BABY K / Con Andrès Divicio, Voglio ballare con te si aggiudica il disco di platino ( Wind Summer Festival)

- Susanna Sala

Baby K farà scatenare la piazza del Wind Summer Festival con il suo singolo “voglio ballare con te”. Un altro successo estivo dopo Roma-Bangkok

Baby_K
Baby K

DOPO ROMA-BANGKOK UN ALTRO SUCCESSO

Anche Baby K ha partecipato al Wind Summer Festival, la kermesse canora organizzata a Roma alla fine di giugno e ora riproposta da Canale 5. La cantante sta spopolando nelle radio italiane con il suo nuovo singolo: voglio ballare con te, per il quale ha collaborato con Andrés Divicio e che si è appena aggiudicato il disco di platino, a meno di due mesi dall’uscita. Baby K è lo pseudonimo di Claudia Nahum, nata nel febbraio del 1983 a Singapore e cresciuta a Londra, prima di fare il suo ritorno in Italia, precisamente a Roma. La sua passione per la musica l’ha spinta a frequentare la Harrow School of Young Musicians, che le ha permesso non solo di affinare le sue doti, ma anche di fare le prime esperienze in giro per l’Europa. All’inizio del nuovo millennio ha iniziato a collaborare con alcune radio, dedicandosi in particolare a programmi sull’hip hop. Il suo esordio sulla scena artistica è avvenuto però nel 2006, quando ha iniziato una proficua collaborazione con il rapper Amir. Nel periodo successivo ha continuato a collaborare con artisti della scena hip hop, preparandosi al meglio per il debutto ufficiale, avvenuto nel 2013, quando ha dato alle stampe il suo primo lavoro in studio, Una seria. L’accoglienza da parte del grande pubblico è stata molto buona, anche grazie ad una manciata di singoli che hanno fatto da apripista all’album. Il successore della prova di esordio è arrivato due anni dopo, quando Baby K ha pubblicato Kiss kiss bang bang, trainato stavolta dal singolo Roma-Bangkok, singolo più venduto nel nostro Paese dal 2010 in poi e premiato da ben nove dischi di platino.

BABY K, IL SUO STILE E I MUSICISTI CHE L’HANNO ISPIRATA

Nel corso di un’intervista ha affermato di essere stata largamente influenzata dalla permanenza londinese, non solo da un punto di vista artistico, ma anche per la visione internazionale che caratterizza la capitale del Regno Unito. Ha anche spiegato di non aver adottato l’inglese per i suoi brani per una scelta artistica derivante dalla consapevolezza che il pubblico italiano è molto più attento alle parole di quanto non sia quello britannico e cantando nella sua lingua madre gli sarebbe risultato più facile varare testi più complessi. All’accusa di non essere una vera e propria artista hip hop, in quanto il suo modo di rappare si allontanerebbe troppo dai canoni del genere, ha poi risposto affermando che questo tipo di musica si sta rapidamente evolvendo, fattore che occorre tenere in assoluta considerazione se non si vuole rimanere indietro. Ha anche spiegato la sua avversione per una artista cui viene a volte paragonata, ovvero Iggy Azalea, da lei considerata alla stregua di un semplice fenomeno di costume. Tra le sue fonti di ispirazione ha invece voluto citare Azeala Banks, M.I.A. e Nelly Furtado. In un’altra intervista concessa a Rolling Stone, Baby K ha invece affrontato il tema relativo agli haters, ovvero coloro che sui social media spargono veleno sulle sue capacità di rapper. Ha infatti affermato di essere arrivata al punto di non dare alcuna importanza al fenomeno, dopo un primo momento in cui invece era pronta a risentirsi per le critiche. Ha anche voluto confermare come all’interno del rap italiano le ragazze si distinguano dai colleghi maschi per un certo spirito di solidarietà, che si evidenzia anche con il riconoscimento verso le artiste che hanno fatto da apripista alle altre. Nel suo caso, Baby K cita spesso La Pina e Posi Argento, da lei considerate una vera fonte di ispirazione cui attingere appena possibile.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori