QUARTO GRADO/ La domenica: Yara Gambirasio, un contatto tra la ragazzina e Bossetti? (9 aprile 2017)

- Morgan K. Barraco

Quarto Grado – La domenica: Gianluigi Nuzzi si concentrerà sul caso di Yara Gambirasio, la 13enne uccisa nel 2010 e della cui morte è accusato Massimo Bossetti (9 aprile 2017)

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Viero e Nuzzi, conduttori di Quarto Grado

Il prossimo 30 giugno, esattamente alla vigilia del primo anno dalla condanna all’ergastolo a carico di Massimo Bossetti, ritenuto l’assassino di Yara Gambirasio, prenderà il via il processo d’Appello a suo carico. Una data importante e che già da ora sta raccogliendo l’attenzione mediatica, esattamente come accaduto nel corso del processo di primo grado. Del delitto di Brembate si occuperà questa sera la trasmissione Quarto Grado – La domenica, la quale ripercorrerà l’intera vicenda culminata nell’omicidio di Yara Gambirasio. Nel frattempo si rincorrono le indiscrezioni e le notizie sul muratore di Mapello, sempre più deciso a dimostrare la sua innocenza anche con una lettera che recentemente ha inviato ai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Brescia, chiedendo con forza di non insabbiare le prove e soprattutto di permettere una superperizia sul Dna. Sempre il Dna tornerà con insistenza anche nel secondo grado, ponendo così la difesa contro la tesi dell’accusa e tentando di ribaltare le sorti del muratore che ha sempre negato un contatto con la 13enne. Nonostante questo, come dichiarato di recente dal settimanale Giallo, sono stati gli stessi legali difensori di Bossetti ad avanzare l’ipotesi di un possibile contatto tra il presunto assassino e la vittima, al punto da dichiarare, nelle motivazioni del ricorso in appello: “Non c’è stata una valutazione della pluralità di indizi alternativi rinvenuti sul corpo della vittima, trasformando così, senza alcun altro riscontro, un possibile contatto in un’aggressione omicida”. Per la prima volta, dunque, viene ammesso che tra l’uomo e la ragazzina potrebbe esserci stato un contatto, ponendo così una contraddizione evidente rispetto alle parole di Massimo Bossetti, dal suo arresto ad oggi. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

Gianluigi Nuzzi approfondirà nella puntata di Quarto Grado – La domenica di oggi, 9 aprile 2017, il caso della giovane Yara Gambirasio. Una tragedia che ha sconvolto l’Italia ed ha indignato l’opinione pubblica e che proseguirà nella sua vicenda giudiziaria il prossimo 30 giugno. E’ in questa data, infatti, che Massimo Bossetti potrà presentarsi nuovamente di fronte ai giudici per l’udienza d’appello. La morte di Yara Gambirasio avviene nella notte del 26 novembre del 2010, dopo che la 13enne ha lasciato la palestra di Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo, in cui ha effettuato un allenamento. Il suo corpo verrà ritrovato solo tre mesi più tardi, in un campo che dista 10 km dal paesino in cui è scomparsa. Le prime analisi della scientifica individuano tracce di DNA sul cadavere di Yara Gambirasio, classificate in seguito come appartenenti a Ignoto 1. Sulle prime si punta il dito contro un operaio di origini marocchine, ma il primo risultato di un controllo incrociato fra il materiale genetico di Ignoto 1 e quello di centinaia di persone, rivela un dettaglio importante: le tracce corrispondono al figlio naturale di un autista, Giuseppe Guarinoni, morto nel 1999. Ma chi è Ignoto 1? 

Ignoto 1 è il primo dei grandi misteri che ruotano attorno alla morte di Yara Gambirasio. Giuseppe Guarinoni, infatti, ha ufficialmente tre figli, ma nessuno di questi corrisponde al DNA ritrovato sul corpo della ragazzina. In seguito ad una ricerca approfondita delle autorità, si risale fino a Ester Arzuffi ed al figlio Massimo Giuseppe Bossetti. Gli inquirenti non hanno dubbi: il muratore di Mapello è Ignoto 1 e quindi il presunto assassino di Yara Gambirasio. Una rivelazione shock, soprattutto per Massimo Bossetti, che fino a quel momento ignorava che il padre biologico fosse diverso dall’uomo che l’ha cresciuto, il marito della Arzuffi. L’arresto di Bossetti avviene solo nel giugno del 2014, in seguito alla raccolta di numerose prove e testimonianze. La condanna per “il Favola”, come è conosciuto fra amici e colleghi per via del suo vizio di raccontare favole, menzogne, arriva poco più di due anni più tardi. E’ solo l’inizio di uno dei processi più lunghi della cronaca italiana, perché Massimo Bossetti accuserà di contro diverse persone, fra cui anche il padre della stessa Yara Gambirasio. 



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