FABRIZIO CORONA / Il collaboratore napoletano lo difende: “A Scampia portava speranza, snobba i malavitosi”

- Linda Irico

Fabrizio Corona processo, news 28 aprile 2017: nella nuova udienza un suo collaboratore ha raccontato che “portava speranza ai giovani di Scampia” e che “snobbava i malavitosi”

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Fabrizio Corona, teste in favore di Sara Tommasi - Instagram

Ieri si è tenuta una nuova udienza del processo contro Fabrizio Corona, imputato con la collaboratrice Francesca Persi per quei 2,6 milioni di euro in contanti trovati nel controsoffitto e nei conti in Austria. Al Tribunale di Milano è stato chiamato come teste un collaboratore napoletano di Corona, che lo ha dipinto come un portatore di speranza: “Nel mio quartiere, che è vicino a Scampia, tanti dei miei amici sono diventati criminali, ma io voglio dire qua che il signor Fabrizio Corona dà speranza a tante persone, a tanti giovani e ai piccoli imprenditori”.

Il teste, che ha conosciuto l’ex re dei paparazzi un anno e mezzo fa, ha parlato così del suo rapporto con Corona: “Sono diventato suo amico, lo portavo in giro in macchina alle serate che lui faceva e passavo quasi per il suo manager, ma non lo ero. Riusciva a fare fino a 10 eventi e ad incassare anche 5mila euro a evento, durante un capodanno ha fatto 7-8 discoteche, da giovedì a domenica faceva anche 30-40 mila euro. Lo cercavano e lo volevano tutti, perché lui dà speranza anche alle macellerie“. Nel raccontare come veniva pagato, il testimone è tornato ad elogiare Corona: “A volte sì, a volte mi dava 300, 400, 500 euro, non mi faceva mancare nulla, ma io non lo facevo per soldi ma perché gli voglio bene, lui è uno che snobba anche i malavitosi”.



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