QUANDO C’ERA MARNIE/ Misteri e riflessioni dietro un “semplice” cartone animato

- Claudia Cabrini

Arriva oggi in Italia, e sarà in sala fino al 26 agosto, il nuovo film di Hiromasa Yonebayashi, tratto da un romanzo di Joan G. Robinson. La recensione di CLAUDIA CABRINI

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Una scena del film

In Giappone è uscito ormai un anno fa, ma qui da noi, al contrario, il nuovo prodotto cinematografico di Hiromasa Yonebayashi approderà solo tre giorni, dal 24 al 26 agosto compreso. Si intitola Quando cera Marnie e i fan lo stavano aspettando in lingua italiana da tempo. Per la distribuzione di Lucky Red, e con una filmografia da casa danimazione di tutto rispetto, anche stavolta – e non se ne dubitava – Yonebayashi ha fatto un lavoro splendido, anche grazie alla collaborazione importante e professionale con lo studio Ghibli, fondato da Miyazaki e Takahata, e che da ormai più di trentanni sforna periodicamente lavori animati tra i più buoni del mondo.

Quando cera Marnie, poi, fa sognare davvero. Forse perché tratto da un romanzo britannico firmato dalla penna di Joan G. Robinson, autore prezioso per lInghilterra e per gli amanti della letteratura, o forse semplicemente perché con i colori, le musiche e le movenze sinuose che Yonebayashi è riuscito a dirigere, il prodotto finale risulta assolutamente magico e imperdibile.

Due le protagoniste ed entrambe femminili: Anna da una parte, un po un maschiaccio ma dal cuore tenero, e la biondina Marnie dallaltro. Un racconto misterioso, di amicizia e di speranza. Unopera carica di chiavi di lettura e di domande inespresse, ma che inducono alla riflessione, con un passato, quello delle due giovani ragazzine, difficile, carico di insicurezze e di paure.

Anna, ad esempio, è giovane e bella, ma nonostante tutto non si piace, e non si sente abbastanza. Forse un po troppo insicura, e con svariati problemi di respirazione, viene allora mandata dai genitori adottivi in campagna, lontano dallo stress della metropoli. E proprio qui, oltre a una famiglia che la ama e che laccoglierà con tutto il calore possibile, Anna riconosce anche unaltra cosa, qualcosaltro di particolarmente famigliare che Anna sa di aver già visto da qualche parte, chissà dove. Una villa abbandonata, affacciata su di un lago scuro. Ma cosa si nasconderà davvero dietro a questo déjà vu così insistente?

Un cartone animato forse apparentemente banale, quasi indirizzato a un target di piccolissimi, ma in realtà capace di far riflettere, e tanto. E di attrarre dunque più che facilmente anche lattenzione dei grandi.

Tanti i riferimenti anche e soprattutto a proposito della famiglia, con la figura secondaria ma essenziale di personaggi quali un fragile anziano dall’aspetto forse spaventoso ma in realtà dal cuore grande, e generoso di preziosi consigli. Oppure, ancora, la perfezione della stessa Marnie, che è invisibile agli occhi di tutti, quasi forse fosse un fantasma. Solo Anna riesce a comunicare con lei, ed è proprio così che capirà quanto i loro ricordi si rincorrano vicendevolmente, quasi tutto il mondo stia gridando loro che in un certo qual modo sono state connesse, prima, nel passato.

Un disegno talvolta semplice ma espressivo, una storia ricca e per nulla scontata. Un’indimenticabile estate per le due protagoniste, e soprattutto una magica serata estiva per tutti quegli spettatori che decideranno di non perdersi questo capolavoro firmato Yonebayashi.

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