Will Smith è morto/ La Bufala: la star di Hollywood ritrovata in casa… sul solito sito di fake news

- Niccolò Magnani

Will Smith è morto, la star di Hollywood trovata senza vita in casa: è la solita bufala conivisa dal sito di fake news. Ultime notizie, avvertenze e il rischio social della condivisione

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Will Smith è morto, la pagina "fake" (LaPresse)

Pianto, orrore consueto giro del web: Will Smith è morto dopo esser stato trovato in casa senza vita nella sua villa di West Philadelphia a Germantown. Ecco, diciamo che il mitico attore di Men in Black, di Willy Principe di Bel Air e di Io, robot in realtà se la passa benissimo e sta programmando tuti i suoi nuovi film della prossima stagione. Infatti è una bella e “classica” bufala quella che ieri ha preso il giro del web in poco tempo, complice il sito famoso per le fake news che a prima vista assomiglia e non poco alla testata La Repubblica. Toglieteci una “L” e il gioco è fatto: il sito diventa ”Repubbica” e le notizie diventano un totale ripetitivo di bufale e fake news. Nel momento di massima preoccupazione al mondo tra stampa, contenuti web e social sul mondo delle fake news, eccone una bella e buona che purtroppo molti hanno digerito come vera, dimostrando che il problema è tutt’altro vicino alla soluzione.

Notizia falsa, infondata, non vera, assolutamente sbagliata, insomma quanto ne potete mettere per capire che Will Smith non solo non è morto ma sta benissimo e probabilmente starà ringraziando i “simpatici” fake giornalisti cha hanno voluto fargli una bella sorpresa allungandogli la vita (come nella migliore tradizione onirica per cui sognare la morte di qualcuno in realtà gli allunga la vita). Il problema infatti non è per Will Smith, ma per tutti quelli che sono cascati per l’ennesima volta nella spirale di bufala, condivisione e messaggi di lutto troppo affrettati. Tra l’altro non è mica la prima volta che il povero Will viene “ucciso” dal web, già nel 25 gennaio 2016 con l’esatta dicitura “è morto ed è stato trovato in casa misteriosamente senza vita”: suddai, un po’ di originalità la prossima volta. Il dibattito sarà lungo e serrato ma intanto ci permettiamo di darvi un consiglio: la prossima volta, guardare bene il nome delle testate giornalistiche che vengono condivise. Potrete farvi già da subito qualche risata…



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