FRANCESCO MANDELLI: SONO PAPA’/ “Da quando è nata Giovanna ho altre priorità. Quelle zuffe all’Oratorio…”

- Paolo Vites

Francesco Mandelli, da attore comico stile demenziale si trasforma in regista di film impegnati, con un’opera prima dedicata al bullismo sui giovanissimi

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Francesco Mandelli a Che tempo che fa

Per anni Francesco Mandelli è stato il re dell’umorismo più demenziale e irriverente, nel duo prima televisivo poi cinematografico de I soliti idioti. Poi sono arrivati i cosiddetti cinepanettoni, i film di successo del periodo natalizio, in cui ha sempre recitato la parte dello svampito, anzi dello stordito. Adesso è diventato grande. E’ anche, soprattutto, diventato papà, ha una bambina Giovanna di 4 anni. Questa nuova responsabilità lo ha fatto cambiare (ma crediamo non per molto) e alla Festa de cinema di Roma presenta il suo primo film “serio”, Bene, ma non benissimo, di cui è regista, il cui tema è di scottante attualità: il bullismo. Forse avere una figlia che fra poco andrà a scuola e quindi potrà avere a che fare con quel tipo di episodi lo ha fatto decidere di occuparsi di questo.

AMICIZIA CONTRO IL BULLISMO

Lo dice lui stesso in una intervista pubblicata oggi su La Stampa: da quando è nata Giovanna le mie priorità sono cambiate. Il film, ideato da Fabio Troiano con la sua collaborazione, “parla di amicizia e bullismo”, spiega, sapevo che era una esperienza rischiosa ma ho voluto mettermi alla prova”. E’ la storia di una ragazzina grassottella che con la madre lascia il sud dove è nata per trasferirsi a Torino. Il bullismo, spiega, tocca soprattutto le ragazze: “Ma è importante parlare delle donne, ho avuto la fortuna di trovare una interprete fantastica, Francesca Giordano”. Della sua adolescenza Mandelli ricorda le zuffe all’oratorio, gli scherzi che faceva e che subiva, non vero bullismo, ma, dice, l’importante è avere alle spalle una famiglia che ti sostiene e che ti protegge. Da piccolo, dice ancora, si offriva in prima persona di aiutare chi veniva escluso, bullizzato: “Se qualcuno veniva messo all’angolo lo invitavo a giocare con me. I gesti di amicizia sono il miglior antidoto alla solitudine.” A proposito del cambiamento come artista, dice che non capisce i suoi colleghi che fanno sempre le stesse cose, ma non rimpiange nulla di quello che ha fatto in passato: “Adesso per me oltre all’ironia c’è il desiderio d comunicare sensazioni diverse”. Non ha intenzione di molare la cabina di regia e ha già cominciato a girare il film Appena un minuto che definisce commedia leggera. Ma non solo: reciterà in teatro nella commedia Esilio permanente di Will Eno e pubblicherà il suo primo romanzo, intitolato Mia figlia è un’astronave. Insomma un futuro pieno di impegni che ci diranno se la svolta è riuscita.



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