.

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