QUALUNQUE COSA SUCCEDA / Analisi, commento e scene principali ultima puntata 2 dicembre 2014: la memoria di Giorgio Ambrosoli. Ascolti al 17.41%

- La Redazione

Qualunque cosa succeda, analisi e scene principali, commenti dal web dell’ultimo appuntamento con la fiction Rai sull’avvocato Ambrosoli di ieri, 2 dicembre 2014

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Qualunque cosa succeda

Martedì 2 dicembre è andata in onda la seconda e ultima puntata della miniserie “Qualunque cosa succeda“, dedicata alla storia di Giorgio Ambrosoli, l’avvocato Milanese ucciso nel 1979. E’ stato l’attore Pierfrancesco Favino a prestare il suo volto ad Ambrosoli. La seconda parte della fiction ha registrato 4.489.000 telespettatori pari al 17.41% di share, registrando una crescita rispetto alla prima puntata chge aveva conquistato 4.108.000 telespettatori con uno share del 15,27%.

Ieri sera, martedì 2 dicembre 2014, si è conclusa la seconda e ultima puntata di Qualunque cosa succeda, la fiction ispirata al libro scritto dal figlio di Giorgio Ambrosoli, Umberto. In molti su Twitter hanno voluto commentare il lavoro svolto da Alberto Negrin, regista della serie, ma soprattutto in tanti sono stati fieri di riportare nella loro memoria fatti del genere. La storia di Giorgio Ambrosoli meritava di essere raccontata si legge infatti, ma anche Tutti dovrebbero prendere esempio da lui: il punto era quello di trasmettere la lealtà, la giustizia e anche la semplice forza con cui lavvocato ha affrontato tutte le vicende che dallindagine lhanno portato in tribunale e poi gli hanno fatto perdere la vita, e sembra dunque un lavoro riuscitissimo sotto questo punto di vista. Come ha tweettato ieri sera lo stesso Umberto Ambrosoli, figlio dellavvocato che ha incastrato Sindona nel 1979: la memoria di Giorgio Ambrosoli è viva per le sue azioni da vivo, non per il fatto di essere stato ucciso.

Ieri, martedì 2 dicembre 2014, si è conclusa con la sua seconda e ultima puntata la fiction di Rai 1 Qualunque cosa succeda, che raccontava delle indagini e del lavoro dellavvocato Giorgio Ambrosoli nei confronti del criminale Michele Sindona. Ancora decisamente deboli le sceneggiature, dunque il secondo episodio perfettamente in linea con il secondo, ad eccezione forse di una cosa. Meno spazio alla famiglia dellavvocato e più agli intrighi di potere politico e alle macchinazioni mafiose: questo ha dato uno sprint leggermente più frizzante a questo secondo episodio, che comunque non è stato così perfettamente in grado di riconsegnare ai telespettatori una fiction definibile entusiasmante. Considerando la lentezza dello sceneggiato, gli innumerevoli personaggi che compaiono anche per poco e la scarsa conoscenza da parte dei più giovani di questo grossissimo pezzo di storia italiana, probabilmente in molti sono stati tentanti di cambiare canale. Una nota molto positiva però cè, e coloro che hanno seguito anche la puntata di ieri se ne saranno sicuramente accorti: Pierfrancesco Favino. Impeccabile nel ruolo di avvocato e anche in quello di papà e marito. Tantissimi i complimenti per lui, assolutamente meritati: incarnare un personaggio come Giorgio Ambrosli, e far percepire il suo senso di giustizia e la sua lotta per il Paese non deve essere stato per nulla facile, ma lui se lè cavata egregiamente. La scena che, in ogni caso, ha più colpito i telespettatori Rai, è stato il filmato trasmesso in conclusione, con le reali parole di commento di Andreotti alla morte di Ambrosoli.

Con la puntata di ieri sera, martedì 2 dicembre 2014, si è conclusa la miniserie tv Qualunque cosa succeda, che ha raccontato la storia dellavvocato Giorgio Ambrosli, incaricato di occuparsi della liquidazione della Banca Privata Italiana e fondamentale nel processo di Michele Sindona. Molte le scene interessanti, soprattutto per quanto riguarda quelle in cui è coinvolta la sua famiglia, dal momento che il lavoro che è approdato sul piccolo schermo Rai è tratto dellomonimo libro scritto dal figlio di Giorgio Ambrosoli, Umberto. Il rapporto con la moglie e i figli, il tipo di educazione che lui stesso ha ricevuto e che cerca di trasmettere ai suoi tre bambini sono fondamentali, ma è anche unaltra la figura che appare determinante nel corso della sua lotta contro Sindona al fianco della giustizia, ed è quella del maresciallo Novembre. Infatti, una tra le scene più belle – in grado di rappresentare le speranze e il desiderio ardente di qualcosa di giusto che spingeva questi due uomini ad agire – è proprio quella in cui decidono di chiamarsi e Giorgio invita Silvio al lago, quando sarà terminato il processo.

Oggi, martedì 2 dicembre 2914, va in onda il secondo e ultimo appuntamento con la fiction Rai dedicata alla storia e alla vita dellavvocato Giorgio Ambrosoli, Qualunque cosa succeda. Oggi la puntata si aprirà con il processo in parallelo al latitante Sindona che si sta svolgendo anche in America, dovuto al caso della Franklin National Bank: questa sarà la prima goccia in grado di far traboccare il vaso tra il protagonista e il mandante dellomicidio, che sono già ai ferri corti. La situazione si sposterà su un piano di gioco ancora più pericoloso, anche perché verranno presi Sarchielli e Carli, che hanno sempre appoggiato Ambrosoli. Senza dubbio, una delle scene più belle che vedremo questa sera sarà la testimonianza davanti ai giudici americani che Giorgio Ambrosoli (Pierfrancesco Favino) avrà il coraggio di portare, spiazzando tutti e incastrando Sindona: proprio quella che, rimasto così solo di fronte a tanta ingiustizia, gli costerà la vita. Infatti, lavvocato verrà ucciso poche ore prima di riuscire a firmare il verbale di quanto detto sotto il portone di casa sua da William Aricò, il killer mandato da Sindona in persona.





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