IL GRANDE ORSO/ Un favola ecologista “messa in crisi” da due topolini, ma che piace ai bambini

- Federico Bason

Il film di animazione danese, spiega FEDERICO BASON, è ben realizzato e non ha nulla da invidiare ad altri prodotti più blasonati. Pecca però di mancanza di coraggio nella scelta del plot

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Il grande Orso

I bimbi saranno contenti. Perché Il grande orso vuole essere lamico perfetto per mille avventure. lennesima declinazione dellamicizia antropomorfa: dopo le scorribande tra bambini e delfini, cani, gatti, extraterrestri perduti, ecco spuntare un nuovo amico, che vive nel bosco e immancabilmente ama la compagnia. Il regista Esben Toft Jacobsen immagina una storia ecologista, che sembra uscita da una rubrica del Wwf. Lorso grande ma buono, il cacciatore armato che vuole ucciderlo, la foresta che è più piccola di quello che dovrebbe essere, sono elementi per stimolare il giovane pubblico a concludere che lambiente in cui si vive è importante. Bisogna conoscerlo e rispettarlo.

Essendo un film di animazione, realizzato in computer grafica, è da notare quanto siano assolutamente convincenti i colori e la fluidità di movimento; i personaggi sembrano usciti dallennesima produzione della Pixar studio, tanto sono curati. Forse la storia, di produzione danese, è vicina ai gusti di noi europei? Francamente no. Mai mi sarei accorto della provenienza. Questi prodotti, nati per piacere ai bimbi e creare merchandising, sono uguali luno con l’altro. Il ghigno del cacciatore è simile ai tanti cattivi dei cartoni animati. Lorso ha occhi seri della creatura forte ma corre ad abbracciare i bambini; i personaggi di sfondo, comici e surreali, danno maggiore brio alla vicenda.

Il grande orso è un ottimo passatempo per portare la famiglia al cinema, assecondando i gusti dei più piccini. Rimane il dato che anche le opere di animazione, che dovrebbero rischiare su diverse sperimentazioni, propongono story board stra-collaudate, a rischio zero. Mi ritorna in mente un capolavoro anni 70 come Bianca e Bernie, favola della Disney, su due roditori in lotta contro il mondo. La caratterizzazione dei personaggi era semplice ma non scontata. Sfuggiva al luogo comune delluniverso adulto in contrapposizione alle creature antropomorfe, sempre e comunque dolcissime.

La poesia di Bianca e Bernie, che volano alla ricerca di un futuro migliore, sul dorso di un gabbiano, scompagina un po’ i film di animazione di oggi. La forza dei due topolini, di cercare alleati e tessere amicizie è molto più affascinate che trovarsi davanti il solito cattivo, brutto e brutale, e il solito buono, perseguitato e incompreso. Il tutto riconoscibile dopo due minuti di visione.

Per i bambini qualsiasi plot può (forse) andare bene, ma l’adulto sa già che fine farà l’orso e che fine farà il cacciatore, e giù sbadigli. Accontentiamoci dell’ennesima favola sulla natura, sull’ambiente, su quanto siano preziosi gli animali del bosco. In fondo, far trascorrere il tempo insieme, ad adulti e bambini, è già una bella soddisfazione.

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