Maria Claudia Loi/ “Non proviamo odio per chi ha ucciso Emanuela, ma un bisogno di giustizia e memoria”

- Fabio Morasca

Maria Claudia Loi, sorella di Emanuela Loi, la poliziotta rimasta uccisa nell’attentato a Paolo Borsellino, è stata intervistata alla vigilia della messa in onda del film tv La scelta.

greta_scarano_emanuela_loi_web
Greta Scarano è Emanuela Loi (Web)

Quando Emanuela Loi perse la vita stava prestando servizio come agente di scorta del giudice Paolo Borsellino. E pensare che fare la poliziotta non era il suo sogno. Lo ha svelato la sorella Maria Claudia qualche anno fa: «Lei amava molto i bambini, per questo si diplomò all’Istituto magistrale di Cagliari, sperava tanto di diventare insegnante. Il destino invece le assegnò un indirizzo di vita assai diverso rispetto alle sue aspirazioni più profonde». Fece il concorso in Polizia per far compagnia a lei. Ironia della sorte era Maria Claudia a voler diventare poliziotta, ma non raggiunse una posizione utile in graduatoria, a differenza invece di sua sorella, che superò a pieni voti le selezioni. «Inizialmente non era assolutamente convinta di quanto andava a fare, viveva il dramma interiore della sua scelta, avvenuta per circostanze così impreviste». Poi però si dedicò con impegno e dedizione al servizio, al punto tale che la settimana prima della sua morte tornò a lavoro nonostante non stesse bene. «Non conserviamo dei sentimenti di odio verso gli assassini, ma bensì un desiderio di giustizia, di legalità e di memoria», scrisse la sorella di Emanuela Loi in una lettera aperta. (agg. di Silvana Palazzo)

“NON CI DISSE MAI DI ESSERE STATA ASSEGNATA A BORSELLINO”

Maria Claudia Loi, sorella di Emanuela Loi, la poliziotta che perse la vita nel 1992, nell’attentato di Via D’Amelio al giudice Paolo Borsellino, è stata intervistata dal settimanale DiPiù. Emanuela Loi sarà la protagonista del film tv La scelta – Emanuela Loi dove l’attrice Greta Scarano presterà il volto alla poliziotta di scorta uccisa a soli 24 anni. Maria Claudia Loi ha parlato della sorella, dichiarando che il mestiere di poliziotto arrivò quasi per caso nella sua vita: “Voleva fare la maestra elementare. Ero io quella che avrebbe dovuto indossare la divisa”. Maria Claudia ed Emanuela fecero il concorso insieme e soltanto Emanuela lo passò a pieni voti. Dopo sei mesi di addestramento a Trieste, Emanuela Loi fu assegnata a Libertà, a Palermo, dove negli anni ’80, già diversi uomini delle forze dell’ordine pagarono con la vita la lotta alla criminalità organizzata. Maria Claudia Loi ha svelato che la sorella, all’epoca, faceva il possibile per tranquillizzare i loro genitori.

EMANUELA LOI: IL GIORNO DELLA TRAGEDIA

Il film tv tratterà anche l’amicizia tra Emanuela Loi e Antonio Montinaro, caposcorta del giudice Giovanni Falcone, rimasto ucciso nella strage di Capaci. Montinaro, nel film, è interpretato da Riccardo Scamarcio. Stando ad una voce mai confermata, Emanuela Loi chiese di far parte delle scorte proprio dopo la morte di Montinaro. Quando Emanuela fu assegnata a Paolo Borsellino, decise di non informare la famiglia a riguardo. Queste sono le dichiarazioni di Maria Claudia: “Emanuela non ci disse mai di essere stata assegnata a Borsellino. Sapeva benissimo che mamma e papà sarebbero morti di crepacuore”. Maria Claudia Loi, infine, ha ricordato il giorno della tragedia con dichiarazioni che provocano la pelle d’oca: “Ero in vacanza in Trentino. Mia madre aveva saputo dalla tv dell’attentato a Borsellino. La rassicurai. Tornai in albergo e un giornalista del Tg3 stava elencando i nomi delle vittime. Disse “Emanuela”. E prima di sentire il cognome, mi accasciai priva di sensi”. La Loi si è anche complimentata con Greta Scarano per la sua interpretazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori