Cool Runnings – Quattro sotto zero/ Il film sulla vera “gara” per gustare al meglio le Olimpiadi

Per una pazza estate ricca di follie, in contemporanea con le attese Olimpiadi di Rio de Janeiro, ERICA DAL MAS ci ricorda il film di Jon Turtletaub uscito nel 1993

05.08.2016 - Erica Dal Mas
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Una scena del film

Per una pazza estate ricca di follie, in contemporanea con le Olimpiadi di Rio, il reggae giamaicano introduce un’avventura cinematografica senza precedenti, assolutamente da rivedere tra gigantesche risate, grazie a una bellissima e originale… “rinfrescata”: questo film del 1993 s’intitola Cool Runnings – Quattro sotto zero (regia di Jon Turtletaub) ed è ispirato alla vera storia della Nazionale di bob giamaicana che partecipò alle Olimpiadi invernali di Calgary nel 1988. 

Il rosso del sole sul mare all’orizzonte fa da sfondo al dettaglio dei piedi scattanti di Derice Bannock (Leon Robinson) mentre corre, tra le palme della sua terra, per essere selezionato nella disciplina atletica dei cento metri piani. Dopo duri allenamenti, si prepara, con uno sguardo carico d’attesa e i piedi in posizione, per coronare il suo sogno di partecipare alle Olimpiadi. Non è solo: a fianco a lui, i corridori avversari, ma futuri amici, Junior Bevil (Rawle D. Lewis) e Yul Brenner, detto “palla da biliardo” (Malik Yoba), condividono la sua stessa aspirazione. 

Le classificazioni sono a portata di mano, ma la tanto agognata vittoria si trasforma in pochi secondi nel rallenti di una grande delusione: Junior inciampa facendo cadere Yul e Derice. Risalta lo sguardo rammaricato di quest’ultimo in primo piano mentre sa che per qualificarsi, ormai, deve aspettare altri quattro anni. All’improvviso, però, Derice vede una vecchia foto di suo padre, atleta talentuoso a fianco del campione americano di bob a quattro Irving Blitzer (John Candy), appesa alla parete dell’ufficio dell’organizzatore delle classificazioni di atletica di nome Collidge (Winston Stona) e decide così di credere di nuovo nel suo sogno, partecipando alle Olimpiadi invernali di bob a Calgary. Ma prima deve convincere il suo migliore amico Sanka Coffie (Doug E. Doug). 

Derice lo implora mentre si fa sempre più strada nella loro mente la dolorosa consapevolezza di passare dai quaranta gradi sopra lo zero della loro amata Jamaica «agli igloo, agli eschimesi e ai pinguini» del folle bob sul ghiaccio in Canada del Nord. Ancora una volta accompagnati dal reggae giamaicano, vanno in cerca di Irving, loro futuro allenatore. Derice gli rivela di essere il figlio del secondo classificato nella fotografia. 

Mentre la prima squadra giamaicana attende di formarsi, i rischi del bob vengono presentati attraverso un vecchio film-documentario, in bianco e nero, nell’inquadratura cinematografica. Al termine della proiezione, rimangono presenti Derice e Sanka raggiunti da Junior e “palla da biliardo”. Ma sono bravi a correre anche sul ghiaccio? Arrivati in Canada, i loro occhi si scontrano con quelli glaciali degli svizzeri: in un clima di attesa crescente, però, questi eroi di colore riescono a qualificarsi e finalmente lucidano il loro nuovo bob chiamato Cool Runnings o “pace nel viaggio”. 

Tutta la Giamaica, così, si riunisce per seguire la telecronaca di un sogno “sfumato” che in realtà è ancora in gioco e Derice studia a memoria le curve della gara di bob decisiva. “Via col ritmo, via col vento, Giamaica vince, io me lo sento!”. Grazie a questa esortazione, gridata da Sanka, i quattro protagonisti, dunque, concorrono per riscattare la bellezza di essere se stessi, creando un film bellissimo, divertente ed emozionante, da incorniciare nella storia cinematografica e risvegliare dalla memoria di ogni spettatore.

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