GIANLUIGI PARAGONE/ “Rai? Rimasta ai tempi del Nazareno”

- Emanuele Ambrosio

Gianluigi Paragone, componente della vigilanza Rai, parla dell’azienda di Viale Mazzini dicendo: “rimasta ai tempi del Nazareno” e sul M5S dice “avvantaggiato”

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Gianluigi Paragone (Facebook)

Gianluigi Paragone negli ultimi giorni ha preso una posizione netta in merito al presunto compenso percepito da Cottarelli nel programma televisivo “Che tempo che fa” di Fabio Fazio. Il giornalista e senatore del Movimento Cinque Stelle ha dichiarato al Corriere: “Chi ha stipulato il contratto a Cottarelli, ospite fisso di Fazio a Che tempo che fa?”. Proprio dell’azienda di Viale Mazzini, dove il giornalista ricopre il ruolo di commissario della Vigilanza, è tornato a parlare durante un’intervista rilasciata a “La notizia”. “La Rai è rimasta ai tempi del Nazareno” dice il senatore del M5S che ha descritto con minuzia di dettagli l’attuale sistema presente all’interno della tv di Stato: “È un sistema che sta sparando le ultime cartucce figlio della logica dell’inciucio”. Parole pesanti quelle del conduttore del programma “La Gabbia” che prosegue: “è paradossale che questo succeda proprio quando veniamo attaccati noi” riferendosi al M5S. Intanto in Rai è tempo di nomine e quindi di novità.

GIORNALISTI LIBERI, NON AMICI

In merito ai possibili candidati, il giornalista è convinto di una sola cosa: “qualsiasi scelta deve ridare dignità al personale della Rai. E lo dico prescindendo dai Tg”. Paragone, infatti, si riferisce anche ai programmi che vengono realizzati in centri esterni a quelli della Rai, una scelta non condivisa dal giornalista che per il futuro auspica la possibilità di privilegiare proprio gli studi di Mamma Rai. Non solo, l’attuale commissario di vigilanza della Rai, sa bene cosa è necessario cambiare affinché la tv di Stato possa funzionare. La prima rivoluzione sarebbe quella di lasciare i partiti politici al di fuori delle scelte. “Il fatto che la Rai non debba dipendere da società esterne o dagli agenti degli artisti sarebbe un altro pezzo di rivoluzione” dice. Sull’informazione poi arriva la stoccata: “i direttori amici non portano mai bene ai Governi. Non vogliamo giornalisti amici, ma giornalisti liberi”.

RAI, RUOLO CENTRALE

Il giornalista ha anche sottolineato come il Movimento Cinque Stelle, il partito a cui si avvicinato durante le polemiche contro il Decreto Lorenzin circa le vaccinazioni obbligatorie, non sia tra i preferiti della Rai e quindi per questo motivo partono avvantaggiati! Secondo Paragone la Rai dovrebbe capire di ragionare ed adoperarsi come azienda avendo un potenziale davvero enorme. Potenziale che per il giornalista non è stato sfruttato al 100%: “è stato mortificato. Vogliamo ricordare i giornalisti della Rai che non hanno potuto giocare la partita dei Mondiali perché c’è stato chi aveva deciso che i Mondiali senza Italia non avevano interesse”. Su una cosa poi non ha dubbi, sul ruolo della Rai nell’ottica dei cambiamenti promessi dal Governo M5S e Lega: “un ruolo centrale”. Infine Paragone ha dichiarato di aver avanzato nella commissione di Vigilanza della Rai anche alcune nuove idee circa il mercato pubblicitario: “dovrebbe tirare una nuova disciplina guardando anche a quello che accade in Europa”.



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