BEAUTY AND THE BEAST/ Un mix tra The Vampire Diaries e fiaba che aspetta un “salvagente”

- Ilenia Provenzi

Questa sera Rai Due trasmette gli ultimi episodi di Beauty and the Beast. ILENIA PROVENZI ci parla di questa serie che riprende un filone che va per la maggiore tra i giovani

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Beauty & The Beast

Prendere La Bella e la Bestia e adattarla in storie nuove, giocando con il tema dellapparenza che inganna, è una tentazione costante per scrittori e produttori. Il successo della coppia umana/vampiro negli ultimi anni è costruito sul binomio ragazza bella e coraggiosa/ragazzo affascinante tramutato in una bestia, con relativa storia damore tormentata e romantica. Alla fine degli anni Ottanta, la CBS trasmise una serie tv ispirata alla celebre fiaba e, tra gli autori, figurava George R.R. Martin. Rai Due (e The CW in America) sta trasmettendo (stasera andranno in onda gli ultimi episodi) una nuova versione televisiva di Beauty and the Beast, che a quella serie si ispira per raccontare la vicenda in uno scenario metropolitano contemporaneo.

Il setting scelto è New York e la protagonista, Catherine Chandler, è una brillante detective della squadra omicidi, che lavora in coppia con lamica Tess. Catherine ha un fantasma nel suo passato: nove anni prima, sua madre è stata uccisa da un gruppo armato, che avrebbe assassinato anche lei se non fosse intervenuto un misterioso soccorritore. Qualcuno che, agli occhi della ragazzina, sembrava una bestia. Catherine non ha dimenticato lepisodio e ancora adesso spera di scoprire la verità sullaccaduto. Loccasione si presenta quando, indagando su un caso di omicidio, gli indizi conducono a Vincent Keller, un giovane affascinante che si rivela essere il famoso salvatore.

Peccato che per la polizia sia un killer seriale dalla storia controversa. Come altri militari mandati in Afghanistan nel 2002, Vincent è stato vittima di un esperimento genetico volto a creare dei super soldati, che sotto stress sono in grado di tramutarsi in animali. Come sempre, però, la creatura sfugge facilmente di mano al suo creatore e gli scienziati, temendo di avere dato vita a predatori incontrollabili, hanno deciso di eliminarli. Ma Vincent è riuscito a fuggire. Per dieci anni è rimasto nascosto e ancora adesso vive nei sotterranei di Manhattan, aiutato dallamico scienziato J.T.

Catherine a scoprire per prima la verità: riconoscendo in lui la persona che lha salvata, gli promette di mantenere il segreto in cambio di un aiuto nelle indagini che ancora sta portando avanti sullomicidio della madre. Scopriamo così che Vincent ha un animo nobile (oltre che un aspetto attraente) e Catherine, che dopo la tragedia familiare si è chiusa in se stessa per dedicarsi soltanto al lavoro, perde la testa per lui. pronta a rischiare tutto, anche il suo lavoro, per difenderlo da chi lo perseguita. Non la spaventa nemmeno il problema che ostacola la vita di Vincent: quando perde il controllo, il ragazzo si trasforma in una bestia capace di commettere violenza. Ed ecco scattare la storia damore (quasi) impossibile.

La coppia Kristin Kreuk (Lana di Smalville) e Jay Ryan ha una buona alchimia, il mix tra romanticismo e mystery poliziesco funziona, soprattutto per un pubblico giovane. C’è qualcosa che richiama The Vampire Diaries, l’incidente che ha segnato il passato della protagonista, il “mostro” buono, l’alternanza tra mistero e romanceBeauty and the Beast, però, evita il tono horror per puntare sul genere crime, proponendo casi di puntata che si sovrappongono alla linea orizzontale (la storia d’amore e i segreti da scoprire nel passato di Catherine e Vincent). Lo fa con timidezza, senza costruire storie troppo complicate, e questo è forse il punto debole della serie: la trama non tiene attaccati allo schermo con il fiato sospeso.

È l’aspetto sentimentale quello su cui punta il telefilm, il conflitto tra la devozione alla giustizia e la consapevolezza che nel mondo non è tutto bianco o nero, che esistono le sfumature e che i buoni e i cattivi a volte non si distinguono facilmente. Si nota nel rapporto tra Catherine e Vincent, naturalmente, ma anche nell’amicizia con Tess. Partendo da una fiducia cieca nel suo lavoro di poliziotta, Tess arriva a comprendere che bisogna imparare a guardare la realtà anche da un’altra prospettiva.

Il romanticismo è puro, giocato sulla tensione e sugli occhioni dolci della protagonista, che incarna la donna forte e coraggiosa, capace di sparare per difendersi ma timida in amore come una ragazzina. E Vincent è, in fondo, Edward Cullen in versione più mascolina: un animo buono in lotta contro la propria natura, un principe azzurro sotto le spoglie di un mostro. La fiaba è un archetipo eterno, una base sulla quale costruire mille storie diverse. Resta da vedere se la seconda stagione saprà alzare la posta in gioco, per non ripetersi ma trovare nuovi agganci per legare a sé il pubblico.

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