Paolo Gentiloni/ Canone Rai: “No all’abolizione, ma allargare la forbice degli esentati” (Che tempo che fa)

- Bruno Zampetti

Che tempo che fa inizia il 2018 con un ospite d’eccezione: il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Non sono mancate polemiche per la sua presenza in trasmissione

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Sondaggi Politici, Paolo Gentiloni (LaPresse)

L’INTERVISTA

Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è il primo ospite della serata: “Ho visto la Befana”, dice, col tono di chi davvero non se l’aspetta. Ma è chiaramente una boutade: la sua voce è perennemente melliflua. La Befana in questione è Luciana Littizzetto, che si presenta con scopa, cappello e scarpe tutte rotte. “So che a Roma mi chiamano Er Moviola”, scherza, ma Fazio lo incalza coi pronostici: “Penso che il Centrosinistra sia ancora un’alternativa valida. Spero solo che l’Italia non giochi al Rischiatutto, votando chi non è in grado di governarla”. Politica estera. “Io, il pulsante, non ce l’ho. Su Kim Jong-un dico: meglio non sottovalutarlo. Posso solo sperare che la Corea del Sud intervenga in merito”. Ultimo tema, l’auspicata abolizione del canone Rai: “No, ma allargare la forbice degli esentati. Il canone è necessario”. E continua: “La Rai non è la BBC, ma probabilmente viene subito dopo”. [agg. di Rossella Pastore]

GENTILONI OSPITE

Che tempo che fa inizia il 2018 con un ospite d’eccezione: il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Prima della fine dell’anno, il Presidente della Repubblica Mattarella ha sciolto le camere e dunque gli italiani torneranno al voto il 4 marzo. Nel frattempo il Governo, come ha avuto modo di spiegare il Premier nella conferenza stampa di fine anno, non tirerà i remi in barca e continuerà a lavorare. Gentiloni è appena tornato da un periodo di vacanze a Dobbiaco, dove ha ricevuto la visita di Arno Kompatscher, Presidente della Provincia di Bolzano, il quale ha voluto ringraziare l’esecutivo per le misure introdotte in favore della provincia autonoma. La presenza di Gentiloni nello studio di Fazio è stata comunque già fonte di una polemica, dato che Dagospia ha fatto notare che ancora non è in vigore la par condicio e dunque quello che il Premier dirà potrà andare a vantaggio del suo partito, il Pd, senza che il tempo a sua disposizione venga conteggiato ai fini appunto della par condicio.

CANONE RAI, AFFRONTERÀ QUESTO CONTROVERSO TEMA?

Prima dell’Epifania, Paolo Gentiloni ha commentato su Twitter i dati dell’Istat relativi al terzo trimestre del 2017 sui conti pubblici e il potere d’acquisto delle famiglie con queste parole: “Dati incoraggianti sui conti pubblici, comincia a scendere la pressione fiscale, cresce finalmente il potere d’acquisto delle famiglie italiane. Risultati da migliorare, non da sprecare”. Non è da escludere, però, che possa intervenire su un tema di cui si sta dibattendo molto negli ultimi giorni: l’abolizione del canone Rai ipotizzata dal Partito democratico. Non solo perché Gentiloni è membro del Pd, ma anche perché è stato in passato Presidente della Commissione di vigilanza Rai, nonché ministro delle Comunicazioni e autore di una riforma relativa al settore televisivo. Il Premier potrebbe anche parlare della sua ricandidatura alle politiche, dove secondo alcune indiscrezioni potrebbe trovarsi ad affrontare, nel collegio di Torino, Laura Boldrini, Presidente della Camera.

PAOLO GENTILONI, RIPECORRIAMO LA SUA CARRIERA

Paolo Gentiloni Silveri è nato a Roma nel 1954. La sua famiglia ha origini nobili e dopo la laurea in Scienze politiche diventa giornalista professionista. Già da giovane si interessa di politica, anche se nella sinistra extraparlamentare. Diventa portavoce di Francesco Rutelli quando questi viene eletto Sindaco di Roma e viene anche nominato assessore al Giubileo del 2000 e al Turismo. Nel 2001 viene eletto deputato con La Margherita e dal 2005 al 2006 presiede la commissione Vigilanza della rai. Rieletto alla Camera dal 2006 al 2008 è ministro delle Comunicazioni nel Governo Prodi. Si candida poi nel Pd e viene eletto ancora deputato. Nel 2012 si candida alle primarie per diventare Sindaco di Roma, ma viene sconfitto da Ignazio Marino e David Sassoli. Rieletto deputato alle elezioni del 2013, nel 2014 viene scelto da Matteo Renzi come ministro degli Esteri al posto di Federica Mogherini, scelta come Alto rappresentante della politica estera dell’Ue. Dopo le dimissioni di Renzi, alle fine del 2016, viene designato come presidente del Consiglio e il suo Governo ottiene la fiducia.

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