Recount/ Su Cielo il film con Kevin Spacey e John Hurt: il personaggio interpretato da Laura Dern

- La Redazione

Recount, il film in onda su Cielo oggi, lunedì 7 novembre 2016. Nel cast: Kevin Spacey, John Hurt e Bob Balaban, alla regia Jay Roach. Ma ecco la trama del film nel dettaglio

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Recount è il film che andrà in onda su Cielo oggi, lunedì 7 novembre 2016, in prima serata. Una pellicola di genere drammatica che è stata affidata alla regia di Jay Roach. L’attrice Laura Dern nel film interpreta Katherine Harris, politico statunitense che durante le presidenziali del 2000 ricopriva il ruolo di Segretario di Stato della Florida, stato chiave nella controversia che si sviluppò in seguito ad un ingente numero di schede non convalidate in sede elettorale.

Recount è il film in onda su Cielo oggi, lunedì 7 novembre 2016 alle ore 21.15. Una pellicola drammatica prodotta nel 2008 che si basa sulle elezioni presidenziali che hanno avuto luogo negli Stati Uniti nel 2000 e che hanno visto sfidarsi il candidato democratico Al Gore e quello repubblicano George W. Bush. Per quanto riguarda la regia del film, essa è stata affidata a Jay Roach, autore statunitense che tutti ricordano per le sue pellicole allegre e spensierate come, ad esempio, “Austin Powers – Il controspione”, “Ti presento i miei” e “A cena con un cretino”. Anche il cast che ha preso parte a questa produzione è davvero di ottimo livello, l’attore protagonista è il grande Kevin Spacey, due volte Premio Oscar per le sue magistrali interpretazioni in “I soliti sospetti” ed in “American Beauty”. Ultimamente l’attore ha fatto molto parlare di sé per la sua partecipazione alla serie televisiva “House of Cards”, nel ruolo dell’ambiguo e spietato politico Frank Underwood. Al suo fianco recitano altri ottimi attori come il britannico John Hurt, grande interprete che nel corso della sua brillante carriera ha recitato sotto la direzione di registi del calibro di Steven Spielberg, Lars von Trier, Guillermo del Toro, Jim Jarmusch e Mel Brooks. Ma ecco nel dettaglio la trama del film.

Il film ha inizio all’interno delle cabine elettorali statunitensi nel 2000, anno in cui i cittadini americani vennero chiamati a scegliere se affidare le sorti del loro Paese al candidato repubblicano George W. Bush o a quello democratico Al Gore. Ron Klain (Kevin Spacey) è a capo dello staff che segue il Vice Presidente Gore nella sua rincorsa alla Casa Bianca, ovviamente il suo telefono è preso d’assalto da tutti i più importanti giornalisti del Paese, desiderosi di avere comunicati ufficiali riguardo lo svolgimento del voto. La risposta ufficiale alle numerose domande che gli vengono poste è sempre la solita, George W. Bush deve rispettare la procedura elettorale statunitense e deve ricordare che ogni voto è importante per definire chi sarà il prossimo Presidente degli Stati Uniti. Ben presto si trova costretto ad incontrare Bill Daley (Mitch Pileggi), il braccio destro di Bush nella sua scalata alla Presidenza, per valutare cosa stia succedendo e come risolvere la spinosa situazione in cui versa il Paese. Negli Stati Uniti, infatti, si è venuta a creare una situazione senza precedenti che rischia di mettere in crisi l’intero sistema elettorale. Mentre Ben Ginsberg (Bob Balaban), portavoce del partito repubblicano, afferma con convinzione che con la vittoria di George W. Bush finalmente la residenza presidenziale tornerà ad acquistare onore e dignità dopo i numerosi scandali occorsi durante il mandato di Bill Clinton, un imprevedibile complicazione si staglia all’orizzonte. Katherine Harris (Laura Dern), Segretario di Stato della Florida al momento delle elezioni, dà il suo consenso affinché Bush dichiarato il vincitore nella zona di sua competenza, senza aspettare che i dati ufficiali fossero resi noti. Ovviamente, questo è un caso senza precedenti nel sistema democratico statunitense, un numero ingente di schede elettorali, inoltre, presentavano non pochi problemi di valutazione, tali da rendere auspicabile il riconteggio elettorale. La decisione della Harris (esponente del partito repubblicano) si è rivelato determinante nel portare Bush alla Casa Bianca, anche se molti cittadini statunitensi ritengono ancora oggi poco credibili i risultati di quella elezione.



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