INNOCENTI BUGIE/ Una “mission impossibile” tra sentimenti e adrenalina

Mentre esce nei cinema il nuovo capitolo di Mission Impossibile, ERICA DAL MAS ci parla del film di James Mangold del 2010, con protagonisti Tom Cruise e Cameron Diaz

19.08.2015 - Erica Dal Mas
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Una scena del film

Il mezzo di trasporto più sicuro e confortevole per una bellissima vacanza estiva è costituito dall’aereo: il 10% in più di probabilità di sopravvivere rispetto agli altri. Questo finché non vi capiterà di guardare il film intitolato “Innocenti bugie” (regia di James Mangold, anno 2010), dove una miscela insolita di azione, spionaggio e ironia sbaraglierà ogni consueta analisi statistica. Con la cinepresa che segue i protagonisti di spalle, passo dopo passo, lo spettatore per la prima volta vedrà l’avventura della tenera June Havens (interpretata da Cameron Diaz) che, a partire da Wichita in Kansas, prenderà un rocambolesco volo, diretto a Boston, per arrivare in tempo alle nozze della sorella April Havens (interpretata da Maggie Grace). 

Accompagnato dal dolce suono della fisarmonica avverrà, così, l’improvviso incontro della ragazza con Roy Miller (interpretato da Tom Cruise), un ex agente dei servizi segreti che vuole salvarla dall’imminente pericolo. Un’altra spia di nome Edward Fitzgerald (interpretato da Peter Sarsgaard), però, farà in modo che le cose vadano nel peggior modo possibile. In un movimentato piano-sequenza, l’intero personale si trasformerà in un gruppo di sicari mentre l’aereo precipiterà. 

Inquadrato dall’esterno, Miller ucciderà l’equipaggio, compresi i piloti. Il tutto accadrà in parallelo al divertente monologo interiore di June, molto emozionata e nervosa per aver incontrato un uomo piuttosto attraente. Da quel momento i termini “stabilizzare”, “sicuro” e “salvo”, se ripetuti con insistenza, saranno un codice di allarme per lei, se vorrà evitare di venire uccisa. Infatti, tenterà di chiedere disperatamente aiuto al suo amico Rodney (interpretato da Marc Blucas), ma Miller la rapisce e il suo incubo ricomincia. 

A questo punto June intuisce che, se vuole vivere, non può fare a meno di lui, così decide di seguirlo per poter porre fine a questa storia una volta per tutte. Durante il viaggio in auto, apprende che Roy è un agente della CIA, ingiustamente accusato di tradimento, incaricato della protezione dello zefiro: una batteria inesauribile, considerata la seconda fonte di energia dopo il sole. Il suo inventore, un ragazzo di nome Simon Feck (interpretato da Paul Dano) è nei guai e Miller dovrà fare di tutto perché l’oggetto prezioso non venga venduto da criminali senza scrupoli, come Antonio Quintana (interpretato da Jordi Mollà). 

In un percorso contorto di pedinamenti reciproci, inseguimenti e sparatorie mortali, inquadrate dall’alto o a ripresa rapida, June arriverà in tempo alle nozze della sorella. Tra la confusione di molteplici svenimenti e dissolvenze in chiusura, la domanda iniziale della ragazza «come ci sono finita da sola in un bikini?» si rispecchierà nella domanda di Roy «come ci sono finito in un paio di bermuda?» e le corrispondenze tra inizio e fine del film si troveranno nelle assurde risposte a quelle domande. Lui dirà «So disinnescare una bomba al buio, usando solamente una spilla da balia e una caramella, direi che posso toglierti i vestiti senza…guardare» e lei affermerà ugualmente «So rimontare un cambio a sei marce al buio, usando solamente delle pinze e una chiave inglese, direi che posso vestirti senza guardare». 

Nel fantastico gioco di compensazione chiamato “con me sei salvo, senza me no” questo film, molto bello e leggero, merita di essere visto in qualità di “mission impossible” da urlo incorniciata da un’eccitante complicità.

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