THERMAE ROMAE/ Da un manga il film “contro” la vita troppo moderna

- Federico Bason

Tratto dal manga di Mari Yamazaki, il film di Takeuchi Hideki per far ridere il pubblico delle proprie nevrosi, intrappolato in una vita troppo moderna. La recensione di FEDERICO BASON

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Una scena del film
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Dal fumetto al film di successo, è plausibile? Assolutamente sì. Addirittura quando i comics sono di alto profilo la vittoria al botteghino è facile come una passeggiata. Qui non parliamo di fumetti americani o europei ma di manga, le strisce disegnate che si leggono da destra a sinistra. Rigorosamente Made in Japan.

Se volete assistere al teatro dellassurdo cimentatevi con la storia di Thermae Romae: più che un film rappresenta un simpatico trip mentale, che prende di mira con ironia i luoghi comuni del Sol Levante. Lantefatto parte con la vita grama di Lucius, architetto della Roma antica che stenta a lavorare. Anzi no, il lavoro ci sarebbe, ma la crisi creativa lo blocca senza possibilità alcuna. Si sa, il bagno è il luogo più rilassante della casa, ma pensate se doveste progettare un bagno nuovo, futuribile, ancora oltre: delle terme innovative, che solo i romani possono vantare. Mica facile, Roma ieri come oggi, è piena di intrighi, Lucius vive la posizione di stallo con impazienza, che cosa potrà inventarsi, per non essere tagliato fuori, ed entrare nelle grazie delle gentes romane?

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Un salto temporale è quello che ci vuole: senza volerlo Lucius viene risucchiato dalle terme della Roma imperiale al Giappone ipertecnologico di oggi. Qui iniziano i momenti cult: se pensate che lumorismo nipponico sia lontano o criptico, sbagliate di grosso. Lautoironia con cui Lucius affronta lo stile di vita giapponese mette a nudo le contraddizioni di un Paese, di un popolo buffo, ipermoderno. Cosa cè di più? Il fatto che Lucius avrà anche cambiato spazio temporale, luogo fisico, ma lamore rimane sempre uguale. Quando scatta la scintilla, per un antico romano o una briosa giapponese, non esiste nessuna difficoltà, parlano la stessa lingua! Rimane il problema delle terme, ma di invenzioni ora ce ne sono troppe, piaceranno allimperatore di Roma?

Thermae Romae non ha pretese sociologiche, vuole ribaltare gli schemi: i protagonisti sono orientali, lOccidente è una comparsa, un espediente per far ridere il pubblico delle proprie nevrosi, talmente ben fatto, che strizza locchio a chiunque – quindi tutti – si trovi intrappolato in una vita troppo moderna e quindi assurda. Il manga da cui è tratto Thermae Romae, ha ottenuto un successo mondiale, vantando traduzioni in diverse lingue, segno di quanto la globalizzazione in questo caso sia efficace: si ride del Giappone, ma potrebbe essere qualsiasi Paese della terra.

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Una suggestione che porterà pubblico al film è la scanzonata gestione del potere con cui vengono descritti gli antichi romani, quasi che chi abitasse nell’Urbe si sentisse al centro dell’universo. Bisognerebbe chiedere alla disegnatrice Mari Yamazaki, se ha mai soggiornato in Italia, perché ha “azzeccato” in pieno la descrizione della cricca al potere. Dalla Roma antica – Made in Japan – alla Roma odierna cosmopolita, niente è cambiato: intrighi di palazzo, guerra alle porte, schiavi in rivolta, sono questi i problemi? Nossignore, occorrono terme nuove per tutti. Poi, il resto si vedrà.

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