L’AMORE NON VA IN VACANZA/ Il film con una “spinta” per battere le delusioni

L’estate può essere un buon momento per rivedere vecchi film, come quello di Nancy Meyers, che, spiega ERICA DAL MAS, esorta lo spettatore ad andare oltre le delusioni

27.08.2015 - Erica Dal Mas
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Una scena del film

Prorompe in quest’estate il desiderio di trascorrere una vacanza un po’ diversa dal solito? Si vuole cambiare almeno per un po’ di tempo la vita di tutti i giorni? Lo spunto ideale per simili progetti viene dato dal film L’amore non va in vacanza (2006, regia di Nancy Meyers). Il senso di quest’ultimo, infatti, è lasciare la propria vita “vacante” in attesa che capitino cose sorprendenti. Vogliono fare questo le due protagoniste di nome Iris Himpkins (interpretata da Kate Winslet) e Amanda Woods (interpretata da Cameron Diaz), scambiandosi la residenza e la quotidianità per due settimane. 

Un film nel film e una colonna sonora composta da Miles (interpretato da Jack Black) darà inizio all’intreccio grazie all’idealizzazione dell’amore, ottenuta seguendo gli insegnamenti di Shakespeare: «Il viaggio termina quando due innamorati si incontrano. Ma le due donne, come delle “ferite in grado di camminare e delle handicappate senza un posto riservato”, guardano in soggettive a distanza l’oggetto di un loro sentimento mal riposto: per Iris Jasper Bloom (interpretato da Rufus Sewell) e per Amanda Ethan Ebbers (interpretato da Edward Burns). Solo la massima sincerità di un incontro capace di aprire loro gli occhi, come “un pigiama i cui pezzi sotto e sopra sono proprietà di un uomo e di una donna predestinati”, può salvarle. 

Questo è ciò che insegna l’anziano, pluri-premiato sceneggiatore di Hollywood di nome Arthur Abbot (interpretato da Eli Wallach) alla povera Iris; mentre Amanda, montatrice di trailer filmici, rivive nella mente la sua incapacità di amare e le sue paure, come irritanti spot pubblicitari. Solamente l’incontro con Graham, dolce e attraente fratello di Iris (interpretato da Jud Law) sarà in grado di porvi fine. La neve del Surrey, in Inghilterra, per Amanda e il vento del Santana, a Los Angeles per Iris, accompagnati dal violino, porteranno nella loro vita grandi cambiamenti: il tempo un po’ pazzo però non le farà volare via. 

La famiglia imperfetta, precedente, dei “tre moschettieri” di Amanda, includerà il marito vedovo Graham con le sue tenerissime figlie Sophie (interpretata da Miffy Englefield) e Olivia (interpretata da Emma Pritchard). Mentre Iris, felice per il ritrovamento delle dolci banalità della vita e persa in una casa dieci volte più grande di lei, scopre di avere tanti punti in comune con Miles. Entrambi sono troppo meravigliosi e si innamorano della persona sbagliata perché non vogliono sentirsi dire che non è quella giusta. Lo scambio reciproco del proprio punto di vista e le loro medesime esperienze, li aiuterà ad acquisire, così, maggior sicurezza in se stessi e ad affrontare con più grinta Jasper e Maggie (interpretata da Shannyn Sossamon), le rispettive cause dei loro problemi. 

In conclusione, il forte legame d’affetto, presente tra tutti i protagonisti, sarà l’ingrediente principale per una vera e propria rinascita. Questo film, dunque, merita di essere visto perché nella sua semplicità, è molto profondo, emozionante e istruttivo: con i suoi personaggi tocca la radice di molti complessi umani ed esorta lo spettatore ad andare oltre le delusioni, concedendosi una seconda possibilità. Il beneficio derivante da un’esperienza totalmente nuova renderà le imperfezioni e le paure, in generale, un valido incentivo per un’inaspettata maturazione e un grande motivo d’orgoglio verso se stessi.

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