GABRIELLA FERRI/ L’eredità artistica (Techetechetè)

- Francesca Pasquale

La puntata odierna di Techetechetè ricorda l’indimenticata cantante ed attrice Gabriella Ferri ed in particolare le sue performance con la compagnia de Il Bagaglino.

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il film drammatico nel primo pomeriggio di Rai 1

GABRIELLA FERRI NELLE ARTI

Il testamento artistico-spirituale di Gabriella Ferri è rappresentato dalla lunga racconta Canti Di Versi, un vero e proprio melting pot tra ritmi jazz, tanghi e flamenchi. Celebri le sue reinterpretazioni di Vamp, di Paolo Conte, Lontano lontano, di Luigi Tenco, e Stornello dell’estate, di Ennio Morricone. Altrettanto degni di nota i brani Una donna sbagliataSono partita di seraÈ scesa ormai la sera, la commovente Via Rasella e un altrettanto struggente O sole mio. Alla sua scomparsa seguirono innumerevoli omaggi da parte di amici e colleghi del mondo dello spettacolo. Tra questi, lo spettacolo di teatro-canzone Romana dell’attrice Tosca; il racconto nostalgico di Elena Bonelli nella pièces Elena, Nannarella e Gabriella; il tour di Antonella Morea Io la canto così; e poi ancora le dediche musicali di Vocedelledonne con l’album Controcorrente e l’introduzione nella colonna sonora del film Saturno contro della sua Remedios. [agg. di Rossella Pastore]

LA MORTE

Le apparizioni televisive di Gabriella Ferri si fecero sempre più sporadiche con l’aggravarsi della malattia. La versione ufficiale vorrebbe la Ferri morta a seguito di una caduta dalla finestra, nel suo secondo tentativo di suicidio a distanza di trent’anni. La prima volta fu nel ’75, a pochi giorni dalla scomparsa del padre Vittorio. La famiglia ha sempre smentito ogni ipotesi di suicidio: Gabriella faceva uso di antidepressivi, e l’incidente poteva esser stato causato un banale malore. A conferma di questa tesi, il fatto che la Ferri non avesse lasciato alcun biglietto di addio, e che il lunedì successivo avrebbe dovuto partecipare a un programma tv al quale non intendeva assolutamente mancare. Da tempo ormai conduceva una vita ritirata, a parte qualche rara apparizione in qualità di opinionista televisiva. L’ultimo album, che sancì il suo definitivo abbandono delle scene, risale al 1997. [agg. di Rossella Pastore]

NE ‘IL BAGAGLINO’ EBBE INIZIO LA COLLABORAZIONE CON PINTUCCI

Questa sera, martedì 29 agosto, nell’access prime time di Rai 1 va in onda una puntata speciale di Techetechetè dedicata alla compagnia teatrale de Il Bagaglino ed ai suoi celebri artisti che vi hanno fatto parte nel corso degli anni. Tra questi anche la cantante romana Gabriella Ferri scomparsa nell’aprile del 2004 a Corchiano in seguito alla caduta di una finestra della sua abitazione. Una esperienza all’interno della compagnia fondata da Pier Francesco Pingitore che ebbe inizio nel 1966 diventandone la cantante ufficiale. Sarà proprio durante il periodo trascorso con la compagnia de Il Bagaglino che Gabriella Ferri avrà la possibilità di incontrare Piero Pintucci, storico compositore e direttore di orchestra nato a Fiesole nel 1943. Tra Pintucci e la Ferri ebbe inizio una lunga collaborazione artistica dalla quale nacquero pezzi di un certo spessore come nel caso di È scesa ormai la sera oppure Ti regalo gli occhi miei, canzone quest’ultima che ebbe un certo seguito soprattutto nel mercato sudamericano.

LA CARRIERA

Gabriella Ferri è nata a Roma il 18 settembre del 1942 ed in particolare è cresciuta nel quartiere di Testaccio. Da sempre appassionata di canto e musica, inizia la propria carriera proponendo degli spettacoli musicali dove riprende alcune canzoni che fanno parte del repertorio folk romano. La sua musica è molto apprezzata anche al di fuori di Roma tant’è che ben presto si esibisce nei migliori locali di Milano. Nell’anno 1964 arriva la prima esperienza televisiva nell’ambito della trasmissione La fiera dei sogni presentata da Mike Bongiorno in cui la Ferri assieme all’amica e collega Luisa De Santis, canta il brano La società dei magnaccioni. Il successo è clamoroso. Pochi giorni dopo l’uscita televisiva vengono vendute circa 1 milione e 700 mila copie in tutta Italia diventando una sorta di inno generazionale. Parte così una sfavillante carriera musicale che la vedrà pubblicare 15 album tutti registrati in studio e prendere parte a svariati programmi tv come nel caso di Dove sta Zazà, Per chi suona la campanella e Biberon.

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