Il mai nato/ Su Iris il film con Odette Yustman, gli errori nella pellicola

- La Redazione

Il mai nato, in onda stasera (8 febbraio 2016) su Iris, a partire dalle ore 21,00. Un film che narra di una ragazza che rancorosa verso la madre e che dovrà avere a che fare con uno spirito.

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Il film in onda su Iris

Scopriamo qualche notizia interessante sulla pellicola in onda oggi su Iris alle ore 21.00, Il mai nato. Il film si è avvalso della Rogue Pictures per la distribuzione, che è avvenuta il 9 gennaio 2009, in Italia invece è stato distribuito dalla Universal Pictures il 27 febbraio 2009. Come succede spesso nelle pellicola cinematografiche, anche Il mai nato non è esente da qualche piccolo errore: come riporta il sito specializzato bloopers.it, infatti, nella scena dell’abbraccio tra Casey e Mark, lui le mette la mano sulla spalla, ma quando viene cambiata inquadratura si vede chiaramente che è sul collo. Un altro errore di continuità vede protagonista invece il prete mentre parla in palestra. In un’inquadratura ha la mano appoggiata alla gamba, e subito dopo invece è più in alto.

La pellicola in onda stasera su Iris alle 21.00 è un film del 2009, diretto da David S. Goyer. Il mai nato (The Unborn) è una pellicola horror americana. Protagonista della vicenda, che si snoda nell’arco di 85 minuti è Casey Beldon (Odette Yustman), una ragazza del tutto normale che però è all’improvviso vittima di una serie di incubi tali da metterne a repentaglio la salute psichica. Proprio nel corso del suo lavoro in qualità di baby sitter, Casey ascolta il più grande dei figli dei vicini di casa mormorare una frase apparentemente senza senso, in cui si parla di un certo Jumby che vorrebbe nascere.

Una giovane ragazza che ha accettato il posto da baby sitter si ritrova testimone di uno strano episodio fra i ragazzi che sta seguendo. Subito dopo inizia anche ad avere allucinazioni, mentre gli occhi cambiano di colore. Una manifestazione che la mette in allarme e la spinge a rivolgersi ad un oculista, il quale impedisce che il fenomeno possa degenerare. Rimane però la stranezza dell’accaduto, in quanto si tratta di una manifestazione riguardante solitamente i gemelli. In effetti ben presto la ragazza scopre con sgomento una cosa che i genitori le avevano sempre tenuto nascosta, ovvero l’esistenza di un gemello, morto poco prima della sua nascita. A impedire che Casey venisse a conoscenza del fatto era stata in particolare la madre, deceduta anni prima in una struttura psichiatrica, la quale era stata spinta a farlo dalla voglia di rimuovere un dolore insopportabile.  Le stranezze però riprendono a ritmo sempre più serrato. La bimba più piccola cui faceva da balia infatti muore, mentre la ragazza scopre che Jumby era in effetti il soprannome con cui i genitori erano soliti indicare il gemello mai nato. Il quadro sempre più inquietante delineato da quanto sta accadendo, spinge infine Casey a indagare più a fondo sulla vita della madre. Nelle sue indagini, riesce infine a scoprire un rapporto con Sofi Kozma (Jane Alexander), una anziana signora che era riuscita a sopravvivere ai campi di concentramento nazisti e decide quindi di recarsi a trovarla nella struttura per anziani ove è ospite. Dopo un primo incontro interlocutorio, la stessa Sofi la richiama, dopo aver deciso di rivelarle tutto per poterla proteggere meglio. La donna, infatti, è sua nonna e durante il periodo trascorso ad Auschwitz il suo fratello gemello è rimasto vittima degli esperimenti criminali del Dottor Mengele. Dopo il suo decesso, a pochi giorni di distanza la donna aveva visto il fratello nuovamente in vita, capendo immediatamente che in realtà si trattava di un’anima cui era stato rifiutato l’ingresso in Paradiso e che aveva perciò deciso di rifugiarsi in un nuovo involucro, un Dybbuk. Per riuscire a liberare il corpo del fratello, la donna aveva deciso di ucciderlo, provocando però una sorta di maledizione. Da quel momento, infatti, il Dybbuk aveva preso a vagare in cerca di un nuovo corpo in cui rinascere. In questa veste aveva eletto come sue vittime preferite i familiari di Sofi e in particolare i gemelli. Una storia con la quale si spiega la tormentata vita della madre di Casey. Inoltre, per evitare che la nipote possa soffrire le stesse pene, le consiglia di rivolgersi all’unica persona in grado di opporsi alle manovre del Dybbuk, il rabbino Sendak (Gary Oldman).La nipote segue il suo consiglio e recatasi nell’abitazione del rabbino Sendak gli sottopone una richiesta ben precisa, quella di essere sottoposta ad un’esorcismo. Mentre il rabbino si attiva, però, lo spirito uccide Sofi e una sua amica, nel chiaro tentativo di isolarla e renderla per tale via più vulnerabile. Sendak decide perciò di sottoporre la ragazza a un rito nel quale vanno a fondersi svariati influssi, dall’ebraismo ad altre religioni, nel quale vengono coinvolte ben dieci persone, tra cui anche il fidanzato di Casey, Mark Hardigan (Cam Gigandet). Nel corso del rito, però, il Dibbuk scatena tutta la sua violenza, uccidendo i partecipanti, tranne Casey. E’ la stessa ragazza, ormai salva, a capire perché lo spirito sia comparso proprio in quel momento della sua vita: è infatti incinta e attende due gemelli.



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