La Grande Storia/ Anticipazioni 28 dicembre: le tracce del ventennio

- Stella Dibenedetto

La Grande Storia va in onda oggi, giovedì 28 dicembre, in prima serata su Raitre: al centro del nuovo appuntamento ci sono Le tracce del ventennio fascista.

la_grande_storia_facebook
La grande storia

Oggi, giovedì 28 dicembre, alle 21.15 su Raitre, per i grandi appassionati di storia, torna l’appuntamento con il programma di approfondimento storico “La grande storia” che attraverso documenti esclusivi, immagini dell’epoca e reperti dal valore inestimabile, racconta in tv alcune delle pagine più importanti della storia italiana e mondiale. Anche in questa settimana di festa, l’appuntamento con La grande storia si rinnova. Al centro della nuova puntata del programma di Raitre c’è la storia del regime fascista che, per un ventennio, ha governato l’Italia con una dittatura che, nel corso degli anni, è diventata sempre più spietata. Tanti i documenti e i monumenti che, ancora oggi, testimoniano la presenza del regime fascista in Italia. Nell’appuntamento odierno de La Grande Storia, dunque, verrà raccontata la storia del triennio attraverso i diversi monumenti sparsi sul territorio italiano.

LA GRANDE STORIA, ANTICIPAZIOI PUNTATA 28 DICEMBRE

Le tracce del triennio è l’argomento della puntata odierna de La grande Storia. Il Foro Italico a Roma, la Stazione Santa Maria Novella a Firenze, il Ponte sulla Laguna a Venezia sono alcune delle tracce che il ventennio fascista ha lasciato in Italia. La Grande storia compie così un lungo viaggio in Italia alla ricerca di quei monumenti che continuano ad essere ammirati e odiati allo stesso tempo. Nell’appuntamento odierno del programma di approfondimento storico verrà anche affrontato il duello a distanza tra Hitler e Churchill iniziato dalle trincee delle Grande Guerra e proseguito per tutti gli anni ’20 e ’30, fino alla resa nella Seconda Guerra Mondiale. La Grande storia, poi, arriverà in uno dei luoghi cruciali del Ventennio: Predappio. E, infine, non mancheranno gli editoriali di Paolo Mieli.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori