NICOLETTA MANTOVANI/ “Il luogo più importante per Luciano era la cuncina” (Pavarotti, un’emozione senza fine)

- Francesca Pasquale

A dieci anni dalla scomparsa del suo Luciano, Nicoletta Mantovani prende parte su Rai 1 allo spettacolo Pavarotti un’emozione senza fine, condotto da Carlo Conti.

nicoletta_mantovani_lapresse Nicoletta Mantovani

“IL MIO LUCIANO MI MANCA ANCORA MOLTISSIMO”

Questa sera su Rai 1 viene trasmesso dall’Arena di Verona lo spettacolo Pavarotti un’emozione senza fine, presentato da Carlo Conti. Un omaggio al grande tenore modenese voluto anche da Nicoletta Mantovani, la compagna dell’ultima fetta della sua vita. La Mantovani qualche giorno fa ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano Il Corriere della Sera nella quale ha evidenziato come nonostante siano passati già dieci anni dalla scomparsa del celebre tenore, gli manchi tantissimo. Inoltre ha voluto rimarcare il successo che sta ottenendo la casa museo dedicata all’artista appena fuori Modena: “Facciamo una media di 50 mila visitatori all’anno. Vengono anche famiglie con i bambini piccolissimi, una bellezza”. Invece parlando della quotidianità con Big Luciano, ha rimarcato come la cucina fosse per lui il luogo più importante: “Il luogo più importante per lui era la cucina, avevamo sempre tanti ospiti: non doveva mancare niente. Anzi, era tutto doppio”.

IL LEGAME CON LA FIGLIA ALICE

Nella medesima intervista Nicoletta Mantovani facendo riferimento a dei disegni in matita esposti nella casa – museo dedicata a Luciano Pavarotti, ha raccontato di come siano stati fatti dalla loro figlia Alice che ora ha 14 anni: “Li ha fatti Alice, lei e Luciano dipingevano insieme, un’attività che li legava molto e una delle cose che lei ricorda meglio. I colori, le matite… Studia al classico, le piace molto il greco antico. Vedremo più avanti che strada deciderà di prendere.. La sua malattia? Luciano si accorse di essere malato un anno e mezzo prima, la sua ultima esibizione fu all’Olimpiade di Torino, poi iniziò a stare male. Andammo a New York, all’inizio si pensava a un problema legato alla colonna vertebrale. Quando i medici capirono, lo operarono. L’intervento andò bene, ma dopo un anno cominciò a peggiorare”.





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