CARLA FRACCI/ “Il bianco? Tutto ebbe inizio…” (Prodigi – La musica è vita)

- Francesca Pasquale

Carla Fracci protagonista della seconda edizione di Prodigi – La musica è vita, in onda su Rai 1 e che vedrà in gara tanti giovani talenti della danza, musica classica e canto lirico.

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Carla Fracci si racconta al Corriere della Sera

LE ORIGINI DEL LOOK TOTAL WHITE

Carla Fracci fa parte della giuria che questa sera prenderà parte alla seconda edizione del talent Prodigi – La musica è vita. Un format che sarà condotto da Rai 1 dalla strana coppia composta da Flavio Insinna e Anna Valle e che vedrà numerose esibizioni di precoci talenti in tre principali categorie: danza classica, musica classica e canto lirico. Carla Fracci naturalmente sarà chiamata, dall’alto della sua esperienza e delle propri doti artistiche, a valutare le perfomance relative alla danza classica. In una recente intervista rilasciata al quotidiano Il Corriere della Sera, la Fracci ha parlato del suo look total white spiegando come tutto ebbe inizio: “Il mio armadio? Ma non è vero che vesto solo di bianco! Nel guardaroba invernale, da qualche parte, ho anche qualcosa di marrone e persino di verde… Il bianco? Cominciai durante la gravidanza, nel 1969. Avevo pochissima pancia ma cercavo un modo per accentuare ancora di più la riservatezza di quel momento. Il bianco come discrezione, insomma. C’è una fotografia che mi ritrae a luglio, a Forte dei Marmi, con pantaloni e chemisier immacolati, accanto a Eugenio Montale”.

CARLA FRACCI E IL RICORDO DI EUGENIO MONTALE

Carla Fracci nella stessa intervista, ha voluto parlare di un grandissimo scrittore, poeta, letterato ed artista italiano quale è stato Eugenio Montale e che lei ha avuto la fortuna di conoscere da molto vicino. Sullo scrittore genovese che nel 1975 ha vinto il Premio Nobel per la letteratura la Fracci ha evidenziato: “Eugenio Montale? Era un uomo ironico e tenero. Cantava arie d’opera in spiaggia, era un bravo baritono. E in quei versi colse una fase importante della mia vita: io mi ero fermataper la gravidanza, avevo smesso di danzare, anche se solo pochi giorni prima avevo ballato L’Attesaal Castello Sforzesco, su musica di Albinoni e, incinta di quattro mesi, avevo danzato nelle Silphides a Napoli. Tre mesi dopo la nascita di Francesco ballavo a New York. Il piccolo vide l’America che non aveva un anno. Certo, poi, vestita di bianco e con un bambino in braccio parevo la madonna!”.



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