Fabio Testi “In Rai e Mediaset lavorano solo gay e tossici”/ L’attore “Ho rifiutato tante strane proposte”

- Davide Giancristofaro Alberti

Fabio Testi "In Rai e Mediaset lavorano solo gay e tossici". L’attore italiano aggiunge "Matteo Salvini lo preferisco a Di Maio"

fabio_testi_antonella_liguori_2018 Fabio Testi con la moglie Antonella Liguori

Sono destinate a fare discutere le dichiarazioni sui gay rilasciate dall’attore Fabio Testi nelle scorse ore. Il 77enne di Peschiera del Garda ha parlato ai microfoni di Radio Cusano Campus, nel programma L’italia s’è desta condotto da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti. Fabio Testi ha motivato la sua assenza dalle scene italiane dicendo: «Non se ne parla mai, ma anche noi uomini spesso riceviamo proposte assurde. Io mi sono trovato produttori gay che mi chiedevano di andare a Rio De Janeiro con loro altrimenti non avrei avuto la parte. Io mi mettevo a ridere». Secondo il noto attore italiano, nel Belpaese, e come afferma lui stesso, in Rai e in Mediaset, si può lavorare solamente se sei gay o tossico: «Io mi sono trovato a metà film – ha proseguito Fabio Testi – col regista che mi diceva se non accetti vai a casa e io dicevo ‘Ok vado a casa’. Ma sai quanti sono caduti e sono scesi a compromessi? Per lavorare in Rai devo fare un tesserino da gay, poi uno da tossico per lavorare nell’altro ambiente. Ormai in Italia il lavoro artistico si è limitato a certi gruppi, dove io son tagliato fuori perché sono troppo quadrato. Io non ho tesserino e allora mi lasciano a casa così non gli rompo i co***».

FABIO TESTI “LAVORANO SOLO GAY E TOSSICI”

Fabio Testi ha affrontato anche l’argomento politica, e l’attore 77enne non nasconde la sua simpatia nei confronti del ministro dell’interno e vice presidente del consiglio, Matteo Salvini: «Tra Salvini e Di Maio ovviamente sono per Salvini – spiega senza troppi giri di parole – prima di criticarli e di metterli alla gogna, vediamo cosa faranno e soprattutto ricordiamoci cos’hanno fatto i precedenti governi. Io ho tre figli che lavorano all’estero perché purtroppo non hanno la possibilità di lavorare in Italia, si sono formati qui e non possono lavorare nel nostro Paese». Fabio Testi afferma quindi di vedere di buon occhio questo governo, e secondo lo stesso vi sarebbe cambiamento, novità, gioventù e voglia di fare: «abbiamo tolto – afferma – un po’ di muffa».





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