FUGA IN TACCHI A SPILLO/ Tra affetto e risate un “mix rosa” che crea un bel film

- Erica Dal Mas

Due donne tanto diverse e costrette a stare insieme, fino a condividere una fuga. Il film di Anne Fletcher è un’ottima commedia. ERICA DAL MAS ci spiega perché

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Una scena del film

«Tu non sai nulla di me. Si difende così la simpaticissima Rose Cooper, tenera poliziotta protagonista (interpretata da Reese Watherspoon) dal sarcasmo pungente e spassoso, tipico di frasi come «Ma guardati…sei piccolissima….sei come un mini-cagnolino che potrei infilare nella borsetta o «Ti ho baciata. Ho visto le tue mutande. So tutto quello che devo sapere dette dalla sua protetta Daniella Riva (interpretata da Sofìa Vergara). Moglie di un boss della droga di nome Felipe Riva (interpretato da Vincent Laresca), deve essere scortata insieme al marito da S. Antonio a Dallas per testimoniare contro Vincente Cortez (interpretato da Joaquin Cosio), capo del cartello della droga. Ma la sua indole particolarmente testarda complica le cose in maniera inaspettata per la povera Cooper. 

Ecco, dunque come una commedia d’azione e road-movie, fortemente consigliabile, dal titolo Fuga in tacchi a spillo (regia di Anne Fletcher), riesce a far risaltare i caratteri opposti ma determinati delle due protagoniste. Dell’agente Cooper si noterà dall’inizio un’inesausta quanto rigorosa attenzione alle leggi del Texas, ma imparerà presto che le regole non sono tutto nella vita: di fronte a possibili e movimentati imprevisti, esse non devono sostituire la sua personalità, altrimenti la ragazza cadrà per sempre vittima della sua rigidità. La signora Riva, al contrario, è una donna che, sebbene all’inizio sfrutti la sua bellezza per ottenere ciò che vuole, in seguito si farà notare per la forza nascosta dietro le sue potenzialità seduttive: una profonda umanità che, in modo contorto, la porterà a rischiare la vita per vendicare il fratello e per essere libera. 

Un’interessante dinamica d’affetto composta da sopportazione e protezione reciproca darà vita a un’esplosiva miscela di azione e comicità dove una poliziotta impacciata, famosa per le sue “cooper-ate”, dovrà convivere con l’incarnazione del suo incubo peggiore: una bellezza statuaria. Nel disperato tentativo di fuga lungo il Texas per sopravvivere, essendo purtroppo testimoni a rischio, contro i sanguinosi criminali Jesus e Angel (interpretati da Benny Nieves e Michael Ray Escamilla), membri dell’organizzazione di Felipe Riva e alcuni poliziotti corrotti, come il capitano Emmett (interpretato da John Carrol Lynch) e altri due colleghi, il detective Dixon e Hauser (interpretati da Michael Mosley e Matthew Del Nigro), questa spiritosa compensazione tra le due donne diventerà un’insperata occasione di maturazione interiore. 

In questo contesto delicato, la pistola e la valigia piena di scarpe con i tacchi a spillo, se prima erano rispettivamente emblemi di paura e di diamanti finalizzati al traffico di droga, poi diventeranno simbolo della via comune di salvezza: essere se stesse fino in fondo a dispetto del pericolo. L’eccezionale chimica comica, dal tempismo perfetto, che caratterizza questa coppia viene rafforzata da una forte e immediata immedesimazione delle attrici nei loro personaggi. Questi ultimi sono così autentici che non possono non risultare molto divertenti: l’umorismo, infatti, non è semplicemente frutto di una caricatura, ma è fortemente intrinseco al carattere dei personaggi stessi. 

Si assiste, così, a un meraviglioso film, unico per la sua leggerezza, avente al centro la donna in generale che ironizza fortemente sulla sua complessità e davanti a mali estremi usa le sue caratteristiche più salienti come urgenti rimedi. La bellezza in qualità di fattore distraente a fin di bene e la dolce semplicità, in quanto fonte di intuizione, saranno molto importanti per una risoluzione molto spassosa della vicenda. Le soggettive delle due protagoniste, entrambe immerse in ambiti maschili: mondo illegale contro mondo legale; i piani-sequenza ricchi d’azione, la colonna sonora, l’utilizzo della pellicola per rendere il tutto più elegante e coinvolgente agli occhi dello spettatore, una cospicua dose d’improvvisazione e l’alternanza della lingua italiana con quella spagnola, nel vano proposito di coprire gli spiritosi insulti reciproci, non faranno mai prevalere il buio dell’ignoto sulla luminosa e divertente ironia che accompagnerà i protagonisti lungo tutto il loro viaggio.

Il colore dell’ambientazione più vivace verso la fine sarà il filo conduttore di tutta la storia e la metamorfosi delle protagoniste si nota anche dal fatto che intendono la loro mimetizzazione come scambio di ruolo: Daniella Riva nasconde in abiti maschili la sua formosità, mentre Cooper, da persona insipida qual è, decide di mettere in risalto, con un vestito rosso, la sua repressa femminilità, nella speranza di non venire riconosciuta. Entrambe, moglie del boss e poliziotta, diventeranno ricercate e poi, quando si salveranno anche grazie al contributo carismatico e dinamico di Randy (interpretato da Robert Kazinsky), scopriranno il forte valore dell’amicizia nel momento del bisogno, al di là di ogni comicità. 

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