Silvio Orlando / L’esigenza del pubblico di “riconoscersi in quello che succede in scena” (Che tempo che fa)

- Fabio Belli

Silvio Orlando ospite a Che tempo che fa. Intervistato da Fabio Fazio nella puntata di domenica 21 gennaio, l’attore attualmente impegnato con “Lacci” in teatro si racconta 

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Silvio Orlando

Silvio Orlando continua a riscuotere un grande successo teatrale con il suo ultimo spettacolo dal titolo Lacci, una rappresentazione tratta dall’omonimo libro di Domenico Starnone. Di questo e di tanto altro l’attore parlerà questa sera a “Che tempo che fa”, dove avrà la possibilità di raccontare e raccontarsi anche attraverso il suo personaggio. In una recente intervista concessa a Elena Masueli per Lastampa.it, Silvio Orlando ha anticipato alcune caratteristiche dello spettacolo, una rappresentazione dove ogni uomo può sentirsi al centro della scena: “C’è proprio una esigenza, prepotente, del pubblico di riconoscersi in quello che succede in scena, al di là dei classici, che comunque sono uno specchi eterno della nostra vita. Però trovare situazioni nostre, parole nostre, la vita nostra in scena quella è una molla di attrazione fantastica”. Nelle sue parole, anche il vero significato del titolo, nato soprattutto da un legame che tiene insieme i vari protagonisti: “La paura di volare, quindi anche il rientro in casa dopo un tradimento durato quattro anni, quindi la finta riconciliazione: non è soltanto il ritratto di una famiglia, ma una finta riconciliazione” (Agg. di Fabiola Iuliano)

“IL CINEMA? PERICOLOSO E MISTIFICATORE”

Al momento in tour teatrale con “Lacci” di Domenico Starnone, Silvio Orlando sarà ospite a Che tempo che fa da Fabio Fazio domenica 21 gennaio. Il teatro resta un grande amore dell’attore napoletano alla stregua della sua città. Una volta ha raccontato in una delle interviste rilasciate: “Quando parli di Napoli, parli di odori, rumori, volti e voci che nella testa delle persone rappresentano qualcosa di molto preciso. Da quel mondo io ero stato strappato a quattro anni per emigrare in alto, al Vomero, la Collina Fleming della mia città. Un posto in cui sentire di avere delle radici per me è impossibile.” Una mancanza di radici popolari che Silvio Orlando ha ricercato anche nel cinema, pur restando probabilmente il teatro il suo amore principale. Verso il cinema Orlando ha sempre avuto un rapporto ambivalente: “Il cinema. Pericoloso e mistificante. Nei due mesi in cui lavori fianco e fianco, ti pare di non poter vivere senza quella persona e che anche l’altra non possa fare a meno di te. Poi si smontano le tende, si fanno le valigie e quando il film è finito, è finito.”

SILVIO ORLANDO: SPETTATORE PER FINTA NEGLI ANNI 70

La sua figura è spesso stata legata a quella del regista romano Nanni Moretti, del quale ha interpretato molti film. Memorabile la sua interpretazione in “Il Caimano”, in un momento in cui la figura di Berlusconi al cinema tornerà presto in auge grazie alla pellicola girata da Paolo Sorrentino, il lavoro compiuto da Orlando e Moretti nel 2006 è stato da precursori. D’altronde Silvio Orlando può essere considerato un decano della recitazione italiana, visto che i suoi sul palco, come da lui raccontato, risalgono: “A metà degli anni 70. Ho fatto di tutto, il secondo bersagliere come lo spettatore. Intendo proprio lo spettatore finto. Per giustificare l’inizio dello spettacolo, in caso di controllo della Siae, bisognava sedere in platea e poi compilare surrettiziamente il borderò.” Quando si dice fare di necessità virtù: un’abitudine che è stata molto utile a Silvio Orlando anche nell’interpretazione di molti ruoli, passando da parti drammatiche ad altre che hanno fatto la storia della commedia all’italiana moderna.”

LA NOSTALGIA DI… BRESCIA 

Spesso, le parole di Silvio Orlando riguardo la sua carriera sono state impietose: “Ho fatto buoni film, film medi e schifezze. Sarebbe ridicolo pensare di aver partecipato a dei capolavori perché non è accaduto, ma sarebbe ancora più grottesco pensare di aver fatto una carriera coerente. Sono un attore, gliel’ho detto.” Tra i suoi rammarichi, come raccontato in una recente intervista rilasciata al quotidiano “Il Messaggero”, il non aver potuto mostrare al padre, morto nell’anno in cui interpretò “Il Portaborse” di Luchetti sempre al fianco di Nanni Moretti, i suoi maggiori successi, e il non essere tornato a Brescia negli ultimi 25 anni, una città che a sua detta gli ha lasciato qualcosa che non è più riuscito a ritrovare altrove. D’altronde le chiacchierate a ruota libera di Silvio Orlando hanno sempre regalato spunti interessanti ai suoi intervistatori, e Fabio Fazio spera di poter scovare altre chicche nella puntata di domenica 21 gennaio di Che tempo che fa.”

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