VOYAGER/ La partita della morte: in 11 contro il Reich. Puntata 13 gennaio 2014

- La Redazione

Questa sera, lunedì 13 gennaio 2014, su Rai Due va in onda un nuovo appuntamento con Voyager – Ai confini della conoscenza, il programma scientifico condotto da Roberto Giacobbo

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Roberto Giacobbo (Infophoto)

Nella puntata del 13 gennaio di Voyager condotta da Roberto Giacobbo sono state trattate come sempre varie tematiche. Il viaggio è cominciato dalle possibilità che offre l’ipnosi come sostituzione della classica anestesia, fino ad arrivare alla leggendaria partita della morte, svoltasi a Kiev nell’estate del 1942. Nel mezzo del percorso si è parlato anche della possibilità di dirottare un aereo tramite un dispositivo portatile e sono state affrontate in modo approfondito le tematiche inerenti allo speciale rapporto che intercorre tra due gemelli. Enrico Facco esegue la prima operazione sotto ipnosi in Italia dando vita al progetto “anaesthesia”. L’intervento consiste nel’asportare un tumore sottocutaneo dalla coscia destra, attraverso una incisione lunga sei centimetri e profonda tre. L’ipnosi era un meccanismo mentale conosciuto e condiviso tra le culture del passato, e spesso il suo significato è stato fuorviante. Viene infatti associato a uno stato di incoscienza, ma in realtà la parola, che deriva dal greco ovvero ipnos, significa sonno, in quanto il soggetto ricorda chi dorme. Bisogna sempre ricordare che l’ipnosi la fa la persona stessa e non l’ipnotista che la induce. La differenza tra uno stato logico verbale e uno di sonno ipnotico è che la mente nel secondo caso lavora per immagini. Intervista in studio ad Enrico Facco: L’ipnosi non può sostituire in tutto e per tutto le normali procedure anestetiche, ma può essere utilizzata, a seconda della predisposizione dei soggetti, per interventi di piccola chirurgia ambulatoriale, come quello preso in esempio nel servizio. A differenza di un intervento fatto sotto anestesia il paziente ricorda passo dopo passo tutto l’intervento, e lo associa a una leggera sensazione tattile. inoltre in grado di tornare autonomamente a casa dopo pochi minuti dalla fine dell’operazione stessa, cosa impossibile se fosse stata fatta un’anestesia. L’ipnosi è consapevolezza del fatto di poter superare coscientemente il momento del dolore.

Tramite un applicazione del sistemo operativo Android, un hacker ha dimostrato come entrare in controllo dei comandi di un aereo, mentre questo è in fase di pilotaggio automatico. Il giovane ricercatore Ugo Teso, violando il computer di bordo ha cercato di dimostra che è possibile dirottare un aereo, intervenendo sul sistema operativo adottato in una simulazione di volo. In realtà sono stati perpetrati tanti tentativi di dirottare velivoli, come droni per uso militare. Ingannare il gps di bordo non possibile sugli gli aerei civili, ma solamente su alcuni piccoli droni, in ogni caso l’unico dirottamento attuabile, è possibile esclusivamente in modalità “pilota automatico” ma non in modalità “in volo”. Nel 2008 un radioamatore riuscì a interferire con le comunicazioni radio di un aeroplano: la situazione venne comunque risolta abilmente e non ci furono problemi di sorta. Infatti ci sono tanti strumenti che permettono di effettuare misurazioni a bordo dell’aereo in modo tale da evitare di dipendere solo dalle fonti di informazioni a terra. La ridondanza di informazioni è necessaria a questo, e tra l’altro un pilota è sempre in grado di escludere il “pilota automatico” e prendere il controllo del velivolo manualmente. Breve intervista a un esperto di sicurezza informatica, nonché consulente della presidenza del consiglio, che dichiara: I nostri comportamenti adottati mentre navighiamo sul web, così come la mole di informazioni che vi immettiamo, influiscono sulla nostra sicurezza personale. Negli ultimi tempi sono stati circa settantamila gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati: alcuni esempi eclatanti? L’Ufo sopra Brema, o l’oggetto ovale avvistato in fase di volo dal comandante di un aereo inglese. Entrando in rotta di collisione costui è stato costretto ad andare in picchiata per evitare una possibile collisione con l’Ufo.

Chi sono i gemelli? Sono molto diversi dai normali fratelli e sorelle, in quanto vivono assieme molti “step” cruciali in fase di crescita. I gemelli monozigoti condividono tutti i geni. Inoltre sono uniti da uno strettissimo legame sociale e non vogliono superarsi l’un l’altro, ma si aiutano reciprocamente. La Cia e Il KGB provano addirittura a fare esperimenti di telepatia, mentale e visiva, sui gemelli, ottenendo però scarsi risultati secondo le loro aspettative. Sono tante le storie, soprattutto negli Usa, di gemelli separati alla nascita che si rincontrano nel corso della vita. Capita anche spesso che confrontando le proprie esistenze, questi soggetti si trovino ad aver fatto esperienze analoghe. il caso di Jim Lewis e Jim Springer, conosciutisi nel 1996 dopo aver superato i quarant’anni di età. Probabilmente sarà una coincidenza, ma entrambi vengono chiamati Jim, e nel corso della loro vita sposano prima una donna di nome Linda, poi divorziano e ne sposano un’altra di nome Betty. Danno inoltre lo stesso nome al loro cane e si ritrovano in tante altre piccole e curiose coincidenze. Esiste una reale influenza genetica sugli aspetti del comportamento adottato dai gemelli? Debbie e Sharon, due donne americane, scoprono di essere state adottate dopo aver vissuto due vite differenti, e si conoscono 45 anni dopo il giorno della nascita: il 22 marzo 1952. Entrambe sono laureate in assistenza sociale, hanno lavorato con persone ritardate mentalmente, leggono tanto e ascoltano musica classica. Dichiarano di aver scoperto una magica intesa tanto da capirsi con il solo sguardo.

Tutankhamon, il faraone bambino, vissuto tra il 1341 e il 1323 a.C, morì all’improvviso all’età di 18 anni. La pietra centrale del suo pettorale era di origine di extraterrestre ? Alcuni ricercatori, seguendo una leggenda, trovano una pietra simile a quella del faraone. Nel museo di Assuan, ci racconta il conduttore, esiste una borraccia appartenuta ad un cacciatore antico ricavata da un uovo di struzzo, che presenta dei simboli strani. Tre triangoli, una linea spezzata… Secondo alcune ipotesi indicherebbero delle montagne, ma la raffigurazione fa pensare alle piramidi di Giza e al Nilo. L’uomo però visse mille anni prima della costruzione stessa delle piramidi.

Il 9 agosto del 1942, quando Kiev era sotto occupazione Nazista, si disputò una partita di calcio nota come “La partita della morte”. Il monumento fuori dallo stadio di Kiev è dedicato ai giocatori che giocarono quella partita. Tra il 29 e il 30 settembre 1941 ben 33.771 ebrei vennero fucilati in un solo giorno. La storia narra di due giovani, Joseph Kordic e Nicolai Tosievich (portiere della vecchia Dinamo Kiev) che riescono, grazie ai loro contatti, a mettere insieme un’intera squadra di calcio. Ai nazisti bisognosi di forza lavoro, pare opportuno introdurre qualche lieve forma di benessere, di conseguenza si opta per i tram, i fiorai e il calcio. Si crea una piccola lega di calcio con alcune squadre, come la guarnigione ungherese, una squadra di collaborazionisti ucraini e tante altre. La piccola squadra della città, nata principalmente dai lavoratori di un panificio, si distingue battendo tutte le altre compagini, al che i tedeschi, per dimostrare la loro superiorità in ogni campo, decidono di organizzare una finale il 6 Agosto 1942, contro la loro squadra chiamata Flakefel. La partita viene vinta per 5-1 dai “rossi”, perciò si decide di ri-disputarla tre giorni dopo: stavolta i tedeschi chiamano a giocare i migliori atleti del Reich, e sotto la direzione di un tenente nazista si procede al match. La partita viene comunque vinta per 5-3 dalla squadra del panificio, nonostante all’intervallo vi furono delle pesanti minacce ai danni dei “rossi”, e la condotta di gara fu tutt’altro che imparziale. A seguito del risultato non gradito ai tedeschi, dopo qualche settimana quasi tutta la squadra fu arrestata, e morì poco dopo nei campi di lavoro. Questa è la triste storia, ricordata da tre monumenti presenti a Kiev, della “partita della morte”

Questa sera, lunedì 13 gennaio, alle 21.10 su Rai Due va in onda la quarta puntata di Voyager – Ai confini della conoscenza, il programma condotto da Roberto Giacobbo. Ecco i principali temi della serata: esiste un legame speciale tra due fratelli gemelli? Un pirata informatico può arrivare a dirottare un aereo senza salirci a bordo? possibile inibire il dolore senza l’uso di farmaci, affidandosi solo al potere della nostra mente? Gli ospiti con cui Roberto Giacobbo approfondirà queste e molte altre tematiche saranno: Enrico Facco, professore di Anestesiologia e Rianimazione presso lUniversità di Padova; Andrea Rigoni, esperto di sicurezza informatica, e il professore Andrea Ballabio, genetista. 

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