GIULIA DI SABATINO / Foto hard sul cellulare: Procura pronta a chiudere l’inchiesta? (Chi l’ha visto, oggi 28 settembre 2016)

- La Redazione

Giulia Di Sabatino, ad un anno dalla morte la possibile svolta? La famiglia rinnova gli appelli: chi sa parli. Documenti inediti nella puntata di Chi l’ha visto di oggi, 28 settembre 2016.

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Chi l'ha visto

La trasmissione Chi l’ha visto torna oggi ad affrontare uno dei casi ancora senza soluzione, quello legato alla morte misteriosa di Giulia Di Sabatino. Sul giallo, per il quale vi è un fascicolo aperto per istigazione al suicidio, si sono più volte espressi i genitori della ragazza volata giù dal cavalcavia proprio nel giorno del suo compleanno. Entrambi i genitori credono che la loro Giulia sia stata uccisa e invitano alla ricerca della verità. Qualche giorno fa, in occasione del primo anniversario della morte di Giulia Di Sabatino, si è espressa anche la criminologa Roberta Bruzzone sulle pagine del settimanale Giallo. “La Procura, secondo indiscrezioni, sarebbe ormai pronta a chiudere l’inchiesta ma ancora sono numerosi i punti da chiarire in questa vicenda”. E la criminologa non aveva affatto torno. E’ di pochi giorni fa, infatti, la notizia di un nuovo fascicolo aperto in merito alla morte di Giulia Di Sabatino: l’inchiesta è incentrata sulla pista della pedopornografia, dopo il ritrovamento di alcune foto hard sul cellulare della vittima. I punti oscuri attorno alla morte della 19enne restano ancora tanti e la famiglia continua a chiedere che sia fatta giustizia.

E’ trascorso un anno dalla misteriosa morte di Giulia Di Sabatino, giovane ragazza di Tortoreto volata giù dal cavalcavia della A14 nel giorno del suo compleanno. Il giallo sarà affrontato oggi nella nuova puntata di Chi l’ha visto, alla luce delle ultime novità. Mentre si continua ad indagare al fine di accertare il presunto suicidio al quale i genitori di Giulia non hanno mai creduto, gli inquirenti hanno aperto un nuovo fascicolo accanto a quello già presente per istigazione al suicidio. La nuova inchiesta si basa questa volta sulla pista della pedopornografia. Come scrive giornalettismo.com, i tecnici hanno accertato sul cellulare della vittima foto hard di giovanissime. Un uomo è stato quindi iscritto nel registro degli indagati: si tratta dello stesso soggetto dal cui cellulare sono state inviate le foto verso il cellulare della ragazza. Un nome diverso rispetto ai due già iscritti nel registro degli indagati per istigazione al suicidio. Intanto, i genitori tornano a chiedere che sia fatta luce sulla vicenda, continuando a sostenere la tesi dell’omicidio. “Noi lotteremo fino alla fine per darle giustizia”, hanno dichiarato, ad un anno dalla scomparsa della loro Giulia Di Sabatino.

Risale ad un anno fa la morte, tremenda, della 19enne Giulia Di Sabatino, volata giù da un cavalcavia in Mosciano Sant’Angelo il giorno del suo compleanno. La famiglia all’epoca non aveva creduto minimamente all’ipotesi di un suicidio e sembra, da quanto emerso in questi giorni, che i loro sospetti fossero fondati. Anche gli inquirenti avevano aperto un fascicolo all’epoca per istigazione al suicidio e le indagini ora hanno fatto luce su una possibile pista della pornografia minorile. L’esame del cellulare di Giulia Di Sabatino ha rilevato la presenza di alcune foto hard di ragazze giovanissime, motivo che ha spinto la procura termana ad iscrivere un uomo sul registro degli indagati. Maggiori approfondimenti verrano fatti durante la puntata di oggi, 28 settembre 2016, di Chi l’ha visto, tramite documenti inediti annunciati dalla redazione. Anche in passato gli inquirenti avevano puntato i riflettori verso due uomini, ma questa volta si tratta di una persona diversa. Come riporta Il Centro, in quel caso si trattava del 41enne che diede un passaggio a Giulia a bordo del suo scooter e del 25enne che l’accompagnò al cavalcavia con la famosa Panda rossa. Il difensore della famiglia Di Sabatino, l’avvocato Antonio Di Gaspare, ha voluto rilanciare di nuovo gli appelli già fatti in passato perché tutti coloro che conosco questa persona possa riferire tutto ciò che sanno. Potrebbe essere infatti utile ai fini dell’indagine, ma “ci teniamo a ribadire, proprio in considerazione dell’apertura della nuova inchiesta”, continua, “che le nostre richieste di chiarimento non si fondavano sul nulla”. Il padre Luciano e la madre Meri Koci non avevano infatti creduto che Giulia Di Sabatino si fosse tolta la vita, dato che stava facendo i preparativi per andare a Londra e “non aveva nessuna fretta di morire, aveva voglia di vivere”. 







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