CONFUSI E FELICI/ Risate e analisi in una commedia che cela una “sorpresa”

- Claudia Cabrini

Con un cast eccezionale, il film di Massimiliano Bruno si propone come una commedia capace di far ridere, ma anche di offrire spunti di riflessione. La recensione di CLAUDIA CABRINI

confusi-e-feliciR439 Una scena del film

Torno anche stavolta a sostenere che di commedia allitaliana ormai si parli troppo poco. O per lo meno se ne parli sì, ma senza cognizione di causa. Perché sempre più di rado si considera la commedia italiana degna di nota, e sempre più spesso, al contrario, le critiche sono in realtà pregiudizi. A priori non vieni perdonato (non sempre, o quasi mai) se decidi di spendere forze, passione ed energie nei confronti di un film poco serio (dicono alcuni) che, povero lui, solo per letichettarsi comico rischia linevitabile condanna a 1 stellina su 5 di votazione, dai critici cinematografici di tutto il nostro Bel Paese.

Ma sono orgogliosa di sostenere che, anche stavolta, il bello piace. E allora che non me ne vogliano i più sapienti, ma fiera dico che Confusi e felici risulta a tutti gli effetti non solo un gran bel film, ma anche e soprattutto uno di quei prodotti cinematografici che davvero onorano lItalia come Paese del bel cinema. E, aggiungo, Confusi e felici non credo abbia molto da invidiare a campioni di incassi quali, fra i più recenti, il francese Quasi amici.

Diretto da Massimiliano Bruno, non solo in veste di regista ma ancora una volta nei panni di uno dei personaggi analizzati nel corso del racconto, tale Pasquale, Confusi e felici è un film del quale consiglio la visione proprio a tutti. Perché Claudio Bisio non delude mai, e stavolta è anche circondato da attori eccezionali. Primo fra i tanti Marco Giallini che, peraltro, è sempre un piacere veder recitare. Così che noi donne, oltre a rifarci la linea – perché ridere, sì, fa dimagrire – ci rifacciamo pure gli occhi. Poi Anna Foglietta, e Pietro Sermonti, lo special guest Rocco Papaleo e la brava e bella Caterina Guzzanti. Insomma, un cast di assoluto rispetto, per un film altrettanto emozionante, ma al tempo stesso coinvolgente, commovente e, ovviamente, divertentissimo.

Claudio Bisio stavolta interpreta un analista, che tuttavia a sua volta cade in depressione. E allora la domanda fil rouge della sinossi ricalca questo momento buio di chi di lavoro dovrebbe farti tornare il sorriso, facendo riflettere gli spettatori: Chi analizza lanalista?. Dallo spacciatore con attacchi di panico Nazareno (Marco Giallini), al mammone zitello Pasquale (Massimiliano Bruno), passando per la ninfomane decisamente invadente (e con una particolare passione per i capezzoli!) Vitaliana (Paola Minaccioni) e, ancora, una coppia di sposini in crisi sessuale, i pazienti di Marcello (Claudio Bisio) saranno tanto determinati nel risolvere i loro problemi da non concedere allanalista di fiducia di ritirarsi dal suo destino. Finiranno così con laccompagnarlo nella scoperta più bella che si possa mai fare; imparare a vedere il mondo con gli occhi di uno che non ci ha mai visto!

Innumerevoli i colpi di scena e i richiami ai grandi classici (quali ad esempio La dolce vita del maestro Fellini), genuine le risate. Un racconto non banale, che riesce abilmente a toccare i punti cardine (o i problemi principali) della nostra società, dimostrando quanto questi possano far sorridere, e non esser considerati affatto degli inghippi. Dopo tutto, è sempre e solo questione di prospettiva, non credete?

E allora, a proposito di prospettive, non perdetevi assolutamente e per nulla al mondo una della commedie italiane e all’italiana più belle di sempre. Confusi e felici, me lo auguro, diventerà un must di cui non si potrà proprio fare a meno. A suon di sorprese riuscirà, inevitabilmente, a trascinarvi in un mood fantastico che non vi abbandonerà più. Anche io, infatti, rimango tuttora confusamente felice nonostante l’anteprima stampa sia ormai passata da un po’.

Peraltro, so di non aver esplicato nel dettaglio cosa accadrà nel corso del racconto, ma credo che talvolta il miglior modo per godersi un film è non saper minimamente di cosa questo tratti. Solo buone risate, e solo buona visione. Alla faccia di chi con la commedia non ci vuol aver nulla a che fare. Bravi tutti, e bravissimo Bruno! Così si fa! 





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