FEDERICO FORMENTI / Rifiutato dall’Università di Verona: vince tre sentenze ma non lo fanno rientrare in Italia (Le Iene Show, 23 ottobre 2016)

- La Redazione

Federico Formenti, docente e ricercatore italiano rifiutato dall’università di Verona: vince il concorso in Scienze Motorie un’altra candidata. (Le Iene Show, 23 ottobre 2016).

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Le Iene

Sono molti i ricercatori e professionisti che emigrano lasciando l’Italia per andare a cercare fortuna altro. Molto spesso la si trova, soprattutto se si è uno di quei cervelli in fuga tanto ambito dalle maggiori università ed aziende estere. La storia di Federico Formenti è invece al contrario, ovvero vorrebbe tornare in Italia dopo anni di insegnamento presso il King’s College di Londra ed un dottorato in biomeccanica del corpo umano. Tuttavia, non è così semplice, perchè anche se sono trascorsi ormai sei anni da quando la sua battaglia ha avuto inizio, Formenti non ha ancora ottenuto il posto di ricercatore presso l’università di Verona. Il concorso prevedeva inoltre dei requisiti, spiega a La Repubblica, che soddisfava in pieno, dalla laurea in Scienze Motorie fino alle pubblicazioni scientifiche. Eppure al suo posto il rettore dell’università di Verona ha optato per una candidata laureata in Fisica, senza alcun tipo di dottorato o attività didattica e con alle spalle solo un mese di esperienze al di fuori del territorio italiano. Questa sera, domenica 23 ottobre 2016, Le Iene Show approfondiranno la questione grazie all’inchiesta di Gaetano Pecoraro. La Iena incontrerà Federico Formenti per discutere del suo caso: nonostante abbia ottenuto tre sentenze a favore, da parte del Tar e del Consiglio di Stato, il ricercatore non ha ancora ottenuto l’incarico. Infine, l’inviato incontrerà il Rettore dell’Università di Verona, il professor Nicola Sartor, ed il Presidente del Collegio Didattico di Scienze Motorie dell’ateneo scaligero, il professor Federico Schena. Fra un rifiuto e l’altro, Federico Formenti ha inoltre pubblicato un’altra ricerca sull’incidenza del movimento in pazienti affetti da malattie genetiche, ma anche quest’ulteriore vantaggio nel suo curriculum non ha prodotto i risultati sperati. Il docente e ricercatore continua a voler rientrare in Italia, sia perché la sua partenza verso la Gran Bretagna non era stata pensata come un’emigrazione definitiva, sia perché è qui che ha gli affetti più cari e la famiglia. 



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