LAST VEGAS/ Dramma e commedia in un film “stellare” senza età

- Claudia Cabrini

Il film di Jon Turteltaub vede nel cast Douglas, De Niro, Freeman e Kline. La sinossi è interessante e dosa bene dramma e commedia, spiega CLAUDIA CABRINI nella sua recensione

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Una scena del film

Il cast ancor più che eccezionale, la sinossi decisamente interessante. Stiamo parlando del film Last Vegas, che racconta la storia di quattro amici per la pelle, che dopo anni di strade condivise, decidono di ritrovarsi ancora una volta per una tre giorni in memoria dei vecchi tempi. Oramai anziani, la loro voglia di divertimento e gioventù resta però insaziabile.

Niente di meno che Douglas, De Niro, Freeman e Kline in un vorticoso film comico davvero ben diretto e dalla sceneggiatura tuttaltro che banale. Un cast artistico che mai aveva recitato insieme prima dora ma che tuttavia sembra non abbia proprio faticato nel dar vita a unamicizia reale, trasparente e altresì matura come quella raccontata in scena.

I quattro leggendari premi Oscar, per un totale di 6 statuette vinte e 9 nomination, con alle spalle incassi al botteghino pari a 16 miliardi di dollari, vestono i semplici panni di quattro amici da sempre, che una volta ritrovatisi a Las Vegas per festeggiare laddio al celibato di Billy (Michael Douglas), si renderanno ben presto conto di come la fatidica Città del Peccato sia molto cambiata negli anni, mettendo la loro amicizia a dura prova.

Lavorare con attori di cui hai ammirato il lavoro per anni è davvero emozionante dice Kevin Kline, Sam nel film. Mi è anche piaciuto moltissimo il modo in cui il copione ha trattato il tema dellamicizia prosegue, credo che questa sia davvero una storia divertente e toccante allo stesso tempo. Dan Fogelman è uno scrittore straordinario, ed è proprio dal realismo che caratterizza questo viaggio che deriva il divertimento. Ti ci puoi immedesimare in ogni dove.

Si possono far commedie senza grandi contenuti, e prodotti drammatici senza divertimento. Ciò che è certo, Last Vegas lo dimostra benissimo, è che nessuno dei due generi può davvero definirsi interessante senzessere reciprocamente influenzato dallaltro. Condivide anche la produttrice, Amy Baer, che ci dice: Fosse andato tutto verso una sola direzione, sarebbe stato troppo sdolcinato, o in altro caso addirittura ridicolo, e comunque al pubblico non sarebbe sembrato vero. La storia doveva invece apparire autentica, perché doveva esser chiaro che questa non è la generazione che cede il passo, ma è quella che – al contrario – a 85 anni compiuti ancora parte per un viaggio attorno al mondo, o decide di convogliare a nozze per la terza volta di fila.

Insomma, sarà che vediamo in azione i più grandi attori americani di sempre, sarà che in lingua originale lascia davvero a bocca aperta per quanto appaia vita quotidiana piuttosto che film recitato, Last Vegas ancora una volta dimostra come lAmerica sia brava in ambito cinematografico, comico-drammatico soprattutto.

Last Vegas non ti fa soltanto immedesimare coi personaggi maschili presentati, ma anche con quelli femminili come Diana, (altro premio Oscar) Mary Steenburgen, che interpreta qui una cantante un po’ infelice che senza vergogna ti racconta la sua età e il suo passato. “È strano cominciare qualcosa di nuovo quando si diventa vecchi, ma d’altronde è esattamente ciò che è capitato anche a me” dice Mary. “Non è vero che non c’è lavoro nel cinema. Se fai l’attore, ci saranno sempre tanti copioni quanti quelli a cui sei disposto a dire di sì. Devi solo esser coraggioso”.

Last Vegas è un gran bel film. Last Vegas è per tutti. Se sei giovane, sogni di invecchiar come loro. Se invece quei quattro pazzi son tuoi coetanei, riesci felicemente a convincerti che sognare è ancora possibile. Che non è mai troppo tardi. Evviva le rughe e i capelli bianchi. 

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